Questa terra mi attira come una patria che non vedo da tempo. Eppure è la prima volta che poggio i piedi in questa parte di mondo. Forse sarà la storia che da qui è passata che rende questa terra familiare a tutti coloro che credono. Dalla finestra della mia stanza scorgo gruppi sparsi di minareti. Mi affascina sentir cantare le preghiere con una lena incomprensibile e ancestrale. Ho nel cuore tanta nostalgia di p.Padovese che da queste parti ha trovato la morte da martire e mi domando chi ha davvero il coraggio di viver qui il cristianesimo, nel nascondimento e nella preghiera, senza nessuna pretesa di conquista, ma solo come un lumignolo acceso nella notte, con il solo desiderio di renderla meno buia, o magari solo per non spegnere del tutto una fede che qui a trovato la sua prima grande culla. Instanbul, anche vista nel traffico delle tangenziali ha un suo fascino, speriamo che la luce del giorno di domani non sfati questa aspettativa.