martedì 28 giugno 2011
perdere (finalmente) la fede
Pubblicato da
Luigi Maria Epicoco
"Se non riesci più a credere nel Dio in cui hai creduto da sempre, forse ciò proviene da qualcosa di distorto presente nella tua fede. Devi sforzarti, allora, di capire che cosa chiami Dio. Se uno smette di credere nel suo Dio di legno, questo non significa che non vi sia alcun Dio, ma solo che il vero Dio non è di legno". (L. Tolstoj)
Mi capita molto spesso di augurare alla gente di perdere la fede. Qualcuno rimane senza parole, qualcun'altro ride come se stessi scherzando, qualcun'altro rimane pensoso, ma pochi comprendono che il mio augurio è assolutamente salutare. E' l'augurio di perdere la fede in un dio che non salva, perchè è il dio di legno che ciascuno di noi si costruisce a propria misura, a propria immagine e somiglianza, a proprio consumo. Solo perdendo questa fede allora si può avere la speranza di ricevere la Fede vera, quella in un Dio fatto carne, fattosi bambino, fattosi infinita debolezza nonostante fosse infinita onnipotenza. La fede in un Dio che si lascia inchiodare, che muore...ma che alla fine rivoluziona tutto perchè cambia il finale, perchè risorge. Se c'è una caratteristica costante della vera fede è quella dell'imprevedibilità di Dio, del Suo non lasciarsi racchiudere in un pensiero, in una formula, in una regola, in una tradizione, in una cultura. Egli oltrepassa le cose, e ferisce anche la nostra di esperienza senza però rimanerne intrappolato. Dobbiamo tenere continuamente aperte le ferite della nostra esperienza, senza saltare a facili conclusioni. Dobbiamo camminare. Dobbiamo stare dietro a Lui che cammina davanti a noi, fino ala fine. La fede ci inquieta, non ci lascia dormire, ci mantiene desti. La fede che ci addormenta non è quella vera, per questo nessun sonno ci salverà. Il cristianesimo è una salvezza ad occhi aperti.
