<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062</id><updated>2012-01-08T17:19:38.201+01:00</updated><category term='vocazione'/><category term='terremoto'/><category term='passione'/><category term='generosità'/><category term='rame'/><category term='epicoco'/><category term='pace'/><category term='ricevere'/><category term='ipotetiche'/><category term='monete'/><category term='guerra'/><category term='parresia'/><category term='rivoluzione'/><category term='dare'/><category term='prete'/><category term='reale'/><title type='text'>...pensare con PARRESIA</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://epicoco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>244</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1196243336995533288</id><published>2011-12-30T11:47:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T11:47:24.434+01:00</updated><title type='text'>vivere è cominciare, sempre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RJQ2H0RXcr4/Tv2WQDAu3pI/AAAAAAAAAow/IytdXyikFJ0/s1600/Running-istruzioni-per-cominciare-1_full.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://3.bp.blogspot.com/-RJQ2H0RXcr4/Tv2WQDAu3pI/AAAAAAAAAow/IytdXyikFJ0/s320/Running-istruzioni-per-cominciare-1_full.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perchè vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante"&lt;/i&gt; (Cesare Pavese)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni riflettevo sul fatto che nonostante più di trent'anni di onorata esistenza, mi pare sempre di dover cominciare tutto da capo. Cos'è cambiato? E' cambiata solo la mansuetudine con cui accetto i miei limiti e la moderazione con cui tratto gli entusiasmi delle mie utopie. Rimango in piedi più a lungo. Mi rialzo con più velocità. Accetto di essere un prodigio che convive con un bambino che rovina quasi sempre tutto nel meglio della festa. Accetto di essere porzione di luce e porzione di ombra. Terra e cielo. &amp;nbsp;Dico tutto questo alla fine del 2011. Un altro anno scappato dalla mia consapevolezza che non riesce più a trattenere il tempo come quando da bambino facevo il conto alla rovescia per arrivare a 18 anni. &amp;nbsp;E cosa porterò con me nel prossimo anno? Domanda inutile perchè le cose che mi porterò sono già addosso a me come profumo e ferite ugualmente indelebili.&lt;br /&gt;La vita è una cosa bellissima, forse per lo stesso motivo che sostiene Pavese. In fin dei conti siamo sempre all'inizio, anche quando il tempo ci fa spuntare i primi capelli bianchi, e le scelte ormai sono definitive e non più negoziabili. E' bello vivere, perchè vivere è cominciare sempre, ad ogni istante...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1196243336995533288?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1196243336995533288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1196243336995533288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/vivere-e-cominciare-sempre.html' title='vivere è cominciare, sempre'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RJQ2H0RXcr4/Tv2WQDAu3pI/AAAAAAAAAow/IytdXyikFJ0/s72-c/Running-istruzioni-per-cominciare-1_full.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5352533963161608903</id><published>2011-12-20T11:40:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T11:40:21.754+01:00</updated><title type='text'>segni d'avvento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5RyFXyUJPN8/TvBl2LIVnNI/AAAAAAAAAe4/xBHDpF4Q1lE/s1600/606962s9wmubdbjv.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-5RyFXyUJPN8/TvBl2LIVnNI/AAAAAAAAAe4/xBHDpF4Q1lE/s320/606962s9wmubdbjv.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita"&lt;/i&gt; (A. D'Avenia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pochi giorni dal Natale sono costretto a ricordarmi che Dio non si fa bambino nel candore dei presepi sotto i nostri alberi. Dio si fa bambino di notte, quando non c'è luce, quando c'è la confusione delle paure, quando nessuno ti apre la porta per farti entrare a riposare, quando tutto sembra navigarti contro. Il mistero del natale non è il trionfo dei sorrisi, ma il trionfo della vita che nasce nonostante il buio all'intorno. Eppure è proprio al buio che si apprezza il valore della Luce. E' solo lì che capisci che la vita è una cosa seria, e non basta cambiare nei propositi, bisogna cambiare nei fatti, accettando di essere anche noi porzione di buio e desiderio di luce. Il dolore è l'unica cosa che abbiamo per accogliere la gioia. Solo una mancanza può far spazio a una pienezza. Benedetta sia allora anche la mancanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5352533963161608903?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5352533963161608903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5352533963161608903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/segni-davvento.html' title='segni d&apos;avvento'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5RyFXyUJPN8/TvBl2LIVnNI/AAAAAAAAAe4/xBHDpF4Q1lE/s72-c/606962s9wmubdbjv.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3847517594527829841</id><published>2011-12-04T16:19:00.001+01:00</published><updated>2011-12-04T16:22:01.616+01:00</updated><title type='text'>Fondali/6 Sentieri in preparazione alla Festa dell'Immacolata</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yBERYbNA3uA/TtuPhxxwaVI/AAAAAAAAAec/PyagNSWe2qU/s1600/tela_aida_lana.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://2.bp.blogspot.com/-yBERYbNA3uA/TtuPhxxwaVI/AAAAAAAAAec/PyagNSWe2qU/s320/tela_aida_lana.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nel primo mistero della Luce contempliamo il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono sempre domandato che fine facesse Maria nel Vangelo, sopratutto in quelle situazioni così nevralgiche e importanti della vita di Gesù. Ogni tanto il testo annota qualche riferimento a lei, ma per il resto c'è un grande silenzio. Eppure questo silenzio non è assenza ma è sfondo. Come in un quadro siamo abituati a guardare le cose raffigurate, quasi mai ci rendiamo conto del fatto che quelle figure sono disegnate su uno sfondo silenzioso, che non fa rumore ma aiuta quelle immagini ad essere comprese, collocate, rette. Lo sfondo delle cose è una immensa presenza silenziosissima. Maria è così. Perchè Ella è il prototipo delle persone che sanno davvero voler bene a qualcuno. Non ha manie di protagonismo, non vuole per forza imporsi nella vita di chi ama. Sa esserci, anche come un fondale silenzioso, fatto di attese, speranze, preghiere, sguardi, pianti, e persino incomprensioni. Maria è il fondale anche del Battesimo di Gesù nel Giordano. E' lì perchè dal cielo una voce dice che Gesù è il figlio prediletto, l'Amato; e se è amato significa che ha addosso l'amore di Dio, e l'amore di Dio è sempre qualcosa di concreto non di astratto. Maria è una fetta grossa di Amore concreto di Dio nella vita di Gesù. La Sua maternità è una fetta consistente di Amore del Padre. Il cielo non è in alto, è accanto a noi. Da Maria dovremmo imparare ad essere cielo per chi c'è accanto. In noi dovrebbero trovare quella consistenza di Dio che non ama rimanere un concetto, ma ama diventare esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, Amore consistente, viviamo in un mondo dove di consistente non c'è proprio niente. Qualcuno lo definisce "liquido", in realtà è vaporizzato. Tutto ci pare eccessivamente provvisorio per costruirci qualche certezza, così passiamo la maggior parte della nostra vita a tenerci in equilibrio sul precipizio di scelte che non faremo mai veramente. Aiutaci a saltare. Ricordaci che la fede ci da ali per non precipitare. E che parole come "per sempre", e "per tutta la vita", non sono gabbie, ma altezze che ci conducono molto più lontano dei sentieri del "finchè dura". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, Amore consistente, facci comprendere che le cose certe passano attraverso di noi, e che ciascuno può e deve diventare la modalità concreta attraverso cui gli altri toccano Dio.&lt;br /&gt;Fai sperimentare anche a noi amori come quello di Maria. Circondaci di persone che non vogliono vivere al posto nostro, ma vogliono sorreggere la nostra vita come fondali silenziosi e gratuiti. Senza l'amore gratuito di qualcuno, non ricaveremo nulla da questo viaggio chiamato vita. E senza un bottino degno di questo viaggio, rischieremo di arrivare alla fine maledicendo i nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, Amore consistente, ti preghiamo per tutti quelli che non hanno fondali e che vagano di qua e di la disperati perchè si sentono sempre sbagliati e fuori posto. Dona loro un paio di coordinate di affetto, e dagli qualche dritta su come recuperare speranza, perchè rinfrancati da quello sbandamento possano concludere il loro viaggio benedicendo la vita nonostante quello che sono stati costretti a vivere. Te lo chiediamo anche per chi non ha nemmeno più forza di chiedere e di desiderare. Te lo chiediamo sopratutto per chi non &amp;nbsp;sa nemmeno che esiste un fondale dove tutto ha senso.&lt;br /&gt;Amen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre nostro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 Ave Maria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gloria al Padre...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3847517594527829841?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3847517594527829841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3847517594527829841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/fondali6-sentieri-in-preparazione-alla.html' title='Fondali/6 Sentieri in preparazione alla Festa dell&apos;Immacolata'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-yBERYbNA3uA/TtuPhxxwaVI/AAAAAAAAAec/PyagNSWe2qU/s72-c/tela_aida_lana.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1516432479468664253</id><published>2011-12-03T15:10:00.000+01:00</published><updated>2011-12-03T15:10:25.019+01:00</updated><title type='text'>Chi segue chi/5 Sentieri in preparazione alla Festa dell'Immacolata</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-e6Q0GUIdXbo/Ttotdi-qurI/AAAAAAAAAeU/M8kNtmlCGAc/s1600/carovana_tuareg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="169" src="http://1.bp.blogspot.com/-e6Q0GUIdXbo/Ttotdi-qurI/AAAAAAAAAeU/M8kNtmlCGAc/s320/carovana_tuareg.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nel quinto mistero della gioia contempliamo lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù fra i dottori del tempio...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brutta sensazione quella di accorgersi ad un tratto che la cosa a cui tieni di più te la sei persa per strada. Quel colpo al cuore che ad un tratto ti soffoca e ti spinge a terra, è lo stesso colpo che avranno sentito Maria e Giuseppe quando si sono accorti che Gesù non era nella carovana con loro. Mi piace pensare che il vangelo registri questa ragazzata (mica tanto!) di Gesù per far sentire meno soli e meno imbarazzati tutti quelli che per un motivo o per un altro si sono persi per strada la cosa più importante della loro vita. A volte è la distrazione, a volte è la superficialità, a volte è l'abitudine, fatto sta che al di la della causa, il perdere qualcosa di importante rimane tra le vertigini più brutte che si possano provare nella vita. Ma Maria e Giuseppe non si lasciano sopraffare da questa esperienza. Tornano indietro. Lo vanno a cercare. Così come quando si torna sugli stessi passi per vedere dove è caduta quella cosa che pensavamo avere in tasca. Maria e Giuseppe esplorano tutta la strada che hanno percorso fino a quell'istante. Saranno stati anche affranti, ma non disperati, perchè chi è disperato non cerca più, non torna più indietro perchè decide a tavolino che non c'è più niente da fare, non c'è più soluzione a quella cosa. Invece tornare sui nostri passi, seppur con il cuore in gola, è quello che il vangelo suggerisce a ciascuno di noi. E così tra i dottori del tempi scorgono Gesù dodicenne che interroga e risponde con i dottori della Legge. Lo hanno ritrovato, ma non sarà più come prima. Credo che da quel giorno in poi Maria e Giuseppe non daranno più per scontato nulla. Da quel giorno in poi avranno abolito ogni occasione di distrazione, di abitudine, di superficialità. Da quel giorno in poi avranno capito che la vita è una cosa seria, e a volte &amp;nbsp;si può perdere in maniera definitiva. &amp;nbsp;E rimane paradossale la domanda che Maria rivolge a Gesù: "Perchè c'hai fatto questo?"; pensando che quello smarrimento fosse stato causato da Gesù e non da loro. Perchè non è Gesù che deve seguire loro, sono loro che devono seguire Gesù. Il nostro cristianesimo a volte è così capovolto. Vogliamo che Gesù venga dietro a noi, alle nostre rotte, alle nostre decisioni, alle nostre prospettive, e quando non lo vediamo scodinzolare sui quei sentieri ci arrabbiamo. Ma siamo noi i discepoli non Lui. Siamo noi i veri figli non Lui. Siamo noi i pellegrini non Lui. Ed è a Lui che spetta il compito di camminare avanti, di scegliere le strade, di decidere i sentieri. A Lui. Perchè ci ama, e perchè è l'unico che conosce davvero la strada che ci conduce a ciò che vogliamo veramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, donna che torna indietro, insegnaci ad aprire gli occhi su quella modalità di vita che è la distrazione e l'abitudine, e facci comprendere che vivendo così si possono perdere le cose più importanti della vita. Sostienici quando soffocati dalla scoperta di simili smarrimenti ci viene di non vivere più e di non sperare più. Donaci l'umiltà dei ripensamenti, del tornare indietro e appoggiati a qualche povero san Giuseppe facci la grazia di ritrovare ciò che era smarrito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, donna che torna indietro, capovolgi anche a noi la logica di non pretendere che sia Gesù a seguirci, e facci capire che i discepoli sono quelli che vogliono imparare e non quelli che credono di sapere già tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Maria, donna che torna indietro, ti preghiamo per tutti quelli che per orgoglio non vogliono ammettere di essersi persi del tutto ciò per cui vale la pena vivere. Smonta con amore di madre le impalcature dei loro ragionamenti, e riportali con i piedi per terra. Fai comprendere loro che solo i piedi per terra portano da qualche parte, e che le cose che si vedono con gli occhi chiusi non sempre sono vere. E anche se è difficile e doloroso, non è mai troppo tardi per riprovarci.&lt;br /&gt;Amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1516432479468664253?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1516432479468664253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1516432479468664253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/chi-segue-chi5-sentieri-in-preparazione.html' title='Chi segue chi/5 Sentieri in preparazione alla Festa dell&apos;Immacolata'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-e6Q0GUIdXbo/Ttotdi-qurI/AAAAAAAAAeU/M8kNtmlCGAc/s72-c/carovana_tuareg.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4788583971036086012</id><published>2011-12-02T16:34:00.000+01:00</published><updated>2011-12-02T16:34:47.716+01:00</updated><title type='text'>amar da soffrire/4 Sentieri in preparazione alla Festa dell'Immacolata</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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E a quell’appuntamento Maria, Giuseppe e il bambino Gesù incrociano la figura di Simeone. Le parole di quell’uomo sono di una immensa speranza, perché ad alta voce dichiarano che quel bambino stretto dentro fasce e recato in braccio da quella povera gente, è la “luce di tutte le genti”. Ma accompagna a questa dichiarazione una profezia per Maria: “Anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Dietro queste parole si celano tutti gli effetti collaterali delle persone che decidono di amare. Quando tu ami qualcuno diventi vulnerabile, ti esponi al rischio di dover soffrire. Eppure non conosciamo niente di più grande e di più bello dell’amore e dell’amare. Che senso avrebbe la nostra vita senza questa vertigine? Che senso avrebbe svegliarsi la mattina e non sapere per chi e per cosa vivere? Ma vivere amando significa tenere da conto anche la possibilità della sofferenza per ciò che si ama, per quella estrema condivisione che alla fine fa sentire tuo anche ciò che è dell’amato. La paura di soffrire molto spesso ci toglie la voglia di vivere davvero, e così viviamo vite così tanto protette da essere ingessate, artificiali, tristi. Maria ci insegna ad accettare anche il retrogusto della sofferenza quando si beve a piene mani il vino della vita. Non conosciamo altre vie, altre tutele, altre alternative. Ciò a cui tieni devi essere disposto anche a pagarlo di persona. E questo è facile? No, ma comunque rimane possibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Santa Maria, donna che ama e soffre, ti preghiamo per quella brutta malattia che si chiama “paura di soffrire” che non ci fa più vivere vite degne. Fa che siamo disposti a rischiare comunque e a capire che la contropartita è sempre vantaggiosa rispetto alle spese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Santa Maria, donna che ama e soffre, togli da noi ogni indugio, e lascia che torniamo a vivere respirando a pieni polmoni senza le apnee dell’ansia e dell’insicurezza. Libera le nostre case dallo smog del pessimismo e lascia che i nostri balconi tornino ad aprirsi sui cieli della speranza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Santa Maria, donna che ama e soffre, facci capire che le cose che amiamo veramente valgono sempre molto di più di ogni spesa, e se anche a volte dobbiamo dare la vita per essi, ciò risulterà sempre più vantaggioso di ogni altro tipo di alternativa. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Santa Maria, donna che ama e soffre, ti preghiamo per tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo per le cose che amano, per i volti delle persone amate, per il loro lavoro, per i loro amici, per i loro figli, per il destino dei loro paesi. Porta loro un po di sollievo e racconta a ciascuno come hai fatto ad andare avanti comunque senza mai lasciarti imbruttire dalle cose terribili della vita. Amen&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4788583971036086012?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4788583971036086012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4788583971036086012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/amar-da-soffrire4-sentieri-in.html' title='amar da soffrire/4 Sentieri in preparazione alla Festa dell&apos;Immacolata'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-c4zODL1YpwI/TtjvjX9W5fI/AAAAAAAAAeM/cAXP9_1kcu4/s72-c/abbraccio.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1824039545002530448</id><published>2011-12-01T15:33:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T15:34:27.067+01:00</updated><title type='text'>Comfort/3 Sentieri in preparazione alla Festa dell'Immacolata</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--Mz6FbY_KB4/TteQInoGtxI/AAAAAAAAAeE/CKOBAav3t4Y/s1600/400_1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/--Mz6FbY_KB4/TteQInoGtxI/AAAAAAAAAeE/CKOBAav3t4Y/s320/400_1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Nel terzo mistero della gioia contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;La scelta dei contesti non è mai casuale nel Vangelo. Gesù non nasce ovunque, nasce a Betlemme, sperduta frazione della Giudea, paese Natale di Giuseppe. In questo piccolo villaggio si consuma l’evento più importante di tutta la storia. Betlemme è l’ombelico del mondo. Ma la cosa più necessaria di cui Gesù ha bisogno non glielo dà nessun locandiere, nessuna clinica specializzata, nessuna associazione di volontariato. La cosa più essenziale per Gesù che nasce glielo dà Maria Sua madre, e Giuseppe. Questa precisazione è assolutamente importante e allo stesso tempo rivoluzionaria. Dio non ha bisogno di chissà quali confort per venire nel mondo, anche nel nostro mondo. Non ha bisogno di chissà quali condizioni favorevoli per prolungare la sua venuta fino ai giorni nostri. Ha bisogno semplicemente di due persone che si vogliono bene tra di loro, e quindi vogliono bene a Lui. Senza questo bene orizzontale, aperto a quello verticale allora non c’è incarnazione, non c’è inizio, non c’è venuta, non c’è nascita, non c’è cristianesimo. Maria e Giuseppe ci insegnano quando dobbiamo tenere in gran conto l’amore tra di noi, l’amore orizzontale che scorre nei nostri rapporti quotidiani. In quel l’amore, in quel bene quotidiano, in cui molto spesso si abbassa la guardia perché ci si abitua, c’è l’ossatura portante di ogni occasione di presenza di Dio in mezzo a noi. La famiglia di Nazareth è il prototipo del posto ideale dove Gesù ama venire, ama stare, ama rivelarsi, ama consegnarsi, farsi riconoscere, accogliere, amare.&amp;nbsp; In quella semplicità e sincerità troviamo le motivazioni per guardare in maniera straordinaria i nostri rapporti di bene quotidiani. Così mio marito non è più solo mio marito, mia moglie non è più solo mia moglie, mio figlio non è più solo mio figlio, il mio collega non è più solo il mio collega, il mio amico non è più solo il mio amico. Essi sono tutte occasioni dentro cui Dio può venire a patto che si costruiscano rapporti essenziali di bene vero. Mai quindi possiamo permetterci di barattare la qualità di un rapporto per altri fini e interessi. Se roviniamo quella qualità è come se avessimo sbarrato la porta a Dio che vuole continuare a venire, a nascere, a farsi presente, a salvarci. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Ma in questo quadro di Betlemme altre figure si incrociano. I pastori ad esempio. Essi rappresentano la scelta preferenziale di Dio per le persone e la loro dignità, al di là di quanto valgono o sono considerate agli occhi del mondo. Ai tempi di Gesù un pastore non era proprio un soggetto credibile e affidabile, eppure Dio sceglie loro per fare da padrini all’evento più vero e affidabile della storia. Perché Dio salva sempre le persone dall’etichette. Guarda sempre i cuori e non le apparenze. Giudica scommettendo sulla fiducia invece di calcolare la media degli errori.&amp;nbsp; E Maria non si rifiuta di far vedere quel figlio, quel bambino benedetto, il Figlio di Dio, L’Emmanuele, il Dio con noi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Santa, Madre partoriente, tu che rifiutata da tutti gli alberghi di Betlemme hai messo al mondo Gesù in un luogo di fortuna, facci comprendere che Cristo ha bisogno solo di rapporti leali, più che di posti ideali, per venire al mondo. Ricordaci che le persone come Giuseppe valgono più di tanti soldi in banca, e se non si hanno nemmeno le cose più essenziali, apri i nostri occhi all’unica priorità vera che c’è nella vita: sentirsi amati da qualcuno. Prestaci per un po di tempo l’operosità silenziosa e nascosta dell’uomo che amavi, e magari alla scuola della bottega di Giuseppe capiremo che la differenza non la fanno le parole, ma i silenzi carichi di opere concrete.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Santa Maria, Madre partoriente, tu che la tradizione pone sopra un asinello in viaggio verso Betlemme, facci riscoprire il valore di essere mansueti e umili, mentre procediamo piano piano nella vita, in un mondo che vuole da noi fretta e velocità. Certi viaggi è meglio farli piano che correre e farsi male. Aiutaci a rallentare il passo per gustare le cose e toglici l’ansia di correre da una parte all’altra senza provare più nessuna passione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Santa Maria, Madre partoriente, ti preghiamo per tutte le donne madri che hanno paura della maternità, per quelle doloranti di sensi di colpa perché non trovano il coraggio di decidersi per la vita, e per quelle convinte che l’aborto sia solo un anticoncezionale. &amp;nbsp;Dona loro la consapevolezza che la vita è una cosa sacra, e che è la cosa più vicina a Dio che noi conosciamo, e solo il loro essere donne le pone in maniera privilegiata davanti a un dono così immenso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Santa Maria, Madre partoriente, ti preghiamo anche per tutte quelle madri che non possono avere figli, aiuta loro a non mettere nel cassetto la loro maternità, e suggerisci loro strade di investimento di amore alternative, magari dando tempo e amore a chi una famiglia non ce l’ha. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Santa Maria, donna partoriente ti chiediamo tutti insieme perdono per tutte quelle madri che trasformano il loro grembo in tombe e in vicoli senza uscita, soffocando sul nascere la vita dei figli, spinti da disperazione o da quella orrenda superficialità così pubblicizzata da queste parti di mondo. Donaci un sussulto di coscienza e facci tornare ad essere indignati davanti a quello sfregio orrendo contro la vita che nessuna legge potrà rendere giusto e umano. Te lo chiediamo a te che sei donna, a te che sei madre. Amen&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Padre nostro…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Ave Maria…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14pt;"&gt;Gloria al Padre…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1824039545002530448?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1824039545002530448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1824039545002530448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/12/confort3-sentieri-in-preparazione-alla.html' title='Comfort/3 Sentieri in preparazione alla Festa dell&apos;Immacolata'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--Mz6FbY_KB4/TteQInoGtxI/AAAAAAAAAeE/CKOBAav3t4Y/s72-c/400_1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-533028616073123691</id><published>2011-11-30T13:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T13:01:57.359+01:00</updated><title type='text'>Servizio/2 (Sentieri in preparazione alla festa dell'Immacolata)</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:DocumentProperties&gt;   &lt;o:Template&gt;Normal.dotm&lt;/o:Template&gt;   &lt;o:Revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;   &lt;o:TotalTime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;   &lt;o:Pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;   &lt;o:Words&gt;904&lt;/o:Words&gt;   &lt;o:Characters&gt;4792&lt;/o:Characters&gt;   &lt;o:Company&gt;epicoco&lt;/o:Company&gt;   &lt;o:Lines&gt;62&lt;/o:Lines&gt;   &lt;o:Paragraphs&gt;3&lt;/o:Paragraphs&gt;   &lt;o:CharactersWithSpaces&gt;6329&lt;/o:CharactersWithSpaces&gt;   &lt;o:Version&gt;12.0&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt;  &lt;o:OfficeDocumentSettings&gt;   &lt;o:AllowPNG/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:TrackMoves&gt;false&lt;/w:TrackMoves&gt;   &lt;w:TrackFormatting/&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:PunctuationKerning/&gt;   &lt;w:DrawingGridHorizontalSpacing&gt;18 pt&lt;/w:DrawingGridHorizontalSpacing&gt; 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font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Nel secondo mistero della gioia contempliamo la Visita di Maria&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a santa Elisabetta…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;La prova del nove del cristianesimo non consiste nel saper rispondere a tutte le domande del Catechismo della Chiesa Cattolica. La prova del nove della nostra fede in Gesù la si gioca sulla carità, sul servizio verso gli altri. Maria ne è l’esempio più bello. Gravida di gioia e di Cristo, non si rinchiude in un atteggiamento di autosufficienza e goduria personale, sente la necessità di rendere visibile quella gioia attraverso la condivisione. E così ci insegna che una gioia che non rende felice anche gli altri non è una gioia vera, non è una gioia che viene da Dio. Alleviare la vita degli altri è per noi il termometro attraverso cui misuriamo la febbre della nostra fede e della nostra passione verso Cristo. Troppo spesso pensiamo che la fede crei una pace interiore malata di solitudine ed autosufficienza. Se ciò che riguarda la nostra fede non cambia anche la vita degli altri, allora non serve a nulla credere e soprattutto è bene diffidare da una simile fede. Gesù stesso si inginocchia e lava i piedi agli apostoli per insegnar loro uno stile di amore che non ha niente a che fare con l’apparenza ma con la sostanza, anche quella più sgradevole e fastidiosa come i piedi di chi ci sta accanto. Piegati, così, sui piedi della storia, possiamo mostrare tutta la regalità di Cristo che a differenza della logica del mondo, insegna che regnare è innanzitutto servire, cioè sentire la responsabilità verso il prossimo. Ma Maria ci insegna anche il coraggio e l’intraprendenza, perché seppur sola &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“si incammina in fretta”&lt;/i&gt; verso il villaggio della cugina Elisabetta. Maria può permettersi questa audacia perché solo apparentemente è sola, in realtà ha dentro il suo grembo Cristo. E’ lui il motore del nostro coraggio e della nostra audacia. Da soli preferiremmo sempre il calduccio della nostra pigrizia e gli orti ristretti delle nostre insicurezze. Lui invece “smuove”, costringe alla corsa, a camminare in fretta senza perdere tempo, perché la vita non dura per sempre, e ogni istante è unico e irripetibile, e non tollera sprechi. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Maria non spreca nulla, investe ogni istante della sua vita. Lo investe anche quando non capisce fino in fondo e quando non è capita fino in fondo. Vive appassionatamente e totalmente anche se nessuno gli domanda conferenze e spiegazioni, anche se nessuno la intervista o gli domanda il conto. Non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno perché non vive poggiandosi sul consenso degli altri ma sulla fedeltà a Qualcuno che sa che c’è anche se molte volte è reputato Assente. Dio è una certezza che quando la sperimenti non è detto che rimane evidente per tutto il tempo, per lunghi periodo risulta come eclissato, scomparso, nascosto, ma rimane comunque certezza perché anche se per un solo istante tu lo hai visto, intuito, sentito. E’ come un bambino nel grembo della madre. Gli altri non lo vedono ma la madre sa bene che è nel suo grembo. Siamo chiamati a portare Cristo nella storia, e a volte sarà nascosto nel grembo dei nostri giorni, altre volte lo dovremmo partorire agli altri, mostrarlo, indicarlo, offrirlo, porgerlo, farlo vedere. Ma Cristo lo si capisce solo nella logica della Madre. Altre logiche mondane non si addicono a Lui, e sfugge il racconto. E nella logica della Madre, Elisabetta è il porto d’approdo dell’annunciazione. Non si può comprendere ciò che Maria ha vissuto nel dialogo con l’angelo Gabriele, finchè non arriva alle soglie della casa di Elisabetta. Solo lì, in quella casa di amici e servizio, trova la forza per sciogliere la lingua e cantare il suo magnificat. Si, perché il cristianesimo è aiutare gli altri a cantare i loro Magnificat e i loro Miserere. A raccontare i grazie o a trovare il coraggio di chiedere perdono. A dichiarare la vittoria di chi solitamente perde, o a urlare ai cieli le ferite dei nostri perché. I cristiani dovrebbero favorire la digestione di ciò che capita nella vita, e non lasciare che certi nodi rimangano fermi in gola, o bloccati alla bocca del nostro stomaco. E il motore di tutto questo? Gesù ovviamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, Madre coraggiosa, aiutaci a completare gli annunci che la fede ha seminato nel nostro cuore. Facci capire che solo quando la fede diventa responsabilità verso gli altri allora sprigiona il suo potenziale. Liberaci dalla tentazione di vivere il cristianesimo come un rifugio dal mondo, e spiegaci il perché i luoghi aperti sono gli spazi preferiti del vangelo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, Madre che corre, dai una spinta anche al nostro passo pigro. Mettici la fretta di chi conosce la ferita dello spreco del tempo, e incamminaci fuori dai recinti del nostro egoismo. Perché solo lasciando le mura del tornaconto, e la quiete di chi pensa solo a se stesso, sperimenteremo paesaggi nuovi e aria nuova, e forse capiremo anche qualcosa di noi stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Ricorda a ciascuno di noi che i volti delle Elisabette che andiamo a servire molto spesso diventano la provocazione che ridona senso a ciò che viviamo. Solo i poveri (anche quelli che non mancano di pane ma di amore) possono darci cose che nessun altro può darci. Basta solo abituarsi ad accettare la vertigine di dare senza volere per forza in cambio qualcosa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Convincici che solo la gratuità apre la strada all’imprevisto. Chi calcola quasi sempre rimane deluso. E tu, o Madre, sei esperta di investimenti a fondo perduto, investimenti che non conoscono mai crisi finanziarie perché seguono le logiche economiche del cielo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, donna che canta, scrivi con noi i testi di gratitudine che quasi mai rivolgiamo al cielo e alla gente che ci ama. Facci capire che il valore di un grazie supera persino la soddisfazione di una richiesta ascoltata. E abituàti a guardare il bicchiere tutto intero capiremo che quello mezzo vuoto è solo vuoto, e ciò che vale la pena è quello mezzo pieno, perché regge anche quello vuoto che lo sovrasta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Padre nostro...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;10 Ave Maria...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Gloria al Padre...&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-533028616073123691?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/533028616073123691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/533028616073123691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/11/servizio2-sentieri-in-preparazione-alla.html' title='Servizio/2 (Sentieri in preparazione alla festa dell&apos;Immacolata)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QoqIgwfhXPA/TtYbLSh80mI/AAAAAAAAAd8/_uTIXo0oRIQ/s72-c/lavanda+dei+piedi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7885050863160463864</id><published>2011-11-29T20:35:00.000+01:00</published><updated>2011-11-29T20:35:06.752+01:00</updated><title type='text'>Con-creti 1/Sentieri in preparazione alla Festa dell'Immacolata</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Nel primo Mistero della gioia contempliamo l’annuncio dell’angelo a Maria…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;C’è una brutta credenza in mezzo a chi crede. Molti pensano che il copione della nostra vita sia qualcosa di già scritto, di già stabilito, di già concordato, e noi ne siamo solo degli inconsapevoli attori/esecutori.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Se la nostra vita è già scritta da qualche parte che fine fa la nostra libertà? Che valore hanno le nostre scelte? Dov’è più l’utilità del libero arbitrio? Eppure Dio ci ha creati liberi, ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza. Come si concorda la nostra libertà con un nostro ipotetico destino? Credo che in qualche maniera a questa domanda bruciante risponda l’episodio del vangelo dell’annunciazione a Maria. L’Arcangelo Gabriele piomba nella vita di questa donna con una notizia che le toglie il fiato. Le racconta di un sogno di Dio che vuole realizzare attraverso di Lei, attraverso il suo grembo, la sua carne, il suo sangue, la sua bellezza. Dio, attraverso questo angelo, propone a Maria di fare qualcosa di concreto. Splendida parola, la parola concretezza.. E’ fatta in maniera composta da due parole più brevi e significative: con-cretezza, con-creare, creare con, creare insieme. In pratica la concretezza è partecipare all’opera creativa di Dio. Quindi le cose di Dio, anzi, fatte con Dio, sono sempre cose concrete. Non sono propositi, sogni, discussioni. Sono fatti concreti, reali, toccabili. E questa già è una bellissima notizia: Dio non abita la regione della fantasia e dell’immaginazione. Dio abita il reale, la concretezza della mia vita. Anzi, attraverso le cose concrete della mia vita io sto facendo qualcosa con Lui. Questo è il nostro destino: è fare qualcosa di concreto dentro la nostra vita. E non c’è niente di più concreto che alzare lo sguardo e vedere dietro la nostra esperienza il Volto di chi ci ha fatti, di chi ci ha voluti, di chi ci ha donato la vita, di chi è morto per noi. Gabriele propone a Maria un fatto concreto, una proposta di partenariato. Proporre, poi, non ha lo stesso valore di imporre. La più grande vertigine di questo racconto sta nel fatto che Maria possa dire di no. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La nostra libertà, paradossalmente, la si esprime in questa tremenda possibilità di dire di no, di rovinare, stravolgere una proposta, un progetto che non solo ci renderà felici ma porterà nella storia Cristo, cioè il Senso della storia. Quando noi diciamo di no alla concretezza della vita, alle cose reali, alle cose che ci accadono, noi ci stiamo condannando a rimanere serenamente infelici, perché la felicità inquieta, è faticosa, mentre l’infelicità è quieta come lo è la depressione, ma soprattutto non stiamo permettendo che Cristo torni dentro la storia che viviamo, cioè stiamo privando di senso la storia che abitiamo. Ecco allora che si comprende di più la parola destino. Il cristianesimo ci dice che il destino per noi è come una destinazione, una direzione, un metodo, una modalità. Il destino non è tanto un contenuto ma la conseguenza di un contenuto. E’ come dire che Dio ci ha destinati ad essere felici, ma la modalità attraverso cui ciò accade è lasciata alla nostra creatività, alla nostra libertà. Anzi alla nostra libertà è lasciata anche la possibilità di negare questo destino. In più Dio si propone di aiutarci ad arrivare a questa destinazione, si propone con Emmanuele, come Dio con noi, Dio in mezzo a noi, Dio che si fa nostro compagno di viaggio. Ma in questa operazione non siamo al sicuro, siamo come tutti gli altri sballottolati dalla vita e dai suoi problemi, come Maria. Al si di Maria non segue un lieto fine, ma un avventura faticosa, a tratti oscura, macchiata del sangue di innocenti uccisi dai potenti, di esili, solitudini, povertà, precarietà. Solo alla fine nonostante gli ostacoli della cronaca accade l’imprevedibile, Cristo nasce, cresce, annuncia, muore e soprattutto risorge. Ma questa resurrezione viene fuori dalla cronaca di un’intera vita vissuta con questa direzione a cui Maria dice di si. Le cose che ci compiono, che ci rendono felici non ci risparmiano la vita, ma riempiono di direzioni anche le cose più oscure, più faticosa, più incomprensibili. Un cristiano non accetta un dolore, o una sofferenza per masochismo, ma perché sa che lui vale di più di quello che è costretto a vivere, che lui vale di più anche di ciò che lo uccide, che il suo destino è al sicuro fuori dalla contraddizione del mondo. Questo destino indirizza tutto ciò che vive. Trasforma in opportunità ciò che invece poteva essere solo un ostacolo. Tutto questo è racchiuso nel si impaurito e carico di speranza di Maria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, donna concreta. Tu che sai bene che Dio vale di più della nostra immaginazione. E che se siamo disposti a mettere in gioco i nostri sogni è solo perché tu ci hai insegnato a rischiare la nostra speranza sulle cose concrete che ci accadono e non sulla nostalgia per ciò che abbiamo perduto o che non avremo. Aiutaci a mettere i piedi per terra, perché con la testa fra le nuvole non ci accorgeremo mai di chi siamo davvero e di quanto valiamo agli occhi di Dio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Estirpa da noi la paura di vivere, e lascia che seppur l’ansia e l’insicurezza spingono sul nostro stomaco, non intacchino però la nostra capacità di scegliere per cose grandi e vere. Insegnaci che il coraggio è una decisione di ogni mattina e che se non ci decidiamo a favore di Dio non avremo nemmeno una destinazione verso cui andare.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, donna concreta, anche se dire di si comporta tante cose da affrontare, ricordaci che alla fine del viaggio tutto varrà la pena, anche le cose che non abbiamo capito e che c’hanno ferito. E se anche in questo momento su di noi ci sono le nubi fitte della prova, fa che ci ricordiamo che sopra le nuvole c’è il sole. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Santa Maria, donna concreta, ti preghiamo per tutti quelli che si sono rifugiati fuori dalla realtà nel mondo finto dell’alcol, della droga, del sesso, delle relazioni usa e getta. Fai tornare a loro la voglia di vivere per cose reali, e anche se la realtà a volte è faticosa, convincili che è meglio soffrire per una cosa vera che gioire per una cosa finta. Così torneranno ad avere una dignità, e seppur stanchi e affaticati torneranno a guardarsi in faccia e a non avere più vergogna. Amen.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Padre nostro…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;10 Ave Maria…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Gloria al Padre…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7885050863160463864?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7885050863160463864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7885050863160463864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/11/con-creti-1sentieri-in-preparazione.html' title='Con-creti 1/Sentieri in preparazione alla Festa dell&apos;Immacolata'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6njuBfoYveE/TtUz4l1AP7I/AAAAAAAAAd0/WoPNoeTeVMs/s72-c/2421181-concreti-cuore-modellato-su-un-concreto-schiaffo-su-un-marciapiede.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3669191938480828435</id><published>2011-11-08T19:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T19:01:28.664+01:00</updated><title type='text'>l'uomo, la vera differenza</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nHV9i1Q30hU/TrluWVMNACI/AAAAAAAAAdI/LaPf5IkDNBw/s1600/Donna_delle_pulizie_felice_e_triste.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://4.bp.blogspot.com/-nHV9i1Q30hU/TrluWVMNACI/AAAAAAAAAdI/LaPf5IkDNBw/s320/Donna_delle_pulizie_felice_e_triste.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"La differenza tra un deserto e un giardino non è l'acqua ma l'uomo"&lt;/i&gt; (Proverbio tunisino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso pensiamo che siano le circostanze esteriori a favorire o no la buona riuscita delle nostre imprese e dei nostri sogni. Deleghiamo troppo spesso la responsabilità dei risultati a fattori definiti 'oggettivi', che sono fuori di noi. Più passa il tempo, invece, e più mi accorgo che la differenza vera la fa l'uomo. Quando un uomo prende sul serio la vita, allora prende sul serio anche la fetta di mondo che abita, e in quella fetta di mondo inserisce una bellezza straordinaria fatta di cura, di passione, di dettagli. Sono le persone il nocciolo vero di trasformazione del mondo. Nelle nostre famiglie non possiamo delegare le depressioni e le tristezze di cui ci infettiamo a vicenda con silenzi e musi lunghi, alla crisi o a uno stipendio troppo corto per coprire un mese. Si può anche avere lo stomaco vuoto e riempire la casa comunque di sorrisi, di stima, di bene. Non possiamo condannare il capo ufficio, o il grigiore delle pareti dei posti dove lavoriamo a responsabili finali della frustrazione che proviamo quando andiamo a lavorare. Si può anche lavorare per necessità, senza provare un briciolo di interesse, ma si può anche decidere di troncare giudizi, maldicenze, pigrizie, furbizie, trasformando, così, i nostri posti di lavoro, in ambienti con 'aria più pulita'. Noi siamo la differenza non ciò che ci circonda. Ma questo non capita per caso, lo si decide.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3669191938480828435?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3669191938480828435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3669191938480828435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/11/luomo-la-vera-differenza.html' title='l&apos;uomo, la vera differenza'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-nHV9i1Q30hU/TrluWVMNACI/AAAAAAAAAdI/LaPf5IkDNBw/s72-c/Donna_delle_pulizie_felice_e_triste.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-429020717838594055</id><published>2011-11-06T18:11:00.000+01:00</published><updated>2011-11-06T18:11:52.456+01:00</updated><title type='text'>tra sonni e veglie</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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L’amore è la veglia ogni volta reinventata, ogni volta una prima volta.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; tab-stops: 28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;(Christian Bobin)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 23.0pt; mso-bidi-font-family: Helvetica;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; tab-stops: 28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; tab-stops: 28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Tormentato dal vangelo di oggi in cui le vergini sagge e quelle stolte si addormentano nell'attesa, pensavo la stessa cosa che Bobin scrive con tanta chiarezza. Il mondo esige che noi dormiamo, da svegli saremmo eccessivamente felici, potremmo persino cambiarlo questo mondo. Perchè essere svegli significa amare e lasciarsi amare, e quando ciò accade si hanno energie per rifare l'universo da capo. ma rimanere svegli è anche faticoso, troppe cose ci spingono a chiudere gli occhi, troppe cose intorpidiscono le nostre speranze. Troppe. In fin dei conti Gesù non ci domanda di fare miracoli, ma di tenere gli occhi aperti. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-429020717838594055?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/429020717838594055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/429020717838594055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/11/tra-sonni-e-veglie.html' title='tra sonni e veglie'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-v3gQoCxMjcg/Tra_uoUejUI/AAAAAAAAAdA/oklDHN8GDgQ/s72-c/dormire.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3066030589329991302</id><published>2011-10-17T13:12:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T13:12:52.245+02:00</updated><title type='text'>non per devozione ma per amore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6coJmLRl-5Y/TpwNNVsVL8I/AAAAAAAAAcY/CE6cPdHbCPA/s1600/302696_2497137872235_1366516199_32860405_867070412_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-6coJmLRl-5Y/TpwNNVsVL8I/AAAAAAAAAcY/CE6cPdHbCPA/s320/302696_2497137872235_1366516199_32860405_867070412_n.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;C'è una cosa che non mi ha fatto dormire questa notte. E questa cosa è l'immagine qui sopra: la statua della Vergine profanata durante gli scontri di sabato 15 ottobre a Roma. In fin dei conti è solo una statua, ma in realtà è la diapositiva terrificante di quello che circola in giro per la nostra società così saccentemente dichiarata civilizzata. Si, perchè la civiltà da che mondo è mondo, la si misura con l'emancipazione dalla fede, da Dio, dal senso. Più siamo autoreferenziali, cinici, saccenti, più siamo civili, moderni, alla moda. Ma c'è una frase del Vangelo che mi tormenta in tutta questa storia: "tutto ciò che farete a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avrete fatto a me". Gesù stabilisce così che ogni sfregio fatto alle persone, specie le più deboli, è uno sfregio fatto a Dio stesso. Dio lo si profana nel volto dell'altro. Ma è vero anche il contrario. Quando uno attacca così i "segni di Dio" in qualche maniera attacca l'altro, lo calpesta, lo distrugge, lo lascia frantumato sulla strada. E' questo il risvolto della medaglia: attaccare Dio significa aver perso anche ogni rispetto per il prossimo, per chi mi sta accanto. Quando Dio scompare dal nostro orizzonte, chi ne paga le conseguenze non sono i cieli ma chi abita sulla terra. Perchè senza Dio tutto è ferocemente possibile, anche ridurre al nulla i più deboli. Ecco ciò che mi fa soffrire, non i cocci di un'immagine sacra, ma ciò che quei cocci rappresentano, perchè in quei frantumi ci sono, madri, bambini, poveri, &amp;nbsp;affamati, stranieri, perseguitati, violentati, sfruttati. Quella Madonna così trattata è la ricapitolazione di tutto ciò che è diabolicamente possibile quando vogliamo scaraventare Dio fuori dalla nostra vita. Non è devozione la mia, è qualcosa di più, è terrore che ciò sia davvero possibile e reale anche nella nostra "civile società italiana".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3066030589329991302?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3066030589329991302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3066030589329991302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/non-per-devozione-ma-per-amore.html' title='non per devozione ma per amore'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6coJmLRl-5Y/TpwNNVsVL8I/AAAAAAAAAcY/CE6cPdHbCPA/s72-c/302696_2497137872235_1366516199_32860405_867070412_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6540296204018751724</id><published>2011-10-10T17:13:00.000+02:00</published><updated>2011-10-10T17:13:00.513+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/6</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1nkysFBP0B8/TpMLGe2h7RI/AAAAAAAAAcU/BCO9tgN1dCo/s1600/Efeso-Biblioteca-di-Celso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-1nkysFBP0B8/TpMLGe2h7RI/AAAAAAAAAcU/BCO9tgN1dCo/s320/Efeso-Biblioteca-di-Celso.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"A Roma c'è solo Roma, ma qui c'è l'impero romano". L'entusiasta e appassionata guida di oggi ci ha introdotti in un mondo straordinario come le rovine dell'antica Efeso. Una vera e propria città magnifica, immensa, grande, splendida che seppur nella decadenza e nella sepoltura della terra fa intuire i fasti del passato, le grondanti architetture di marmi bianchi e la suggestiva Biblioteca di Celso, unica nella sua architettura. Persino le piazze delle prediche di Paolo, delle contestazioni, del tempio di Artemide, prefigurazione forse di quel culto alla Vergine che poi è diventato qui di casa. In Turchia si contano più di 160 siti così grandi e importanti. E' il caso di dire che l'impero nel suo cuore pulsante era qui. Merito anche degli imperatori come Traiano, Marco Aurelio, Adriano e tanti altri che, come scriveva la Yourcenar nel suo capolavoro "Le memorie di Adriano", mettendo questa espressione proprio in bocca al grande imperatore: "mi sentivo responsabile della bellezza del mondo".&lt;br /&gt;Poi il recinto dell'antica basilica dove fu proclamato il dogma della Theotokos, trionfo di una teologia che vedeva in Maria "Colei che porta sulle ginocchia Colui che porta il tutto", appunto la Madre di Dio. Ma, alla fine di questo viaggio in terra santa turca, credo che rimane paradigmatico un racconto leggendario di Alessandro Magno. Un giorno Alessandro chiamò tutta la sua corte e disse che quando sarebbe morto avrebbe voluto tre cose: essere portato in spalle dai suoi medici; &amp;nbsp;versato lungo tutto il tragitto il suo tesoro per strada; essere sepolto con le mani vuote alzate al cielo. Quando gli domandarono il motivo lui rispose: vorrei che siano i miei medici a portarmi a spalle una volta morto perchè sia chiaro a tutti che c'è una cosa che nessun medico e nessuna scienza può evitarci: la morte. Vorrei che tutto il mio tesoro sia rovesciato lungo il tragitto perchè sia chiaro a tutti che quello che abbiamo accumulato in questa vita non lo portiamo con noi. Ed essere seppellito con le mani vuote verso il cielo perchè siamo venuti in questo mondo con le mani vuote e andiamo via a mani vuote nella speranza che il cielo così ci accolga.&lt;br /&gt;Andiamo via così da questa terra: con il cuore pieno di gratitudine per questa gente che abbiamo conosciuto, per suor Donatella, suor Emanuela, don Italo, don Massimiliano, e soprattutto Mons. Franceschini, veri tesori di questo viaggio. Ma con le mani vuote da tutte quelle certezze con cui eravamo partiti, perchè qui ci si accorge che siamo figli di una storia molto più lunga della nostra immaginazione, che va accolta con umiltà e ascolto, perchè senza questa storia non sapremmo davvero chi siamo oggi e che cosa potremmo essere domani. Siamo l'ultimo segmento di una lunga catena che si perde nella notte dei tempi. Senza questo misterioso legame, e senza che nessuno custodisca questa memoria e questa presenza così come fanno questi nostri fratelli qui, noi saremmo niente, vuoti desideri senza nessuna speranza nemmeno per il futuro. Solo chi sa da dove viene sa anche dove andare.&lt;br /&gt;Arrivederci Turchia...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6540296204018751724?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6540296204018751724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6540296204018751724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco6.html' title='Diario Turco/6'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1nkysFBP0B8/TpMLGe2h7RI/AAAAAAAAAcU/BCO9tgN1dCo/s72-c/Efeso-Biblioteca-di-Celso.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-458612062368461510</id><published>2011-10-09T18:28:00.000+02:00</published><updated>2011-10-09T18:28:41.937+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/5</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cJhcoJedx6I/TpHK96vlYXI/AAAAAAAAAcI/g_40Yz7-g_g/s1600/turchia+2008+i+092.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://3.bp.blogspot.com/-cJhcoJedx6I/TpHK96vlYXI/AAAAAAAAAcI/g_40Yz7-g_g/s320/turchia+2008+i+092.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"...anche la prima pioggia l'ammanta di benedizioni". Le parole del salmo hanno accompagnato il cielo coperto di oggi, che non ha frenato la nostra arrampicata sino ad Efeso nel luogo dove sorge la casa della Vergine. A dar ascolto ai biblisti, agli archeologi, e agli storici c'è da impazzire, a me basta l'ininterrotta devozione di un popolo che di padre in figlio per millenni hanno onorato questi luoghi come luoghi di Maria, imprimendo con i gesti semplici di devozione il vero certificato di autenticità del posto. E come tutte le cose da queste parti, la semplicità di piccoli luoghi fatti di pietre portano addosso l'alone dell'umanità della Madre di Dio. Ce la immaginiamo sempre al di là delle nuvole, dimenticando che Ella è stata innanzitutto al di qua sulla terra, come una di noi, in mezzo a noi, pulita dal peccato ma anch'essa unta di vita quotidiana, di cose di casa, di amicizie, soprattutto quella di Giovanni che La prese in casa dopo la crocifissione di Gesù. E' questo che ho pensato in ginocchio dentro quel recinto sacro e poi un attimo dopo fuori, mentre da quell'altura si scorge nitido il mare. Anche Maria avrà visto quel profilo di terra, quell'orizzonte di acqua, e lì si sarà anche Lei commossa nel pensare alla sua storia, e quella cronaca misteriosa che l'aveva vista protagonista. Siamo tutti un po protagonisti di storie irripetibili, anche se nessuno parlerà di noi, o scriverà di noi. Agli occhi di Dio siamo unici, irripetibili, amati come l'unico figlio in cui si ripone tutta la speranza. Poi la messa celebrata tutti stretti dentro un locale di fortuna, dove le lingue si mescolavano senza nessuna forzatura, ora italiano, ora inglese, ora turco. Non importa capire i suoni quando si è presenti davanti all'Essenziale. E, meraviglia delle meraviglie, solo il gregoriano ci ha uniti in una corale acclamazione di gioia.&lt;br /&gt;L'apice di oggi, però, è stata la tomba di Giovanni, il "discepolo amato". Nonostante la pioggia, spaesati in mezzo alle rovine, siamo giunti sul luogo dove Giovanni è stato sepolto. Forse domani ci torneremo...ma le sue parole ci sono tornate dentro il cuore con una consapevolezza nuova. Legare le Scritture ai luoghi dove furono scritte o meditate, le rende più di carne, più consistenti, più chiare, più vive. Quegli spazi oggi hanno dato forma &amp;nbsp;a quell'Amore di cui Giovanni s'è fatto cantore, testimone e araldo: "Nessuno ha un Amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici...", e da queste parti molti hanno dato la vita pur di non tradire queste parole. E se lo ricordano bene i missionari che continuano a vivere qui. Entrando nella Chiesa di padre Marco in un quartiere popoloso di Smirne a maggioranza di universitari, ho scorto &amp;nbsp;le foto di don Andrea Santoro, Mons. Luigi Padovese, P. Michele che in anni diversi ma legati dallo stesso motivo sono morti a causa di queste parole. Appesi a quelle pareti rimangono come promemoria per tutti noi, ricordandoci che la vita vale la pena solo se la si vive per un "valido" motivo per cui si è disposti anche a "perderla". Conservarla equivale a rovinarla. Certe cose o le si rischia o vanno a male nel tentativo di proteggerle.&lt;br /&gt;Forse pochi di noi daranno il sangue come questi amici per un "valido" motivo, ma il problema non è morire martiri, ma vivere "per" qualcosa che valga davvero la pena. Il martirio ne è solo una estrema conseguenza.&lt;br /&gt;Bene forse lo hanno capito i campi coltivati da queste parti, che mescolano melograni e piantagioni di cotone, creando una poesia infinita di rossi e bianchi, immagini eloquenti e significative di ideali e di passioni... Sarà stato questo motivo che c'ha spinti a far fermare l'autista per raccogliere un po di cotone, perchè senza ideali puri non si può nemmeno avere la pretesa di avere felicità all'altezza del nostro cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-458612062368461510?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/458612062368461510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/458612062368461510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco5.html' title='Diario Turco/5'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cJhcoJedx6I/TpHK96vlYXI/AAAAAAAAAcI/g_40Yz7-g_g/s72-c/turchia+2008+i+092.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4403413760251221258</id><published>2011-10-08T20:36:00.001+02:00</published><updated>2011-10-08T21:02:59.641+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/4</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fEFGejcZiFc/TpCW-bDQLnI/AAAAAAAAAcE/-GxKW78cXzg/s1600/izimir.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="231" src="http://1.bp.blogspot.com/-fEFGejcZiFc/TpCW-bDQLnI/AAAAAAAAAcE/-GxKW78cXzg/s320/izimir.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Smirne o qui chiamata Izmir. Vorrei avere cento vite da disseminare per tutti i posti che ho visto. Ogni angolo di questa terra merita un'intera vita, merita l'umiltà della povertà e del silenzio, merita il peso di una lunga storia. Di sicuro il vero valore aggiunto è l'ospitalità della piccola comunità cristiana di questa immensa città. Dormiamo ospiti del vescovo di Smirne, Mons. Franceschini, frate cappuccino missionario, uomo di pace e di tenacia. Nel pomeriggio, arrampicandoci fin sulla parte più alta della città siamo rimasti senza parole davanti all'immenso spettacolo della città vista dall'alto, con un golfo immenso a forma di abbraccio e case arrampicate ovunque. Qui il governo sta facendo smantellare tutta la zona malfamata della periferia per procede con gli scavi archeologici e il restauro dell'antica Agorà che riemerge dalla terra e dalle rovine di queste baracche costruite anche con pietre e capitelli ritrovati fra la terra. Una svista con la macchina ci ha fatto perdere in mezzo a questi quartieri favelas e siamo stati costretti ad attraversarli in tutte le loro viscere. Ho ringraziato Dio per quel trionfo di volti, veli, colori, bambini, soprattutto curdi, senza istruzione e senza sostegno che però sanno ancora regalarti dei gran sorrisi e dei giochi semplici fatti di corse, salti, e costruzioni di fortuna. Le strade strette, ripide, malmesse, sono come un set cinematografico, per quanto belle nella loro crudezza. Avrei voluto imprimere nella mia memoria tutte quelle asimmetrie e quei colori messi su baracche come il tentativo di dargli una dignità. Ogni due metri, poi, trovi barbieri o piccoli alimentari dove puoi comprare soprattutto frutta e pane. Quest'ultimo &amp;nbsp;te lo cucinano in tua presenza e te lo mettono ancora bollente in giornali o buste, pronto ad essere mangiato e a riempire di profumo il tuo cammino.&lt;br /&gt;Abbiamo celebrato la messa nella basilica di San Policarpo, ormai soffocata da decine di grattacieli, e qui, con gli occhi vivi ed umili, il vescovo di Smirne mi ha ricordato che la cosa più importante che loro fanno come cristiani è "l'esserci", il resto è un lusso di cui possono (o sono costretti) a farne a meno. Mi è tornato alla mente il mio di cristianesimo, che a volte si perde dietro diecimila programmi e centinaia di iniziative, svuotandosi però dell'unica cosa che lo rende credibile: l'essere lì nonostante i risultati. Perchè noi non dovremmo cercare i risultati. Non dovremmo trovare strategie per imporre la nostra Verità, al massimo dovremmo proporla. Anzi, dovremmo mostrarla con la nostra vita, così come tentano di fare da queste parti.&lt;br /&gt;Ora, raccolto in una delle stanze che ci hanno messo a disposizione, uso internet per condividere il diario di oggi, e guardando la luna fuori dalla finestra penso che essa non sia una luna diversa dalla nostra. Alla fine siamo tutti sotto le stesso cielo, nonostante le grandi distanze della terra...delle tradizioni e dei pregiudizi. Il cielo è uguale per tutti, come il cuore che ci portiamo dentro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4403413760251221258?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4403413760251221258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4403413760251221258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco4.html' title='Diario Turco/4'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-fEFGejcZiFc/TpCW-bDQLnI/AAAAAAAAAcE/-GxKW78cXzg/s72-c/izimir.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7716727579103706210</id><published>2011-10-07T22:00:00.000+02:00</published><updated>2011-10-07T22:00:18.432+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/3</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LDbwzWSe4SQ/To9Z37U0CII/AAAAAAAAAcA/xl8SK6CJ6kk/s1600/tur1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="177" src="http://1.bp.blogspot.com/-LDbwzWSe4SQ/To9Z37U0CII/AAAAAAAAAcA/xl8SK6CJ6kk/s320/tur1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ultima notte ad Istanbul, dopo una giornata passata tra le magnificenze della residenza regale dei Sultani, a saltare le file dei turisti infiniti provenienti dalle crociere, e le estasi come imbambolati davanti a paesaggi mozzafiato che le terrazze del palazzo offrono. Socchiudendo un po gli occhi si poteva immaginare quel mare e quello stretto attraversati dalle navi di tanti che tentarono la presa della città. Ma soprattutto passeggiando nell'immenso ippodromo si poteva sentire ancora l'aria romana che per tanto tempo ha aleggiato in quelle mura, fino all'immensa cisterna sotterranea, capolavoro notturno di ingegneri romani che disseminavano perfezione e bellezza anche nel sottosuolo di una città, ad adornare architetture che solo le acque potevano godere. Credo che nessuno di loro avrebbe immaginato che secoli dopo, svuotati dall'acqua, quei posti sarebbero stati stracolmi di turisti, soggiogati dal chiaroscuro delle colonne e da migliaia di pesci che danzano nelle acque in attesa di doni.&lt;br /&gt;In assoluto, però, il posto che è entrato nella categoria degli 'irripetibili' è il Gran Bazarr, labirinto infinito di gallerie decorate traboccante di commercanti, voci, suoni, trattative, merci, colori, volti, odori. Il gran Bazar è forse l'emblema di una città che affacciata sul mare ha fatto del commercio una pietra miliare, e che nonostante i secoli ha protetto uno stile e un carattere che nessuna legge fiscale o norma per la sicurezza (così tanto di moda dalle nostre parti) possono scardinare. Se uno ci riflette, dentro quell'infinita pancia di strade coperte, ci si può perdere e si può anche morire...ma ciò conta poco quando in pochi metri puoi pagare la stessa cosa una cifra o il triplo a seconda di quanto sai trattare, vincendo quell'innata borghese pudicizia a non tirar troppo il prezzo. Dopo un po, c'è più gusto del trattare che nel comprare, e l'acquisto è solo un pretesto per scambiare, con gesti universali, trattative all'ultimo sangue, con cerimoniali di smorfie, sorrisi, sguardi, toni e sorrisi. Buona notte Istanbul, in qualche modo da queste parti ci tornerò...domani Smirne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7716727579103706210?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7716727579103706210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7716727579103706210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco3.html' title='Diario Turco/3'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LDbwzWSe4SQ/To9Z37U0CII/AAAAAAAAAcA/xl8SK6CJ6kk/s72-c/tur1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7332889173740237078</id><published>2011-10-06T21:07:00.000+02:00</published><updated>2011-10-06T21:07:55.873+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/2</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-47ir14kZQwM/To38UvvFPGI/AAAAAAAAAb8/UuZPN2Yp8zw/s1600/Istanbul_-Santa-Sofia1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-47ir14kZQwM/To38UvvFPGI/AAAAAAAAAb8/UuZPN2Yp8zw/s320/Istanbul_-Santa-Sofia1.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Instanbul o Bisanzio o Constantinopoli. Alcuni dei nomi che questa città si porta addosso. Oggi visitandola ho imparato che anche le cose più trionfanti possono cambiare e diventare altro. Oggi ho imparato che il cielo è di colore verde, almeno così l'islam lo immagina e si capisce pure il motivo: questa gente abituata al deserto, alle arsure, ai paesaggi sempre uguali delle terre aride, come poteva immaginare il paradiso se non come una terra fertile, verdeggiante, piena di verde appunto. Da queste parti la speranza ha i tratti dell'Eden, pieno di alberi e natura. Tra l'altro sembra che questa città si muova sul filo dei colori. Prima il verde, che ho appreso nella Moschea blu. E questo blu altro non è che il trionfo della maiolica delle decorazioni delle pareti. Camminando scalzo dentro la simmetria delle cupole e delle finestre ho pensato che l'unico riferimento al divino in questi luoghi è la direzione, il verso, il puntare alla mecca. Qui c'è un'immensa distanza dal cristianesimo che ha altre direzioni, che punta verso l'alto. Si capisce bene quando si entra a Santa Sophia, dove i mosaici sostituiscono le lettere arabe delle moschee. E nonostante gli sforzi di islamizzare il tempio, i volti del Cristo, della Vergine e persino dei serafini tradiscono la voglia di "vedere" un mistero, o almeno di sbirciare, come fanno i bambini quando tengono chiusi gli occhi davanti a una sorpresa, e tra le dita semi aperte tentano di capire cosa c'è. L'arte da queste parti è esattamente come uno sbirciare tra le dita una gloria luminosa, color oro, che fa da sfondo a ogni cosa. Una gloria che racconta la cronaca umana di Gesù, mettendola in relazione con l'eternità di Dio. Così nessuno può dire questo è accaduto, ieri, oggi o domani, o di giorno o di notte; questo sta accadendo adesso, è presente ora, è attuale negli occhi di chi guarda.&lt;br /&gt;E per continuare con i colori da queste parti il rosso segna ovunque la città, perchè è la bandiera turca, e l'arancione colora di nostalgia ogni cosa quando al tramonto cala sulle moschee e sulle infinite case.&amp;nbsp;Posso testimoniarlo in prima persona, poichè attraversando in battello il mar di Marmara si ha come l'impressione di camminare per miglia e miglia in un presepe infinito di case e minareti, apparentemente messi lì, con i loro ponti sospesi, per dare emozione a chi da lontano, come noi, viene qui a farsi sedurre dall'antica Costantinopoli, un tempo capitale anche dell'impero romano. Un tempo culla della cristianità primitiva e fondante, poi dell'islam trionfante, ora di una città che con addosso tutto ciò si affaccia in Europa e si propone come il cuscinetto di dialogo tra la cristiana Europa e l'islamico oriente. Di certo o l'Europa diventerà islamica o l'islam diventerà europeo. Nel primo caso ciò potrebbe accadere per i vuoti lasciati da un cristianesimo stanco, ridotto ad etica e musei; nel secondo caso ciò potrebbe accadere se l'Islam, pur rimanendo tale, cercasse più il dialogo e la reciprocità che la conquista e l'uniformità. Di certo però oggi vado a letto contento per aver potuto toccare l'urna dove riposano le ossa di San Giovanni Crisostomo. Ho chiesto a lui umiltà e parole infuocate per annunciare Cristo in una terra che si sente troppo al sicuro, troppo convinta di potercela fare da sola, troppo intenta a mettere Dio alla porta e l'egoismo al centro, come un faraone a cui tutto è dovuto. Chi crede di bastare a se stesso è già morto, solo che a volte ci vogliono anni prima di averne consapevolezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7332889173740237078?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7332889173740237078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7332889173740237078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco2.html' title='Diario Turco/2'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-47ir14kZQwM/To38UvvFPGI/AAAAAAAAAb8/UuZPN2Yp8zw/s72-c/Istanbul_-Santa-Sofia1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2949553736685574609</id><published>2011-10-05T22:57:00.001+02:00</published><updated>2011-10-05T23:02:08.982+02:00</updated><title type='text'>Diario Turco/1</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TeuuvMj-kqo/TozEJLGGQAI/AAAAAAAAAb4/HHMabQBECUs/s1600/viaggi-file-552-600-500.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="235" src="http://2.bp.blogspot.com/-TeuuvMj-kqo/TozEJLGGQAI/AAAAAAAAAb4/HHMabQBECUs/s320/viaggi-file-552-600-500.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: auto;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questa terra mi attira come una patria che non vedo da tempo. Eppure è la prima volta che poggio i piedi in questa parte di mondo. Forse sarà la storia che da qui è passata che rende questa terra familiare a tutti coloro che credono. Dalla finestra della mia stanza scorgo gruppi sparsi di minareti. Mi affascina sentir cantare le preghiere con una lena incomprensibile e ancestrale. Ho nel cuore tanta nostalgia di p.Padovese che da queste parti ha trovato la morte da martire e mi domando chi ha davvero il coraggio di viver qui il cristianesimo, nel nascondimento e nella preghiera, senza nessuna pretesa di conquista, ma solo come un lumignolo acceso nella notte, con il solo desiderio di renderla meno buia, o magari solo per non spegnere del tutto una fede che qui a trovato la sua prima grande culla. Instanbul, anche vista nel traffico delle tangenziali ha un suo fascino, speriamo che la luce del giorno di domani non sfati questa aspettativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2949553736685574609?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2949553736685574609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2949553736685574609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/10/diario-turco1.html' title='Diario Turco/1'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TeuuvMj-kqo/TozEJLGGQAI/AAAAAAAAAb4/HHMabQBECUs/s72-c/viaggi-file-552-600-500.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7069786781075464008</id><published>2011-09-20T17:59:00.000+02:00</published><updated>2011-09-20T17:59:17.429+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE mie/ Franco Cassano, "L'umiltà del male", Laterza, Bari 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jubFPiONDWM/Tni4HvFQYLI/AAAAAAAAAb0/JO0F06K30XY/s1600/9788842095835.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-jubFPiONDWM/Tni4HvFQYLI/AAAAAAAAAb0/JO0F06K30XY/s320/9788842095835.gif" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un'interessante tesi di un sociologo dell'università di Bari, che porta avanti una critica che nel complesso ha una sua logica intrinseca, specie nella lettura del contesto contemporaneo (socio, politico, economico, culturale), ma che a me ha lascia un dubbio che non riesco ancora a decifrare, e che alla fine non mi convince. &lt;i&gt;"Nella partita contro il bene, il male parte sempre in vantaggio, grazie all'antica confidenza con la fragilità dell'uomo. Chi vuole annullare quel vantaggio deve riconoscersi in quella debolezza, invece di presidiare cattedre morali sempre più inascoltate"&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7069786781075464008?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7069786781075464008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7069786781075464008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/09/cronache-di-letture-mie-franco-cassano.html' title='CRONACHE di LETTURE mie/ Franco Cassano, &quot;L&apos;umiltà del male&quot;, Laterza, Bari 2011'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jubFPiONDWM/Tni4HvFQYLI/AAAAAAAAAb0/JO0F06K30XY/s72-c/9788842095835.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-888912007861773372</id><published>2011-08-24T11:00:00.000+02:00</published><updated>2011-08-24T11:00:11.241+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie): Adriana Zarri, "Un eremo non è un guscio di lumaca", Einaudi 2011, pp.258</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FinXJfSKE7w/TlS9jOSQKHI/AAAAAAAAAZs/-g2_pmQjJDc/s1600/arton3398.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-FinXJfSKE7w/TlS9jOSQKHI/AAAAAAAAAZs/-g2_pmQjJDc/s1600/arton3398.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La mia vecchiaia ancora troppo giovane mi aveva fatto perdere la controversa figura di Adriana Zarri. Quando procurava mal di pancia a qualche teologo o vescovo io ero ancora intento alle biciclette e a nascondino per le strade del mio paese. Poi, qualche mese fa, mi colpisce una controversa frase che leggiucchio in libreria, compro questo libro e mi si apre un mondo nuovo, diverso. Credo di condividere con questa donna pochissimo e allo stesso tempo moltissimo. La disposizione umana, antropologica, spirituale con cui ha vissuto la sua vita, credo sia un'esempio da tener presente. Allo stesso tempo, certe idee, contestazioni e giudizi temerari (che non condivido per niente), siano riconducibili alla sua natura. Rossana Rossanda nell'introduzione dice una cosa bellissima: Adriana aveva tanta fede e speranza ma forse mancava di carità... E la fede e la speranza (come la verità) senza l'amore possono diventare anche arma, dolore, sofferenza da arrecare agli altri. In fondo, però, una che guarda la vita e ciò che la circonda, con quell'accoglienza e semplicità, non credo abbia mai voluto essere causa di sofferenza volontaria per qualcuno. Questo è il motivo per cui ho letto le prime pagine arrabbiandomi ma poi ho continuato a leggere godendo delle cose belle e sorridendo di quelle che non condividevo. Un libro assolutamente da leggere piano, senza canonizzare o condannare una donna troppo complessa per essere catalogata o semplificata, una donna che almeno per la sua coerenza andrebbe davvero presa sul serio nelle sue istanze più profonde. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-888912007861773372?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/888912007861773372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/888912007861773372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/cronache-di-letture-mie-adriana-zarri.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie): Adriana Zarri, &quot;Un eremo non è un guscio di lumaca&quot;, Einaudi 2011, pp.258'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FinXJfSKE7w/TlS9jOSQKHI/AAAAAAAAAZs/-g2_pmQjJDc/s72-c/arton3398.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2092619503341115447</id><published>2011-08-22T17:07:00.000+02:00</published><updated>2011-08-22T17:07:04.537+02:00</updated><title type='text'>Il cristianesimo d'ammirazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2X5RItrAnY8/TlJvjCJRGnI/AAAAAAAAAZo/HOelv-t0AnM/s1600/eye_close_up_id206414_size500.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/-2X5RItrAnY8/TlJvjCJRGnI/AAAAAAAAAZo/HOelv-t0AnM/s320/eye_close_up_id206414_size500.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Cristo non vuole gente che lo ammiri, ma che lo segua"&lt;/i&gt; (S. Kierkegaard)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricapita tra le mani uno dei volumi dei &lt;i&gt;Enten-Eller&lt;/i&gt; di Kierkegaard edito dall'Adelphi, e scorgo la sottolineatura a questo rigo sopra citato.&lt;br /&gt;Credo che in estrema sintesi questo sia il vero programma per un rinnovamento profondo dell'essere cristiani: il passaggio dall'ammirazione alla sequela. Cristo inevitabilmente ti lascia a bocca aperta, ti incanta con gli ideali del Regno, ti riempie di entusiasmo per la speranza di una vita di pienezza così come Egli la racconta, ma molto spesso tutto finisce lì. Lo ammiriamo, ma non ci sporchiamo mai davvero le mani. Non comprendiamo che il cristianesimo è vero solo se diventa tentativo e non solo adulazione o proposito per il futuro. Uscire dalla gamma degli spettatori e salire sul palco della storia da protagonisti, senza avere paura di sbagliare, di fare brutta figura, di non esserne all'altezza. Seguirlo non è una faccenda che va sempre bene. A volte ci si fa anche male. Di certo però è che chi lo segue va verso qualche parte, non rimane fermo dove tutto è cominciato, si muove verso il suo destino, non lo aspetta ingenuamente cercandolo solo nella fantasia. L'ammirazione per Cristo non ci salva. Se la nostra devozione è ammirazione allora siamo perduti. La nostra vera devozione è tentativo di seguirlo, solo così tutto diventa non solo Bello ma anche Vero, Possibile, Buono.&lt;br /&gt;Forse ci spaventano ancora troppo i nostri peccati. Ma noi valiamo più dei nostri errori, e la maniera che abbiamo per ricordarcelo è rialzarci costantemente dalle nostre cadute. Costantemente...non sporadicamente. Forse è questo il motivo per cui le messe finiscono con un verbo di movimento verso l'esterno..."andate in pace". Rimanere in pace è una gran bella cosa, ma il cristiano è uno che va in pace, non si accontenta di restare in essa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2092619503341115447?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2092619503341115447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2092619503341115447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/il-cristianesimo-dammirazione.html' title='Il cristianesimo d&apos;ammirazione'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2X5RItrAnY8/TlJvjCJRGnI/AAAAAAAAAZo/HOelv-t0AnM/s72-c/eye_close_up_id206414_size500.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8439117406010931947</id><published>2011-08-17T15:18:00.001+02:00</published><updated>2011-08-17T15:19:05.520+02:00</updated><title type='text'>credente ed indifferente</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TTr7m0PseUY/Tku_grMFKaI/AAAAAAAAAZk/qztEKefkaCg/s1600/giovanni_testori.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-TTr7m0PseUY/Tku_grMFKaI/AAAAAAAAAZk/qztEKefkaCg/s1600/giovanni_testori.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;"T’ho amato con pietà, con furia t’ho adorato. &amp;nbsp;T’ho violato, sconciato, bestemmiato. &amp;nbsp;Tutto puoi dire di me tranne che t’ho evitato” &lt;/i&gt;(Giovanni Testori)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi capita sotto occhio questo testo di Testori, e mi accorgo che il vero ateismo è l'indifferenza che noi abbiamo nei confronti di Dio, nei confronti di quel nucleo di senso che ci portiamo come nostalgia nel cuore. L'ateo non è chi fa chiasso contro la teologia, la Chiesa, i preti ( a volte è solo uno stratagemma per emergere). Quando "eviti" di scontrarti con quella pretesa di felicità che ti porti nel cuore, con quel bisogno di amare e di sentirti amato, con quell'abisso di mistero che rimane come fondo alle cose che vivi, &amp;nbsp;allora, solo allora tu sei ateo. Diversamente sei credente. E per credere non c'è bisogno per forza della fede. La fede dà un nome a Dio, accende la luce, ma non crea nulla, semplicemente chiarisce i rapporti, svela i volti. Non è la nostra fede che crea Dio, Egli esiste anche senza la nostra fede e nonostante la nostra fede. Dio esiste anche per chi non ha fede, e si fa toccare a tentoni, nel buio, ferito anche dalla rabbia e da quelle preghiere inverse che assomigliano a bestemmie ma che a volte sono solo invocazioni estreme di chi non trova pace. Dio non fa preferenze, e il dono della fede non è un ingiustizia, o una maniera di fare figli e figliastri. "A chi ha di più sarà chiesto di più". Tutto è proporzionato a ciò che abbiamo ricevuto. Una cosa però rimane come una vera gaffe, una tragedia a tratti pericolosa se non a volte anche irreversibile: l'indifferenza. Dio non ha paura delle nostre rivolte, non sopporta però l'indifferenza. Essa è la maniera attraverso cui ignoriamo il motivo per cui tutto vale la pena. Questo è l'ateismo, questa è la disperazione presuntosa di chi non piange più ma si vanta di ciò che lo svuota, illuso di essere più furbo, più libero, quando invece è solo più solo. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8439117406010931947?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8439117406010931947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8439117406010931947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/credente-ed-indifferente.html' title='credente ed indifferente'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TTr7m0PseUY/Tku_grMFKaI/AAAAAAAAAZk/qztEKefkaCg/s72-c/giovanni_testori.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2699172512983632525</id><published>2011-08-09T12:20:00.000+02:00</published><updated>2011-08-09T12:20:21.409+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Walter Benjamin, "Il narratore. Considerazioni sull'opera di Nikolaj Leskov", Einaudi, Torino 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0Aklt6nip8g/TkEJvPGYyNI/AAAAAAAAAZg/QTfZ0nv1J4E/s1600/978880620652GRA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-0Aklt6nip8g/TkEJvPGYyNI/AAAAAAAAAZg/QTfZ0nv1J4E/s320/978880620652GRA.jpg" width="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"il narratore sa orientarsi sulla terra senza avere troppo a che fare con essa"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro è in realtà un doppio. Costruito sul testo di Benjamin e con le note di Alessandro Baricco che ne guida sapientemente l'introspezione. Leggere Benjamin è come inseguire una farfalla in un prato. Pare non avere nessuna traiettoria eppure non ne puoi fare a meno di seguirla, forse attratto dalla bellezza delle sue ali. Ma anche fragile, delicata e a tratti breve. Il testo è una riflessione molto interessante e profetica sulla figura del narratore e del narrare. A un certo punto intuisci l'immenso disegno che c'è dietro il suo descrivere e approfondire, e rimani in silenzio con il retrogusto di una visione delle cose che fino ad un attimo prima non avevi mai pensato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non per tutti...ma da leggere&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2699172512983632525?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2699172512983632525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2699172512983632525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/cronache-di-letture-mie-walter-benjamin.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Walter Benjamin, &quot;Il narratore. Considerazioni sull&apos;opera di Nikolaj Leskov&quot;, Einaudi, Torino 2011'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0Aklt6nip8g/TkEJvPGYyNI/AAAAAAAAAZg/QTfZ0nv1J4E/s72-c/978880620652GRA.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6538534683089938023</id><published>2011-08-09T10:37:00.000+02:00</published><updated>2011-08-09T10:37:22.047+02:00</updated><title type='text'>l'origine è la meta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Cp_kES9aroE/TkDxlm1WYHI/AAAAAAAAAZc/GEIno250oWo/s1600/kkraus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="207" src="http://1.bp.blogspot.com/-Cp_kES9aroE/TkDxlm1WYHI/AAAAAAAAAZc/GEIno250oWo/s320/kkraus.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 14px;"&gt;Sto leggendo Benjamin e mi capita questa citazione di Karl Kraus: &lt;i&gt;"L'origine è la meta"&lt;/i&gt;; Forse è vero, tutta la nostra vita è un tentare di tornare all'inizio correndo però sempre in direzione opposta. Vorremmo tutti tornare nel grembo delle nostre madri, alla ricerca di un senso di bene e di appartenenza che riempia di significato tutto. Forse Dio è questo, un grembo di madre più capiente di quello che c'ha partoriti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6538534683089938023?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6538534683089938023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6538534683089938023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/lorigine-e-la-meta.html' title='l&apos;origine è la meta'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Cp_kES9aroE/TkDxlm1WYHI/AAAAAAAAAZc/GEIno250oWo/s72-c/kkraus.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6234757602836264423</id><published>2011-08-07T18:59:00.000+02:00</published><updated>2011-08-07T18:59:33.077+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Erri de Luca, "Le sante dello scandalo",Giuntina, p. 63</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tiCONGCwwYY/Tj7Dst-XgEI/AAAAAAAAAZY/3_gZdFwqpEs/s1600/Le-sante-dello-scandalo-cinque-donne-raccontate-da-Erri-De-Luca.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-tiCONGCwwYY/Tj7Dst-XgEI/AAAAAAAAAZY/3_gZdFwqpEs/s320/Le-sante-dello-scandalo-cinque-donne-raccontate-da-Erri-De-Luca.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #424d52; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;«La scrittura sacra è femminile, le lettere sono tutte femminili e le lettere fanno attrito nel formare le parole, quell’attrito produce scintille».&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #424d52; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Straordinario come sempre, de Luca torna sui temi teologici figli sopratutto della Sacra Scrittura, che credo sia diventata per lui la musa principale dei suoi alfabeti narrativi.&lt;br /&gt;5 donne che segnano il destino del racconto sacro a cavallo tra l'ebraismo e il cristianesimo.&lt;br /&gt;5 donne che ci ricordano come la storia sia incomprensibile senza il "genio femminile".&lt;br /&gt;Non c'è niente di ideologico. In questo libro si parla di donne vere, donne che la storia l'hanno segnata con le loro scelte nei fatti, senza slogan e senza rivendicazioni. De Luca dà voce a quei dettagli di cui la Bibbia è piena, ma che un certo maschilismo superficiale trascura costantemente.&lt;br /&gt;Giudicare De Luca dall'estetica della sua scrittura è come voler capire Caravaggio solo facendo l'autopsia dei suoi colori sulla tela. L'estetica narrativa di De Luca è indissolubilmente legata al suo significato, ma questo lo possono capire solo quelli che vivono guardando dentro le cose e non solo sopra. Roba da "credenti", ma non in senso religioso ma antropologico, cioè roba da chi guarda le cose con lo stupore di chi si aspetta qualcosa di nuovo da esse, senza applicare quei noiosi pregiudizi con cui ci piace leggere il mondo e la realtà. &amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da leggere...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6234757602836264423?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6234757602836264423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6234757602836264423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/08/cronache-di-letture-mie-erri-de-luca-le.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Erri de Luca, &quot;Le sante dello scandalo&quot;,Giuntina, p. 63'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tiCONGCwwYY/Tj7Dst-XgEI/AAAAAAAAAZY/3_gZdFwqpEs/s72-c/Le-sante-dello-scandalo-cinque-donne-raccontate-da-Erri-De-Luca.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6483839487922271739</id><published>2011-07-25T09:57:00.001+02:00</published><updated>2011-07-25T10:03:23.907+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ipotetiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='generosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='epicoco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricevere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rame'/><title type='text'>quello che abbiamo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vkVk23P8NI8/Ti0h_bL5mhI/AAAAAAAAAYQ/FKFS3eWmfFM/s1600/5-soldi-in-rame-fronte.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-vkVk23P8NI8/Ti0h_bL5mhI/AAAAAAAAAYQ/FKFS3eWmfFM/s1600/5-soldi-in-rame-fronte.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;L'anziano monaco interrogò l'aspirante novizio: «Se tu avessi tre monete d'oro, le daresti ai poveri?». «Di tutto cuore, padre!». «E se tu avessi tre monete d'argento?». «Molto volentieri le darei». «E se avessi tre piccole monete di rame?». «No, non le darei!». Stupito, il monaco gli chiese: «Perché mai?». Il novizio rispose: «Perché io ho tre monete di rame!».&lt;/i&gt; (dai detti dei&lt;i&gt; Padri del deserto&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Siamo disposti a dare sempre quello che non abbiamo. Perchè quello che abbiamo è troppo difficile darlo. Così riduciamo la nostra vita, e a volte anche il nostro cristianesimo, a grandi proclami e propositi, che sono tanto grandi quando rassicuranti, perchè irrealizzabili. Il problema di accettare una grande esigenza sta nel mettere sul banco quello che abbiamo in tasca, quello che siamo, quello che realmente abbiamo. Dio non ci chiede mai cose che non abbiamo, ci chiede cose che sono alla nostra portata perchè "esistono", non sono "ipotetiche". Ma con la scusa che "tre monete di rame" non valgono poi così tanto, preferiamo rimandare ai tempi in cui qualche "gratta e vinci esistenziale" rimpingui le nostre tasche e ci permetta di fare bella figura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Bella figura...Bella proprio...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6483839487922271739?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6483839487922271739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6483839487922271739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/07/quello-che-abbiamo.html' title='quello che abbiamo'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vkVk23P8NI8/Ti0h_bL5mhI/AAAAAAAAAYQ/FKFS3eWmfFM/s72-c/5-soldi-in-rame-fronte.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1705075312786497317</id><published>2011-07-23T11:48:00.000+02:00</published><updated>2011-07-23T11:48:16.514+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pace'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='passione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='epicoco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vocazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parresia'/><title type='text'>Le strane rivoluzioni...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--0eipV57gvE/TiqYypWZNBI/AAAAAAAAAYM/wic6TdbhyfA/s1600/SportDrink.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211" src="http://3.bp.blogspot.com/--0eipV57gvE/TiqYypWZNBI/AAAAAAAAAYM/wic6TdbhyfA/s320/SportDrink.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Fine della stagione stress (almeno questo è ciò che dichiaro ogni mattina quando mi sveglio). Fine della stagione "Golia" (semmai ce n'è stata una). Inizio stagione fisioterapica (interiore s'intende...anche se il fisico reclama la sua parte). Così riprendendo a fare il prete a tempo pieno e mi ritrovo immerso in quel vortice di umanità che reclama direzioni, senso, motivazioni, soluzioni. Il prete è un mestiere difficile, anzi non è un mestiere &amp;nbsp;è una "passione", un "pallino fisso", teologicamente si dice "vocazione". Ma alle soglie di questo "percorso vita" mi ritrovo l'imprevedibile sepoltura dell'ascia di guerra di qualche compagno di viaggio. Guerra? Si, guerra. Anche gli uomini di pace hanno le loro guerre. Si chiamano guerre di pace, ma sono pur sempre guerre. E cosa produce dentro di me questo gesto? Apnea. Spero che si trasformi presto in gratitudine. Solo l'unità ci rende forti. Divisi possiamo permetterci solo di stare sulla difensiva. Insieme si può andare da qualche parte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1705075312786497317?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1705075312786497317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1705075312786497317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/07/le-strane-rivoluzioni.html' title='Le strane rivoluzioni...'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--0eipV57gvE/TiqYypWZNBI/AAAAAAAAAYM/wic6TdbhyfA/s72-c/SportDrink.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8338328292919021110</id><published>2011-07-01T13:25:00.000+02:00</published><updated>2011-07-01T13:25:03.954+02:00</updated><title type='text'>cuore nostro</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z9o8IUw0Qeo/Tg2uh0qLi7I/AAAAAAAAAYI/ObPJh-Clspc/s1600/cuore1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="301" src="http://1.bp.blogspot.com/-z9o8IUw0Qeo/Tg2uh0qLi7I/AAAAAAAAAYI/ObPJh-Clspc/s320/cuore1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Credo che un giorno, il tuo giorno, mio Dio avanzerò verso te con passi  titubanti, con tutte le mie lacrime sul palmo della mano, ma anche con  questo cuore meraviglioso che ci hai donato, questo cuore troppo grande  per noi perché è fatto per te"&lt;/i&gt;. (J. Leclercq)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parte di noi che porta impressa l'immagine e somiglianza di Dio non è tanto la ragione quanto il cuore. Perchè è nel cuore che sentiamo il senso o il non senso della vita. La ragione coglie il giusto e lo sbagliato. Il cuore invece coglie ciò che c'è sotto il vero, sotto la belezza, sotto la scorza delle cose che viviamo. E' nel cuore che accade la vita. Un uomo senza cuore è solo vita biologica, sopravvivenza senza altro attributo, senza eternità, senza felicità. Anche perchè la felicità prima di essere pienezza è innanzitutto una ferita che ci portiamo dentro, un bisogno che ci spinge a cercare, una vuoto che cerchiamo di riempire scavando sotto le cose che viviamo. Il cuore ci rende umani. Forse è questo il motivo per cui come cristiani ci ricordiamo che anche Cristo aveva un cuore. Il nostro Dio non è un Dio "impassibile", ma è un Dio "passibile", passionale, ferito anche Lui da questa vulnerabilità che crea l'amare. La grandezza di Dio sta nel mettere da parte la Sua onnipotenza per mostrarsi invece fragile così com'è fragile ogni persona che decide di sentire la vita attraverso l'amore per ciò che è, per ciò che ha e per ciò che fa.&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8338328292919021110?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8338328292919021110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8338328292919021110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/07/cuore-nostro.html' title='cuore nostro'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-z9o8IUw0Qeo/Tg2uh0qLi7I/AAAAAAAAAYI/ObPJh-Clspc/s72-c/cuore1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-719470769991324615</id><published>2011-06-28T17:51:00.000+02:00</published><updated>2011-06-28T17:51:19.652+02:00</updated><title type='text'>perdere (finalmente) la fede</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fjADFxzG0qQ/Tgn4Z-akhqI/AAAAAAAAAYE/ng94EHuQ-Cc/s1600/3335681-fede-road-registrati-drammatica-con-nuvole-e-cielo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/-fjADFxzG0qQ/Tgn4Z-akhqI/AAAAAAAAAYE/ng94EHuQ-Cc/s320/3335681-fede-road-registrati-drammatica-con-nuvole-e-cielo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Se non riesci più a credere nel Dio in cui hai creduto da sempre, forse ciò proviene da qualcosa di distorto presente nella tua fede. Devi sforzarti, allora, di capire che cosa chiami Dio. Se uno smette di credere nel suo Dio di legno, questo non significa che non vi sia alcun Dio, ma solo che il vero Dio non è di legno"&lt;/i&gt;. (L. Tolstoj)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Mi capita molto spesso di augurare alla gente di perdere la fede. Qualcuno rimane senza parole, qualcun'altro ride come se stessi scherzando, qualcun'altro rimane pensoso, ma pochi comprendono che il mio augurio è assolutamente salutare. E' l'augurio di perdere la fede in un dio che non salva, perchè è il dio di legno che ciascuno di noi si costruisce a propria misura, a propria immagine e somiglianza, a proprio consumo. Solo perdendo questa fede allora si può avere la speranza di ricevere la Fede vera, quella in un Dio fatto carne, fattosi bambino, fattosi infinita debolezza nonostante fosse infinita onnipotenza. La fede in un Dio che si lascia inchiodare, che muore...ma che alla fine rivoluziona tutto perchè cambia il finale, perchè risorge. Se c'è una caratteristica costante della vera fede è quella dell'imprevedibilità di Dio, del Suo non lasciarsi racchiudere in un pensiero, in una formula, in una regola, in una tradizione, in una cultura. Egli oltrepassa le cose, e ferisce anche la nostra di esperienza senza però rimanerne intrappolato. Dobbiamo tenere continuamente aperte le ferite della nostra esperienza, senza saltare a facili conclusioni. Dobbiamo camminare. Dobbiamo stare dietro a Lui che cammina davanti a noi, fino ala fine. La fede ci inquieta, non ci lascia dormire, ci mantiene desti. La fede che ci addormenta non è quella vera, per questo nessun sonno ci salverà. Il cristianesimo è una salvezza ad occhi aperti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-719470769991324615?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/719470769991324615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/719470769991324615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/perdere-finalmente-la-fede.html' title='perdere (finalmente) la fede'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fjADFxzG0qQ/Tgn4Z-akhqI/AAAAAAAAAYE/ng94EHuQ-Cc/s72-c/3335681-fede-road-registrati-drammatica-con-nuvole-e-cielo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8960793082160884010</id><published>2011-06-21T12:36:00.000+02:00</published><updated>2011-06-21T12:36:48.533+02:00</updated><title type='text'>La purezza che sa sporcarsi le mani</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HjTMdoSbz2U/TgB0LgOtYUI/AAAAAAAAAYA/4NS9GSFa_WQ/s1600/jpg_3210993.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="202" src="http://2.bp.blogspot.com/-HjTMdoSbz2U/TgB0LgOtYUI/AAAAAAAAAYA/4NS9GSFa_WQ/s320/jpg_3210993.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Oggi è la memoria liturgica di San Luigi Gonzaga, primogenito del duca di Mantova, che rifiutò gli onori e i fasti della sua famiglia per morire di malattia a Roma a soli 23, per essersi caricato sulle spalle un appestato e averlo portato all'ospedaletto. Niente Tv, media, foto dietro le scelte di questo ragazzo, passato alla storia per una eccessiva sottolineatura della sua purezza a scapito di quel realismo senza effetti speciali in cui si è consumata la sua esistenza. Luigi non è santo per le guance rosse dal pudore, così come ce l'hanno sempre raccontato, è santo per le sue mani sporche di poveri e intente a soccorrere chi ne avesse bisogno. La purezza non è il "pudore", ma l'amore gratuito e disinteressato verso il prossimo. Il nostro egoismo ci fa perdere la purezza perchè trasforma l'amore in interesse, in possesso, in strumentalizzazione. Luigi ama ricevendo in contraccambio solo la peste che lo uccise, e in questo non c'è romanticismo ma solo straordinaria grandezza di chi ha il coraggio di vivere fino in fondo le scelte forti che ciascuno si porta nel cuore.&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8960793082160884010?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8960793082160884010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8960793082160884010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/la-purezza-che-sa-sporcarsi-le-mani.html' title='La purezza che sa sporcarsi le mani'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HjTMdoSbz2U/TgB0LgOtYUI/AAAAAAAAAYA/4NS9GSFa_WQ/s72-c/jpg_3210993.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8096270568527451242</id><published>2011-06-20T16:14:00.000+02:00</published><updated>2011-06-20T16:14:34.544+02:00</updated><title type='text'>amare e sapere</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-smtJHCXlP08/Tf9Vf-dCxBI/AAAAAAAAAX8/EEiUV5oBn8M/s1600/amare-vita-amare-se-stessi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-smtJHCXlP08/Tf9Vf-dCxBI/AAAAAAAAAX8/EEiUV5oBn8M/s320/amare-vita-amare-se-stessi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Se dicessi che credo in Dio, direi troppo poco perché gli voglio bene. E voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza".&lt;/i&gt; (don Lorenzo Milani)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Bisogna conoscere le altitudini delle affermazioni di Milani per capire fino in fondo questa sua frase. Non ce ne faremmo nulla del sapere che Dio esiste senza che questo cambi in qualche maniera la nostra vita. E l'unico canale attraverso cui la Sua esistenza fa la differenza dentro il piccolo segmento del nostro esistere, è l'affezione che abbiamo nei suoi confronti. E' come una madre che sà che esiste il figlio, ciò è solo un dato, ma ciò che conta è che a quel dato è legato un amore totale nei confronti di questo figlio, un amore che riempie non solo la vita del figlio ma anche quello della madre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Sapere tante cose su Dio non farebbe grande differenza. L'Amore che abbiamo nei Suoi confronti, e sopratutto quello che Egli ha nei nostri ne fa molta. Ma chi non ama non può capire di cosa sto parlando. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8096270568527451242?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8096270568527451242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8096270568527451242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/amare-e-sapere.html' title='amare e sapere'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-smtJHCXlP08/Tf9Vf-dCxBI/AAAAAAAAAX8/EEiUV5oBn8M/s72-c/amare-vita-amare-se-stessi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5334024155364915955</id><published>2011-06-17T17:08:00.000+02:00</published><updated>2011-06-17T17:08:12.172+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Michela Murgia, "Ave Mary. E la chiesa inventò la donna", Einaudi, Torino 2011, 160 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-u1aYTWc5YOI/TfttdCNIofI/AAAAAAAAAX4/OcIJYvHdI38/s1600/ave_mary_murgia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-u1aYTWc5YOI/TfttdCNIofI/AAAAAAAAAX4/OcIJYvHdI38/s1600/ave_mary_murgia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come poter definire questo libro di Michela Murgia (bravissima scrittrice narrativa emergente)? Credo (spero che non si offenda) questo sia uno di quei tipici libri da "facile applauso". Una confusione immane tra teologia, sociologia, esegesi, urla, congetture, confusioni... Si salva ovviamente la bellissima scrittura e i spassosissimi titoli e sottotitoli di cui è composto il libro. &amp;nbsp;Un libro arrabbiato, pieno però di tante piccole cose lasciate a mezz'aria.&lt;br /&gt;Ora, a parte ogni ironia, credo che Michela Murgia sia caduta nella trappola di chi per attaccare la mediocrità parziale di una fazione che guarda le cose solo da un punto di vista, fa esattamente la stessa cosa però al contrario, trascurando di approfondire seriamente ogni singola insinuazione su temi teologici, encicliche, lavori teologici, papi, e tanta ma tanta storia della Chiesa. Si salvano tante bellissime intuizioni, tante ottime denunce sulla violenza palese e sottesa nei confronti delle donne, e tanta buona volontà (forse non sempre ben riuscita) di fare sintesi su questioni spinose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa sorridere il continuo riferimento all'appartenenza all'Azione Cattolica, che però è continuamente smentito dall'infinita distanza con cui poi parla della Chiesa, come se fosse un estraneo tonto da cui difendersi (da notare il mio uso del maschile). Mi fa tornare alla mente qualche politico delle mie parti che per legittimare una qualche autorevolezza sulle sue affermazioni o forse per instaurare un rapporto di simpatia amava ripetermi : "padre, guardi che io da piccolo facevo il chierichetto".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5334024155364915955?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5334024155364915955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5334024155364915955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/cronache-di-letture-mie-michela-murgia.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Michela Murgia, &quot;Ave Mary. E la chiesa inventò la donna&quot;, Einaudi, Torino 2011, 160 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-u1aYTWc5YOI/TfttdCNIofI/AAAAAAAAAX4/OcIJYvHdI38/s72-c/ave_mary_murgia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1049121536181464658</id><published>2011-06-16T12:15:00.000+02:00</published><updated>2011-06-16T12:15:50.566+02:00</updated><title type='text'>prima/dopo, ma sopratutto durante</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qam6CWh_Wb8/TfnXyonb4kI/AAAAAAAAAX0/ZuWqsX4tNDI/s1600/647.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-qam6CWh_Wb8/TfnXyonb4kI/AAAAAAAAAX0/ZuWqsX4tNDI/s320/647.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 20.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 20.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;i&gt;"Da giovane studiai per ostentazione. Poi, un poco, per istruirmi. Ora per divertirmi. Mai, però, per guadagno"&lt;/i&gt;. (Montaigne)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 20.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 20.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Avverto questo passaggio dentro la mia personale crescita, il passaggio di passare&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial;"&gt;dall'ostentazione, che non è solo mettersi in mostra, ma farlo per salvare l'idea che gli altri hanno di me; a l'istruzione, cioè al bisogno profondo di capirci qualcosa in più per raccapezzare qualcosa nelle scelte e nella vita. In entrambi i casi mi sono sempre e comunque divertito. Lo studio è stato per me una maniera per contestare, per scegliere, per capire, per emergere, per esprimermi, ma sopratutto per venir fuori per ciò che sono e che nemmeno io conoscevo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Quanto sarebbe bello ridare a tutti il gusto dello studio, senza l'ansia di un esame o di altre scadenze, ma solo per quella "cura di sè" che sembra ormai perduta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1049121536181464658?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1049121536181464658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1049121536181464658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/primadopo-ma-sopratutto-durante.html' title='prima/dopo, ma sopratutto durante'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-qam6CWh_Wb8/TfnXyonb4kI/AAAAAAAAAX0/ZuWqsX4tNDI/s72-c/647.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4707799645246808980</id><published>2011-06-12T11:26:00.000+02:00</published><updated>2011-06-12T11:26:41.453+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie), "L'ultima profezia. La vera storia di Medjugorje", Rizzoli, Milano 2011, 266 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-aajN00u6B-w/TfSGRZUk9yI/AAAAAAAAAXw/QoekACbg7Tc/s1600/9788817048200g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-aajN00u6B-w/TfSGRZUk9yI/AAAAAAAAAXw/QoekACbg7Tc/s320/9788817048200g.jpg" width="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Se i sei veggenti, all'epoca di età compresa fra i 10 e i 16 anni, sono riusciti a raggirare da ormai quasi trent'anni decine di milioni di persone, meriterebbero senz'altro l'Oscar alla carriera per la loro capacità di attori. E nel caso in cui lo stessero facendo in buona fede, ingannati anch'essi da un'entità diabolica, occorre ammettere che si tratta del più straordinario caso di astuzia demoniaca, capace di mascherare sotto le mentite spoglie di innumerevoli grazie e conversioni un progetto maligno dai contorni attualmente incomprensibili per la ragione umana. Se invece quanto i sei ragazzi continuano dal 1981 a comunicare alla Chiesa e al mondo non viene da loro, bensì da Dio e dalla Vergine che qui si presenta come la Regina della Pace, è il caso di prendere sul serio quanto è stato narrato in queste pagine"&lt;/i&gt;(p.263-264)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho letto questo libro di Gaeta questa notte. Era già poggiato in attesa di lettura ormai da qualche settimana, e alla fine credo di aver fatto bene a leggerlo tutto d'un fiato. Medjugorje credo sia un mistero davanti a cui bisogna spalancare il cuore e allo stesso tempo sospendere il giudizio. Non saranno le autopsie degli esperti a dirci qualcosa in più su queste apparizioni mariane. Di Medjugorje non dobbiamo prenderci i segni ma i significati. Ricordo quando di notte mio "fratello" Davide mi trascinò prima in salita e poi in discesa sul monte della croce. Pioveva, non si vedeva nulla, c'era fango ed acqua ovunque. Quando arrivammo sulla cima del monte, davanti alla croce recitammo la preghiera di consacrazione a Maria, la stessa che oggi giorno preghiamo qui in parrocchia universitaria. Appena conclusa, la pioggia finì di botto e con essa il vento. Dopo la pausa di un minuto tutto ricominciò e noi riprendemmo la via del ritorno. Anche in quella discesa accaddero alcune cose. Ma di quei giorni mi sono riportato a casa non i segni che ci furono, ma quella immensa pace che avevo ricevuto dentro me stesso, come il miracolo di riunire tutti i pezzi del cuore che la vita aveva in qualche maniera frantumato e disperso. Non è obbligatorio per i cristiani credere a Medjugorje, ma è quasi obbligatorio per i cristiani scegliere la maternità di Maria come scorciatoia verso Cristo, verso il Senso di tutto. "Non si può avere Dio come Padre, se non si ha Maria come Madre" (San Cipriano di Cartagine)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona lettura...(consigliato!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4707799645246808980?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4707799645246808980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4707799645246808980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/cronache-di-letture-mie-lultima.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie), &quot;L&apos;ultima profezia. La vera storia di Medjugorje&quot;, Rizzoli, Milano 2011, 266 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-aajN00u6B-w/TfSGRZUk9yI/AAAAAAAAAXw/QoekACbg7Tc/s72-c/9788817048200g.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-9002137039953458225</id><published>2011-06-11T16:34:00.001+02:00</published><updated>2011-06-11T16:36:07.487+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Susanna Tamaro, "per sempre", Giunti, Firenze 2011, 222 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Qun420qtDDQ/TfN8wAntP7I/AAAAAAAAAXs/HMRU52e7_ok/s1600/Per-Sempre-Susanna-Tamaro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-Qun420qtDDQ/TfN8wAntP7I/AAAAAAAAAXs/HMRU52e7_ok/s1600/Per-Sempre-Susanna-Tamaro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://youtu.be/rpo7tS0lvbI"&gt;Video del libro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;"Come l'agnello viene nutrito dalla madre, così il nostro tempo viene nutrito dall'eterno. Porsi fuori da questa maternità vuol dire porsi fuori da ogni possibile risposta di senso"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai banale, intensa, concisa, delicata, questa è la scrittura della Tamaro. Un libro straordinariamente bello. Anche se credo che la parola "straordinariamente" è più suggerita da ciò che sto vivendo in questa stagione della mia vita. C'è stata come una sintonia profonda con queste pagine. Come dare voce in maniera ordinata a ciò che tu già avverti e pensi.&lt;br /&gt;Un racconto mai confuso, incalzante, attraente, su e giù per il tempo attraverso gli alfabeti dell'interiorità. Assolutamente consigliato da leggere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-9002137039953458225?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9002137039953458225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9002137039953458225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/cronache-di-letture-mie-susanna-tamaro.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Susanna Tamaro, &quot;per sempre&quot;, Giunti, Firenze 2011, 222 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Qun420qtDDQ/TfN8wAntP7I/AAAAAAAAAXs/HMRU52e7_ok/s72-c/Per-Sempre-Susanna-Tamaro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4818753794502844249</id><published>2011-06-10T13:23:00.000+02:00</published><updated>2011-06-10T13:23:37.550+02:00</updated><title type='text'>Massimo santo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3QYzIufFWMc/TfH-r8zJOpI/AAAAAAAAAXo/DgM_QwYpZW0/s1600/%2524%2528KGrHqYOKosE0fjFftocBN%2528PrEsY%252Cw%257E%257E0_12.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-3QYzIufFWMc/TfH-r8zJOpI/AAAAAAAAAXo/DgM_QwYpZW0/s320/%2524%2528KGrHqYOKosE0fjFftocBN%2528PrEsY%252Cw%257E%257E0_12.jpg" width="268" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Riporto oggi, nel giorno della sua festa, un pezzo della cronaca di cosa avvenne il giorno del suo martirio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;"Guardava lontano scorgendo all'orizzonte la maestosa parete del gigante, quel Gran Sasso silenzioso, che come uno spettatore indifferente lo fissava, mentre lo strattonavano fin al ciglio del dirupo. Sentì il profumo dell'estate che iniziava, del sole che riscalda la pelle cominciando a colorarla. Sentì le urla di lui bambino quando riempiva le strade di Forcona assieme agli amici, compagni di giochi e di sogni finiti presto. Ricordò lo sguardo del padre l'ultima sera che lo vide....e il suo cuore si riempì di gratitudine. Quell'altezza era come il trampolino di un volo che lo avrebbe scaraventato in alto..." ( da L.M.E. "La passione di Massimo")&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4818753794502844249?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4818753794502844249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4818753794502844249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/massimo-santo.html' title='Massimo santo'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3QYzIufFWMc/TfH-r8zJOpI/AAAAAAAAAXo/DgM_QwYpZW0/s72-c/%2524%2528KGrHqYOKosE0fjFftocBN%2528PrEsY%252Cw%257E%257E0_12.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1890819097366062472</id><published>2011-06-06T20:14:00.000+02:00</published><updated>2011-06-06T20:14:31.113+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Umberto Galimberti, "Le cose dell'amore", Feltrinelli, Milano 2009</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CCwmrzFl4U8/Te0YBLVmCDI/AAAAAAAAAXk/wgbXz3FcHto/s1600/le+cose+dellamore.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-CCwmrzFl4U8/Te0YBLVmCDI/AAAAAAAAAXk/wgbXz3FcHto/s1600/le+cose+dellamore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"L'amore non è ricerca della propria segreta soggettività, che non si riesce a reperire nel vivere sociale. Amore è piuttosto l'espropriazione della soggettività, è l'essere trascinato del soggetto oltre la sua identità, è il suo concedersi a questo trascinamento, perchè solo l'altro può liberarci dal peso di una soggettività che non sa che fare di se stessa&lt;/i&gt;" (p.15)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo saggio di Galimberti sulla tematica dell'amore è un intenso e condensato testo in cui c'è tutto e il contrario di tutto. Non è in senso dispregiativo che dico ciò ma in senso originale. L'autore ha la capacità di descrivere, raccontare, giudicare, sentenziare tutto in una sola pagina. Eppure come sempre mi trovo d'accordo con la stringente analisi galimbertiana e meno con le soluzioni proposte. E mi rimane il dubbio se alla fine l'amore è la ricerca di un Io o l'incontro con un Tu.&lt;br /&gt;Suggestivi molti passi, da rileggere e riflettere con più calma. Un libro non di facile lettura, che seppur si propone di divulgare ha comunque bisogno di gente che sà di cosa si stia parlando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1890819097366062472?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1890819097366062472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1890819097366062472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/cronache-di-letture-mie-umberto.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Umberto Galimberti, &quot;Le cose dell&apos;amore&quot;, Feltrinelli, Milano 2009'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CCwmrzFl4U8/Te0YBLVmCDI/AAAAAAAAAXk/wgbXz3FcHto/s72-c/le+cose+dellamore.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7939325937649406812</id><published>2011-06-05T18:13:00.000+02:00</published><updated>2011-06-05T18:13:09.148+02:00</updated><title type='text'>verso l'alto (ascensione 2011)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VCuaJY0oT48/TeurDIfpHwI/AAAAAAAAAXg/VNRTSY5XGP8/s1600/Ascensione.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-VCuaJY0oT48/TeurDIfpHwI/AAAAAAAAAXg/VNRTSY5XGP8/s320/Ascensione.jpg" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Piovosa domenica aquilana, in cui pare che in sordina passi la festa dell'Ascensione del Signore. Una festa schiacciata dall'attesa della Pentecoste e poi dai trionfi del Corpus Domini. Eppure la festa liturgica di oggi ci ricorda la direzionalità che crea la fede cristiana: verso l'alto. Vivere mai tenendo la misura verso il basso. Verso il basso del nostro egoismo, del nostro tornaconto, delle nostre frustrazioni, dei nostri problemi irrisolti, delle piccole mediocrità di ogni giorno. Ma verso l'alto. Verso l'alto di valori grandi. Verso l'alto di gratuità sincere. Verso l'alto di ottimismi pratici. verso l'alto di esistenze spese non solo nel consumo del tempo, ma nel suo investimento più profondo.&lt;br /&gt;In sintesi, trasformare la vita in un'affare per cui ne valga la pena comunque vada, senza rimpianti ma con gratitudine costante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7939325937649406812?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7939325937649406812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7939325937649406812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/verso-lalto-ascensione-2011.html' title='verso l&apos;alto (ascensione 2011)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VCuaJY0oT48/TeurDIfpHwI/AAAAAAAAAXg/VNRTSY5XGP8/s72-c/Ascensione.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8533280925402195145</id><published>2011-06-04T10:26:00.000+02:00</published><updated>2011-06-04T10:26:30.594+02:00</updated><title type='text'>Notturno Loreto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KhYXe17nUdM/TensF0CMfvI/AAAAAAAAAXE/00cuI614g90/s1600/santuario+di+loreto+notte_jpg.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="304" src="http://2.bp.blogspot.com/-KhYXe17nUdM/TensF0CMfvI/AAAAAAAAAXE/00cuI614g90/s320/santuario+di+loreto+notte_jpg.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ieri brevissima trasferta notturna a Loreto a salutare mia madre e le mie sorelle, come reliquie di una fetta di casa che ormai vive solo nel tempo e non più in uno spazio preciso. La casa è dovunque qualcuno ti vuole bene. Di questa trasferta mi sono portato appresso la buona gratitudine che mi lascia sempre la Santa Casa anche quando la vedo da lontano, e anche il buon odore mistico di una donna che per molti rimane un mistero. Vedere una donna semplice, una donna del popolo, trafitta con i segni della passione, e impacciata a raccontare una teologia di cui non comprende fino in fondo la precisione e l'altezza, è un'esperienza che ti lascia la confusione e il silenzio. Forse Dio ama ancora parlare ai semplici e confondere i superbi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8533280925402195145?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8533280925402195145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8533280925402195145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/notturno-loreto.html' title='Notturno Loreto'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KhYXe17nUdM/TensF0CMfvI/AAAAAAAAAXE/00cuI614g90/s72-c/santuario+di+loreto+notte_jpg.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1179752645809096626</id><published>2011-06-01T18:18:00.000+02:00</published><updated>2011-06-01T18:18:35.545+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Roberta De Monticelli, "Dal vivo. Meditazioni e versi sotto le stelle", Dalai editore, Milano 2011, 196 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LuvpWpBmBbQ/TeZmMZ4chhI/AAAAAAAAAXA/9cYf_fbacJI/s1600/demonticelli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-LuvpWpBmBbQ/TeZmMZ4chhI/AAAAAAAAAXA/9cYf_fbacJI/s1600/demonticelli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"non domandavo per avere, ma per sapere"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberta De Monticelli è, a mio parere, una delle figure più originali e interessanti nel panorama filosofico italiano contemporaneo. Questo libro, raccoglie una sorta di itinerario filosofico fatto di luci ed evocazioni, di musica e di parole. Non si riesce a farne una descrizione, perchè come si fa a descrivere la sensazione che si prova quando in una notte d'estate ci si distende sulla sabbia e si sentono i grilli cantare e il mare accarezzare la riva? Eppure in questo sensazione si gioca l'intuizione dell'Uno, dell'Essere.&lt;br /&gt;E' un testo che bisogna leggere piano, senza distrazione e senza larghe interruzioni. Peccato però che credo che non sia un libro proponibile proprio a tutti, poichè i rimandi fatti all'interno presuppongono un minimo di dimestichezza con filosofia, letteratura ed arte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1179752645809096626?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1179752645809096626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1179752645809096626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/cronache-di-letture-mie-roberta-de.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Roberta De Monticelli, &quot;Dal vivo. Meditazioni e versi sotto le stelle&quot;, Dalai editore, Milano 2011, 196 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LuvpWpBmBbQ/TeZmMZ4chhI/AAAAAAAAAXA/9cYf_fbacJI/s72-c/demonticelli.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5149136333457960498</id><published>2011-06-01T15:09:00.000+02:00</published><updated>2011-06-01T15:09:50.530+02:00</updated><title type='text'>la ricerca delle parole</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VAPHHLKgGpA/TeY5_hmwC9I/AAAAAAAAAW8/hJxG80shpps/s1600/magrittemanwithhatmoon.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-VAPHHLKgGpA/TeY5_hmwC9I/AAAAAAAAAW8/hJxG80shpps/s320/magrittemanwithhatmoon.jpg" width="255" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Più passa il tempo e più le parole diminuiscono, diventano troppo strette, troppo anguste per ospitare ciò che vorrei dire. Forse perchè ciò che vorrei dire è qualcosa che non è creata dalla mia mente, ma che ne è anch'essa trafitta, oltrepassata, ferita.&lt;br /&gt;Più passa il tempo e più mi accorgo che il silenzio è l'unico spazio che rende giustizia a ciò che si prova. E poi perchè si vorrebbe dire a tutti i costi qualcosa se sai che il dirla la ucciderebbe?&lt;br /&gt;Ora capisco perchè il Vangelo è pieno di sguardi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5149136333457960498?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5149136333457960498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5149136333457960498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/06/la-ricerca-delle-parole.html' title='la ricerca delle parole'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VAPHHLKgGpA/TeY5_hmwC9I/AAAAAAAAAW8/hJxG80shpps/s72-c/magrittemanwithhatmoon.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3312229885909585278</id><published>2011-05-27T11:32:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T11:32:55.997+02:00</updated><title type='text'>delle cose semplici</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-f5xJZdSDZCc/Td9vjhI48_I/AAAAAAAAAW4/12t173rEOJA/s1600/volare-farfalla-blu1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://1.bp.blogspot.com/-f5xJZdSDZCc/Td9vjhI48_I/AAAAAAAAAW4/12t173rEOJA/s320/volare-farfalla-blu1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Se siamo chiamati a semplificare ciò che sembra complicato, non siamo in compenso mai chiamati a complicare ciò che è semplice"&lt;/i&gt;. (&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Madeleine Delbrêl)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;A dispetto della materia che insegno, cioè la filosofia teoretica, mi accorgo che se c'è una fatica che avverto come una mia personale vocazione è quella di semplificare le cose complicate. Mi sono quasi convinto che è una forma di cristianesimo decisiva. Creare chiarezza, semplificare, spiegare ciò che si presenta come impossibile, ermetico, complicato, confuso. Ma anche semplificare le situazioni, le circostanze, i rapporti, per ricondurre tutto all'essenziale che è sempre semplice e chiaro e da cui tutto assume significato. &amp;nbsp;In fondo Cristo ha fatto esattamente questo, ha reso accessibile ciò che millenni è stato solo un mistero "tremendo", davanti a cui ci si toglie i calzali e ci si prostra con la faccia a terra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3312229885909585278?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3312229885909585278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3312229885909585278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/delle-cose-semplici.html' title='delle cose semplici'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-f5xJZdSDZCc/Td9vjhI48_I/AAAAAAAAAW4/12t173rEOJA/s72-c/volare-farfalla-blu1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2339164843887206613</id><published>2011-05-22T11:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-22T11:00:23.893+02:00</updated><title type='text'>Scorze provvisorie</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8zKr8TzcJ4M/TdjQhhHn7jI/AAAAAAAAAW0/ZE0o-k5MqV8/s1600/Germoglio+di+noce+small-thumb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-8zKr8TzcJ4M/TdjQhhHn7jI/AAAAAAAAAW0/ZE0o-k5MqV8/s1600/Germoglio+di+noce+small-thumb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mi tormenta in questi giorni l'idea della santità. Ho come la sensazione che non abbiamo ancora preso sul serio questa immensa vocazione che tutti ci portiamo addosso. Pensiamo ancora troppo con la misura stretta del nostro piccolo egoismo e non ci accorgiamo che la resa non consiste nel distruggere se stessi, ma nell'allargare gli spazi di se stessi. Nessuno, che sia dotato di un minimo di buon senso, prenderebbe mai sul serio una via di distruzione di sè. Ma basta alzare un po lo sguardo e ci si accorge che la demolizione di alcuni pareti del nostro io non sono finalizzate ad un'annullamento ma ad un ampliamento. Morire a se stessi, significa accettare che ciò che ci rende felici non può semplicemente stare nello stretto spazio dei nostri quotidiani egoismi. Morire a se stessi significa lasciare che il germoglio spacchi la scorza e venga fuori. L'ho capito ieri sera, mentre scavando nel giardino ho trovato una noce che germogliava. Ho visto la delicatezza di un germoglio che spingeva sulla durezza della scorza. Quella delicata forza, piano piano demolirà quelle piccole pareti che l'hanno difesa per mesi, ma che non possono certo essere una dimora definitiva. Il nostro attaccamento alla scorsa, cioè al nostro piccolo io, è la prima causa della nostra infelicità. Abbiamo bisogno di più spazio, e abbiamo bisogno di Chi ci può fare spazio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2339164843887206613?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2339164843887206613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2339164843887206613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/scorze-provvisorie.html' title='Scorze provvisorie'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8zKr8TzcJ4M/TdjQhhHn7jI/AAAAAAAAAW0/ZE0o-k5MqV8/s72-c/Germoglio+di+noce+small-thumb.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-9072114595094445205</id><published>2011-05-21T17:54:00.000+02:00</published><updated>2011-05-21T17:54:16.761+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Tomas Spidlik, "La vocazione. Riflessioni utili", Lipa, Roma 2010, 95pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hIbDkWxSM3o/Tdff-O7DESI/AAAAAAAAAWw/yNRYdQFoaNk/s1600/cop163.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-hIbDkWxSM3o/Tdff-O7DESI/AAAAAAAAAWw/yNRYdQFoaNk/s1600/cop163.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La splendida figura di Spidlik è qui ben raccolta in questo zibaldone pubblicato qualche mese dopo la sua morte, a cui stava lavorando proprio nei giorni in cui poi si è congedato da questo mondo. L'ho letto la sera prima di andare a letto, e forse per questo le sue parole hanno in-segnato ciò che qualcuno chiama "il lenzuolo bianco" dei miei sogni. Non saprei farne una sintesi, forse perchè di questo piccolo libretto mi porto appresso la lieta sensazione che infondono i "maestri" quando dall'apice della loro esperienza ti guardano e ti confortano solo guardandoti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-9072114595094445205?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9072114595094445205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9072114595094445205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronache-di-letture-mie-tomas-spidlik.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Tomas Spidlik, &quot;La vocazione. Riflessioni utili&quot;, Lipa, Roma 2010, 95pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hIbDkWxSM3o/Tdff-O7DESI/AAAAAAAAAWw/yNRYdQFoaNk/s72-c/cop163.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3011262890633158714</id><published>2011-05-21T16:45:00.000+02:00</published><updated>2011-05-21T16:45:32.211+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/Enzo Bianchi, "Presbiteri: parola e liturgia", Qiqajon, Magnano (BI) 2010, 125 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-b3SDEONHgRY/TdfP5C9ldxI/AAAAAAAAAWs/9iwF7XVgKxQ/s1600/cop.aspx.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-b3SDEONHgRY/TdfP5C9ldxI/AAAAAAAAAWs/9iwF7XVgKxQ/s1600/cop.aspx.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mi capita spesso di sentirmi sempre impreparato, incapace di vivere appieno il ministero sacerdotale così come in realtà dovrei viverlo. Allora cerco di guardare, di imparare, di imitare, di approfondire ogni singolo centimetro quadrato del sacerdozio, di questa immensa vocazione che mi ritrovo addosso come un vestito troppo bello che non sò portare con disinvoltura e con stile. Questo piccolo libretto di Bianchi, parla sopratutto ai preti. Parla a me. E come un indice puntato, fa fissare lo sguardo su alcuni dettagli che in realtà poi sono l'autentica differenza, l'autentico tesoro di questa vocazione. Non riesco ancora a riporre questo libretto nella libreria, ho ancora troppa voglia di sfogliarlo affinchè non perda nulla del filo sottile di questa attenzione nuova che infonde.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3011262890633158714?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3011262890633158714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3011262890633158714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronache-di-letture-mieenzo-bianchi.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/Enzo Bianchi, &quot;Presbiteri: parola e liturgia&quot;, Qiqajon, Magnano (BI) 2010, 125 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-b3SDEONHgRY/TdfP5C9ldxI/AAAAAAAAAWs/9iwF7XVgKxQ/s72-c/cop.aspx.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3246807050788324269</id><published>2011-05-21T16:35:00.000+02:00</published><updated>2011-05-21T16:35:22.654+02:00</updated><title type='text'>CRONACHE di LETTURE (mie)/ Enzo Bianchi, "Ogni cosa alla sua stagione", Einaudi, Torino 2010, 127 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-phpPNiR8cQs/TdfNeiKUNTI/AAAAAAAAAWo/KxMD5jEMwd8/s1600/img.aspx.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-phpPNiR8cQs/TdfNeiKUNTI/AAAAAAAAAWo/KxMD5jEMwd8/s1600/img.aspx.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Bianchi è diventato per me un metodo più che una lettura. Ciò che io chiamo il metodo Bianchi è in realtà un atteggiamento serio sulle cose, sulla fede, sulla vita in generale. Senza fretta, senza semplificazioni, senza slogan. Il metodo Bianchi è per me l'accettazione anche del mio limite ma sopratutto la contemplazione di ciò che si scorge attraverso le fessure di ciò che siamo.&lt;br /&gt;Questo libro lo si legge in un pomeriggio, senza fretta. E' un libro commovente che parla di sapori, significati e personali confidenze tratte dalla sua storia. E' un libro che introduce la tematica saggia della vecchiaia come tempo in cui si cerca di vagliare nella propria storia se non un significato almeno un gran senso di gratitudine. E' questo che mi vorrei portare anch'io alla fine di questa vita: non l'aver capito tutto, ma un profondo, genuino, e intenso senso di gratitudine per ciò che è stato e per ciò che ho fatto e vissuto.&lt;br /&gt;E' inutile che ci giro intorno, questo libro è davvero da leggere...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3246807050788324269?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3246807050788324269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3246807050788324269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronache-di-letture-mie-enzo-bianchi.html' title='CRONACHE di LETTURE (mie)/ Enzo Bianchi, &quot;Ogni cosa alla sua stagione&quot;, Einaudi, Torino 2010, 127 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-phpPNiR8cQs/TdfNeiKUNTI/AAAAAAAAAWo/KxMD5jEMwd8/s72-c/img.aspx.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5729355494849123715</id><published>2011-05-21T11:32:00.000+02:00</published><updated>2011-05-21T11:32:31.792+02:00</updated><title type='text'>In bilico tra la primavera e l'autunno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-75A-v_jfQww/TdeGdBbByFI/AAAAAAAAAWk/mQnd51DsEKE/s1600/SoleLuna2007_1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="186" src="http://4.bp.blogspot.com/-75A-v_jfQww/TdeGdBbByFI/AAAAAAAAAWk/mQnd51DsEKE/s320/SoleLuna2007_1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non mi ero mai accorto così chiaramente come quest'anno quanto io fossi legato agli astri. Sarà forse l'attaccamento al sole salentino della mia terra che mi rende così sensibile a ciò che succede nel cielo. Anche se ad onor del vero, la parte di cielo che mi crea problemi è quella che si riempie di nuvole e mi toglie l'orizzonte del sole, delle stelle la sera, e mi fa piombare in un grigio azzurro insopportabile. La primavera aquilana quest'anno gioca troppo con i climi autunnali, ma spero vivamente che tutto questo passi presto. Ho bisogno del sole per una ricerca che sto facendo dentro me stesso. Ho bisogno di sole per riordinare alcune direzioni che mi sono perso strada facendo. Non è vero che noi siamo indifferenti all'universo. Ciò che capita sopra la nostra testa ci riguarda fin nelle articolazioni delle ossa. O almeno riguarda me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5729355494849123715?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5729355494849123715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5729355494849123715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/in-bilico-tra-la-primavera-e-lautunno.html' title='In bilico tra la primavera e l&apos;autunno'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-75A-v_jfQww/TdeGdBbByFI/AAAAAAAAAWk/mQnd51DsEKE/s72-c/SoleLuna2007_1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2767921511071350830</id><published>2011-05-04T19:00:00.001+02:00</published><updated>2011-05-04T19:05:18.890+02:00</updated><title type='text'>CRONACA di LETTURE (mie)/ Erri de Luca, "E disse", Feltrinelli,  Milano 2011, 96 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kHOrosg2zkI/TcGFwUwkSbI/AAAAAAAAAWc/VIyy2vTp0Mo/s1600/9788807018435g.jpgkaldocafe.it_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-kHOrosg2zkI/TcGFwUwkSbI/AAAAAAAAAWc/VIyy2vTp0Mo/s320/9788807018435g.jpgkaldocafe.it_.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tra gli scrittori contemporanei che lasceranno il segno nella storia della letteratura italiana, credo che c'è in maniera inamovibile &amp;nbsp;Erri de Luca. Questo suo ultimo libro, lo si legge con la commozione e la vertigine di bellezza che il suo raccontare ha ad ogni riga. Anche in questo caso sceglie una tematica religiosa ( per lo meno nello sfondo generale) e apre spunti di approfondimento anche sul piano teologico ancora poco conosciuti e frequentati. De Luca, pur non essendo credente, ha la dimestichezza quotidiana con la parola della Bibbia, la parola di quel Dio in cui tanti di noi credono, eppure ne sono fatalmente ignoranti. "E disse", ripercorre le vicende interiori di Mosè in quella manciata di tempo in cui fu donato al mondo il decalogo ai piedi del Sinai, regola incisa nei cuori più che nelle pietre. Libro assolutamente da leggere affinchè faccia tornare la voglia di ripercorrere rotte che non sono mai scontate ma sempre nuove...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Trama:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, san-serif; line-height: 18px;"&gt;&lt;i&gt;"Era felice al vento, lo accoglieva in ascolto. Era di quelli che afferrano una frase dove gli altri intendono solo un chiasso." Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità. E disse: con questo verbo la divinità crea e disfa, benedice e annulla. Dal Sinai che scatarra esplosioni e fiamme, vengono scandite le sillabe su pietra di alleanza. Nell'impeto di un'ora di entusiasmo un popolo di servi appena liberati si sobbarca di loro: "Faremo e ascolteremo". Luogo di appuntamento è il largo di un deserto, dove la libertà è sbaraglio quotidiano. Notizia strepitosa: nell'antico Ebraico, madrelingua, le parole della nuova legge sono rivolte a un tu maschile. Le donne guardano con tenerezza gli uomini commossi e agitati. Il dito scalpellino che scrive in alto a destra: "Anokhi", Io, è il più travolgente pronome personale delle storie sacre.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2767921511071350830?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2767921511071350830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2767921511071350830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronaca-di-letture-mie-erri-de-luca-e.html' title='CRONACA di LETTURE (mie)/ Erri de Luca, &quot;E disse&quot;, Feltrinelli,  Milano 2011, 96 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kHOrosg2zkI/TcGFwUwkSbI/AAAAAAAAAWc/VIyy2vTp0Mo/s72-c/9788807018435g.jpgkaldocafe.it_.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5062207735610176566</id><published>2011-05-03T16:07:00.000+02:00</published><updated>2011-05-03T16:07:49.380+02:00</updated><title type='text'>CRONACA di LETTURE (mie)/ Salvatori Natoli, "L'edificazione di sé. istruzioni sulla vita interiore", Laterza, Roma-Bari 2010, 108 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dovgwQJo0K8/TcALoiIlcLI/AAAAAAAAAWY/PMlOLdWjmsw/s1600/9788842093893.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-dovgwQJo0K8/TcALoiIlcLI/AAAAAAAAAWY/PMlOLdWjmsw/s320/9788842093893.gif" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo Natoli è una di quelle figure che ritengo preminenti nel panorama intellettuale italiano. Questo piccolo e agile libretto (letto in un paio di pomeriggi), ha in sè la grandezza di contenere, come in un distillato, tutta la forza maieutica della cultura greca, mescolata anche ad una lucida analisi del contesto attuale. Mi sembra interessante anche tutta la linea di intuizione di Nietzsche che saggiamente Natoli dissemina in tutto il suo discorso. Interessante anche l'apparato bibliografico e di note, ottimo per approfondire l'argomento con studi recentissimi. In alcuni casi, però, ho letto le sue pagine in maniera molto rassegnata, forse influenzato dal fatto che per abitare bene il mondo non basta un buon metodo, ma ci vuole una "buona speranza" che nessuna virtù (umana) può darsi da sola. Comunque da leggere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In breve:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans unicode', Arial, Helvetica; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;i&gt;È possibile abitare il mondo senza fughe in un’improbabile trascendenza, e senza deliri d’onnipotenza? La fortezza, la temperanza, il coraggio, in breve tutte quelle che un tempo si chiamavano virtù, esistono ancora? Sembrano dimenticate. Ma in una società mobile, complessa, frammentata, in un mondo dove orientarsi non è facile, si sente il bisogno di darsi un’identità, d’instaurare rapporti giusti e fecondi con gli altri, si sente il bisogno di concedere e ricevere fiducia. Per questo le virtù riaffiorano e, anche quando il bisogno non è dichiarato, se ne sente tuttavia la mancanza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5062207735610176566?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5062207735610176566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5062207735610176566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronaca-di-letture-mie-salvatori-natoli.html' title='CRONACA di LETTURE (mie)/ Salvatori Natoli, &quot;L&apos;edificazione di sé. istruzioni sulla vita interiore&quot;, Laterza, Roma-Bari 2010, 108 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dovgwQJo0K8/TcALoiIlcLI/AAAAAAAAAWY/PMlOLdWjmsw/s72-c/9788842093893.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1357377490548715262</id><published>2011-05-02T16:48:00.000+02:00</published><updated>2011-05-02T16:48:42.299+02:00</updated><title type='text'>CRONACA di LETTURE (mie)/ Antonio Scurati, "Il bambino che sognava la fine del mondo", Bompiani, 297 pp.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1cbY8j0O0EI/Tb7DlRwNMfI/AAAAAAAAAWU/2aVmBjT-lJE/s1600/4526241_0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-1cbY8j0O0EI/Tb7DlRwNMfI/AAAAAAAAAWU/2aVmBjT-lJE/s320/4526241_0.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Scurati scrive questo libro nel 2009, mescolando la cronaca, la propria biografia, la fantasia. Viene fuori un romanzo sicuramente originale (è arrivato anche come finalista al premio Strega), ma che risente moltissimo di una sorta di inquietudine contagiosa. Ho dovuto leggere questo libro spalmandolo in diversi mesi perchè non riuscivo a reggerlo emotivamente. La precarietà della condizione post-moderna, in cui l'insicurezza, il disagio biografico, gli scenari neri della cronaca fanno rimanere molto tempo con il fiato sospeso, in quelle apnee che ti prendono di notte quando fai un brutto sogno e ti svegli sperando che sia tutto finto. Questo libro è come un brutto sogno raccontato bene. E' la condizione di vertigine di chi è così aggrovigliato malamente con ciò che vive che non ha tempo per pensare seriamente a prendersi una qualche responsabilità verso l'esterno. Mi piace pesare però che il finale di questo libro sia la sua dedica: "A te che stai arrivando. Che tu sia la benvenuta in questo mondo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;Trama:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;i&gt;“Correte. Mio padre sta uccidendo mia madre.” La telefonata arriva alla stazione di polizia alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani: non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira per la città nel cuore della notte, suo figlio è sonnambulo. È un bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trent’anni più tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all’intero Paese. Tutta l’Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a sussurrare il nome del Diavolo. È in atto una cospirazione diabolica o si sta scatenando una caccia alle streghe? Nella stessa città, un professore universitario disilluso, legato a una donna che ama ma dalla quale non vuole figli, viene sollecitato da un grande giornale a condurre un’inchiesta sul caso che spaventa l’Italia. Lui oppone resistenza. Ben presto, però, risucchiato dal gorgo della cronaca nera, dovrà scoprire quanto sia sottile la linea che separa la vittima dal carnefice, l’accusato dall’accusatore. E i terrori notturni di quel bambino che sognava la fine del mondo riemergeranno implacabili, almeno fino all’alba di una speranza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1357377490548715262?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1357377490548715262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1357377490548715262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/05/cronaca-di-letture-mie-antonio-scurati.html' title='CRONACA di LETTURE (mie)/ Antonio Scurati, &quot;Il bambino che sognava la fine del mondo&quot;, Bompiani, 297 pp.'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-1cbY8j0O0EI/Tb7DlRwNMfI/AAAAAAAAAWU/2aVmBjT-lJE/s72-c/4526241_0.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3945848111464885649</id><published>2011-04-24T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-04-24T11:56:34.391+02:00</updated><title type='text'>Pasqua 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Hj884_VUgkE/TbPzwx4VYiI/AAAAAAAAAWQ/EkjhZRVcqV8/s1600/salto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-Hj884_VUgkE/TbPzwx4VYiI/AAAAAAAAAWQ/EkjhZRVcqV8/s320/salto.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Pasqua per noi è il salto che Gesù fa nel vuoto, dimostrandoci che sotto non c'è il nulla ma le braccia di un Padre. Il nostro problema è tutta la paura che abbiamo a rischiare, a accettare, a buttarci, a morire a una certa vita. A noi piacerebbe arrivare al traguardo senza fare nessun viaggio. Ma solo attraverso il viaggio si arriva alla meta. Non conosciamo nessun altra maniera per aggrapparci a Cristo se non vivere. Cioè non conosciamo nessun altra maniera per trovare un senso alla nostra vita se non vivendo. Con tutti i rischi che tutto ciò comporta. Ma...Egli l'ha fatto per primo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3945848111464885649?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3945848111464885649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3945848111464885649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/pasqua-2011.html' title='Pasqua 2011'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Hj884_VUgkE/TbPzwx4VYiI/AAAAAAAAAWQ/EkjhZRVcqV8/s72-c/salto.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4226351946453134569</id><published>2011-04-17T17:20:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T17:20:22.100+02:00</updated><title type='text'>Alle tue porte Gerusalemme</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jWODcoAH6L4/TasEx4fCfoI/AAAAAAAAAWM/wJ6MpqoQnp4/s1600/gerusalemme-foto2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-jWODcoAH6L4/TasEx4fCfoI/AAAAAAAAAWM/wJ6MpqoQnp4/s320/gerusalemme-foto2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;&lt;i&gt;"Quando Gesù fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa..." (Lc 19,41)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;E' così complesso e intenso il tempo che attraverso la domenica delle Palme inizia per noi cristiani, che ho preferito rimanere per un istante su un'altura poco distante dalla città. Da questo scorcio, ci dice il vangelo, &amp;nbsp;Gesù alla vista di Gerusalemme scoppiò in pianto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Non sò cosa vedesti Gesù. Non so quale profilo della città ti colpi il cuore. Non piangevi certo per la bellezza del paesaggio, ma per l'occasione sprecata che quella gente e quella città, e con essi gran parte della storia, si erano perse, correndo dietro cose inutili.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Vorrei dirti qualcosa, ma non so cosa dirti. Vorrei giustificare quella gente, giustificare me, ma non esiste giustificazione davanti alle cose serie della vita. Certe cose o le vivi o non le vivi. E non ci sono attenuanti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Vorrei che non accadesse mai che fosse troppo tardi per cambiare. Ma non c'è dato tutto il tempo. C'è dato solo il tempo necessario, e se superiamo quella soglia, allora avremo perso in eterno l'unico treno che ci avrebbe portati a qualche parte di vero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Tu piangi, e attraverso quegli occhi carichi di lacrime già lavi le mani insanguinate di chi ti metterà in croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Vedi la città da fuori e l'ultima vista di Gerusalemme sarà da fuori, da un altra altura, il Golgota.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; border-collapse: collapse;"&gt;Tu muori fuori. Dopo che tutti prendono le distanze da te. E mi domando se in questo tempo tu sei dentro o ti abbiamo fatto fuori anche noi dai recinti delle nostre case, dalle nostre famiglie, dalle nostre amicizie, dai nostri templi. Da fuori tu sei un Dio innocuo. Dentro, invece, sei un Dio scomodo. Vedi Gesù, ti difendiamo appeso ai muri delle nostre aule, ma forse lo facciamo per non inchiodarti dentro di noi, dentro le nostre scelte, dentro i nostri ragionamenti, dentro le nostre vite. Sui muri, come nella campagna di Gerusalemme, tu sei sopportabile. Dentro invece, pretendi troppo. Pretendi che diventiamo noi stessi. E si sà che diventare se stessi significa morire a ciò che si è ora per rinascere nuovi. Ma la morte non è mai piaciuta a nessuno. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4226351946453134569?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4226351946453134569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4226351946453134569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/alle-tue-porte-gerusalemme.html' title='Alle tue porte Gerusalemme'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-jWODcoAH6L4/TasEx4fCfoI/AAAAAAAAAWM/wJ6MpqoQnp4/s72-c/gerusalemme-foto2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2795161124387675400</id><published>2011-04-15T10:20:00.000+02:00</published><updated>2011-04-15T10:20:28.158+02:00</updated><title type='text'>il sacerdote: tra profezia e sacro (di Gianfranco Ravasi)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0cqS5kiGbCk/Taf_gjyDLkI/AAAAAAAAAWI/FboxJIBKMV8/s1600/Ravasi_Il-sacerdote.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-0cqS5kiGbCk/Taf_gjyDLkI/AAAAAAAAAWI/FboxJIBKMV8/s320/Ravasi_Il-sacerdote.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' uscito in questi giorni nelle librerie un intenso testo del cardinal Gianfranco Ravasi, edito nella nostra collana "FedeLmente Spiritualità" presso l'editrice Tau. Di seguito ripropongo le parole della mia Introduzione al testo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;Perché riflettere sul sacerdozio? Perché la Chiesa ha sentito persino l’esigenza di dedicare un intero anno ad approfondire il ruolo, l’identità, le peculiarità di questa vocazione? Forse perché anche il sacerdozio risente di quel disagio post-moderno, dove tutte le cose sono restaurate nel loro involucro esterno, per diventare musei da vistare, cose del passato, luoghi e ruoli che non hanno più nessuna provocazione vera per la realtà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;Il sacerdozio rischia, come ogni cosa che ha addosso secoli di storia, di diventare area protetta, recinto da salvaguardare per ciò che è stato e non per ciò che potrebbe essere oggi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;Ma un sacerdozio relegato al passato, assomiglia più al folklore di capitoli di storia ormai chiusi, che a ruolo nevralgico di sintesi, di guida, di senso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;All’opposto, però potrebbe accadere un’altra sciagura ugualmente deprecabile. Il sacerdozio potrebbe trasformarsi in un cantiere di sperimentazione, dove la filantropia e le buone intenzioni, avrebbero la meglio sulla sua profezia. Il sacerdote come sostituto di servizi sociali, come psicologo dei poveri, come organizzatore di eventi e di proteste, come protagonista principale di comunità dove Gesù è solo un etica da salvaguardare per pudore borghese, ma non è più una Persona viva da seguire e soprattutto da amare con tutto se stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;Queste pagine del Cardinale Gianfranco Ravasi, sono delle pennellate di luce in mezzo al crepuscolo del mondo contemporaneo. Sono provocazioni che, più che chiudere il discorso, fanno tornare la nostalgia di tornare a parlarne e a riflettere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;i&gt;Sono pagine nate a voce, davanti a una folla numerosa di studenti e docenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” de L’Aquila. Sono pagine nate guardando i volti di chi ha sofferto la tragedia del terremoto e cerca di spalancare gli occhi ancora una volta alla speranza.&amp;nbsp; &lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Luigi Maria Epicoco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2795161124387675400?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2795161124387675400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2795161124387675400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/il-sacerdote-tra-profezia-e-sacro-di.html' title='il sacerdote: tra profezia e sacro (di Gianfranco Ravasi)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0cqS5kiGbCk/Taf_gjyDLkI/AAAAAAAAAWI/FboxJIBKMV8/s72-c/Ravasi_Il-sacerdote.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5666804126750948912</id><published>2011-04-13T18:28:00.000+02:00</published><updated>2011-04-13T18:28:22.556+02:00</updated><title type='text'>l'assenza del "giusto mezzo"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xCQroiUiPPQ/TaXPG0dVROI/AAAAAAAAAWE/oaghemfzQ9o/s1600/1225268035803_1225211925626_sergiopremoli-gramsci-80x100-acrilicosutela-2007.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-xCQroiUiPPQ/TaXPG0dVROI/AAAAAAAAAWE/oaghemfzQ9o/s320/1225268035803_1225211925626_sergiopremoli-gramsci-80x100-acrilicosutela-2007.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana dalle idee antiquate e una generazione giovane dalle idee infantili, che cioè manchi l'anello storico intermedio: la generazione che abbia potuto educare i giovani."&lt;/i&gt; &amp;nbsp;(Antonio Gramsci)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Forse a qualcuno sembrerà eccessiva una citazione di Gramsci che ho scovato oggi leggendo. Non ho paura a riconoscere la rettitudine morale di quest'uomo che ovviamente per alcuni versi si trova agli antipodi delle mie personali opinioni e convinzioni. Ma credo che in quest'affermazione, egli abbia colto un vuoto che paghiamo ancora oggi. Viviamo in un contesto culturale con idee o troppo vecchie o troppo banali. Manca un sano realismo fatto di grandi idee e di grandi proposte, senza malinconie e senza entusiasmi da fuoco d'artificio. Io ho la fortuna di vivere con decine e decine di giovani, e posso assicurare che sentono tutti la mancanza di ideali veri per cui valga la pena vivere. E' tutto troppo superficiale, tutto troppo controllato da quelle baronie di potere di cui la nostra Italia è ostaggio. C'è bisogno di qualcuno che prepari qualcosa di nuovo, e lo faccia studiando, approfondendo, preparandosi, confrontandosi, costruendo continuamente luoghi e alternative a scenari fin troppo conosciuti. C'è bisogno che cresca il popolo di quelli che oltre a protestare sanno anche proporre. Senza soluzioni vecchie ne slogan infantili. Il valore della proposta è tenere i piedi per terra e lo sguardo che punta in alto, molto più in alto del semplice mio interesse. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5666804126750948912?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5666804126750948912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5666804126750948912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/lassenza-del-giusto-mezzo.html' title='l&apos;assenza del &quot;giusto mezzo&quot;'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-xCQroiUiPPQ/TaXPG0dVROI/AAAAAAAAAWE/oaghemfzQ9o/s72-c/1225268035803_1225211925626_sergiopremoli-gramsci-80x100-acrilicosutela-2007.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7364835469716418733</id><published>2011-04-11T12:26:00.000+02:00</published><updated>2011-04-11T12:26:07.406+02:00</updated><title type='text'>vie altre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GnA8eQuf_Cc/TaLXGscKKNI/AAAAAAAAAWA/I1kEdWc8Bo8/s1600/nebbia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://1.bp.blogspot.com/-GnA8eQuf_Cc/TaLXGscKKNI/AAAAAAAAAWA/I1kEdWc8Bo8/s320/nebbia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Il mondo è troppo complesso e interessante perché un unico modo di conoscerlo possa contenere tutte le risposte." &lt;/i&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Stephen J. Gould)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Questa acuta osservazione mi ritorna in mente questa mattina, dopo che la mia teologia, la mia filosofia e la mia ragione si sono scontrate con il respiro rantolante di una persona a cui voglio bene che sta per morire. E' un uomo di scienza, un biologo, l'autore di questa massima. Forse anche lui si sarà accorto che per quanto ci sforziamo di decifrare la complessa sapienza delle cose di cui siamo fatti e che viviamo, la ragione, con la sua logica e il suo ordine non sempre buca il velo complesso della realtà che ci sta davanti. Eppure dentro di noi continua a spingere quella voglia di capire, di comprendere, di scandagliare la vita. La verità è che dobbiamo imparare altri alfabeti, che il mondo, con il delirio della scienza e della tecnica, ha dimenticato. Sono alfabeti che non si possono scrivere nè raccontare, ma che portano dentro di te, come un paesaggio immenso, un senso di pace, diametralmente opposto alla rassegnazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7364835469716418733?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7364835469716418733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7364835469716418733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/vie-altre.html' title='vie altre'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GnA8eQuf_Cc/TaLXGscKKNI/AAAAAAAAAWA/I1kEdWc8Bo8/s72-c/nebbia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4565433896152519502</id><published>2011-04-08T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-04-08T11:56:17.367+02:00</updated><title type='text'>il buon valore del perdere</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EKMNzYaTON0/TZ7btDHWq3I/AAAAAAAAAV8/Q_UQNalkWgw/s1600/542074044.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="297" src="http://2.bp.blogspot.com/-EKMNzYaTON0/TZ7btDHWq3I/AAAAAAAAAV8/Q_UQNalkWgw/s320/542074044.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"Nella vita perdere è più necessario che acquistare. Bisogna vivere senza stancarsi, guardando avanti". &lt;/i&gt;(dal &lt;i&gt;"Dottor Zivago"&lt;/i&gt;, di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Boris Pasternak)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Quella sorta di attaccamento ai nostri programmi, a quella fetta di suolo che abbiamo stabilito essere la nostra pace, a quei calcoli troppo stretti per contenere tutta la complessità della vita; a tutto ciò dobbiamo imparare a dire addio. Distaccarci. Perdere è davvero una cosa necessaria. Se una cosa non la perdiamo difficilmente la capiamo, e sopratutto difficilmente quella cosa diventa ciò che dovrebbe essere. E' la logica della natura. Se il seme difendesse se stesso non potrebbe diventare spiga. E' proprio perdendo quella sua forma, marcendo, che diventa qualcosa d'altro. Vista in questa prospettiva, persino i nostri più atroci fallimenti, e le nostre più acute sofferenze, diventano solo dei passaggi necessari, delle "pasque", attraverso cui il venerdì santo trova finalmente un giorno senza più tramonto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4565433896152519502?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4565433896152519502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4565433896152519502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/il-buon-valore-del-perdere.html' title='il buon valore del perdere'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EKMNzYaTON0/TZ7btDHWq3I/AAAAAAAAAV8/Q_UQNalkWgw/s72-c/542074044.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6667395460072966516</id><published>2011-04-07T11:33:00.000+02:00</published><updated>2011-04-07T11:33:59.575+02:00</updated><title type='text'>Sveglie notturne</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-w4LEvoyKMhA/TZ2E36ukiWI/AAAAAAAAAV4/1YsesheAUC4/s1600/dal-giorno-alla-notte.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-w4LEvoyKMhA/TZ2E36ukiWI/AAAAAAAAAV4/1YsesheAUC4/s320/dal-giorno-alla-notte.jpg" width="319" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;"In un mondo dove tutti pensano soltanto a mangiare e a far quattrini, a divertirsi e a comandare, è necessario che vi sia ogni tanto uno che rinfreschi la visione delle cose, che faccia sentire lo straordinario nelle cose ordinarie, il mistero nella banalità, la bellezza nella spazzatura- È necessario uno svegliatore notturno- che smantelli per dar posto alla luce." &lt;/i&gt;(Giovanni Papini)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Le intense parole di questo dimenticato e trascurato scrittore italiano, mi fanno tornare alla mente il ruolo della profezia. Forse perchè in questi giorni mi pare di vedere molta notte e poca luce. Mi pare di vedere troppa gente ripiegata a "mangiare e a far quattrini, a divertirsi e a comandare", e quando ciò capita la speranza un po vacilla. In tanta spazzatura che abita questi tempi è difficile non sentirsi tentati di adeguarsi al panorama. Ma poi ti guardi dentro e ti dici: ciò mi farà davvero felice? Ovviamente no. E allora ricomincia l'attesa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6667395460072966516?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6667395460072966516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6667395460072966516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/04/sveglie-notturne.html' title='Sveglie notturne'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-w4LEvoyKMhA/TZ2E36ukiWI/AAAAAAAAAV4/1YsesheAUC4/s72-c/dal-giorno-alla-notte.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3234939646154963586</id><published>2011-02-27T16:05:00.001+01:00</published><updated>2011-04-07T11:39:24.461+02:00</updated><title type='text'>www.centrogravita.it</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-1EpRbQSR2_Q/TWpn4t-V0wI/AAAAAAAAAV0/MmrK6RUbgzc/s1600/top.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="60" src="https://lh6.googleusercontent.com/-1EpRbQSR2_Q/TWpn4t-V0wI/AAAAAAAAAV0/MmrK6RUbgzc/s320/top.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Vi aspettiamo in tanti www.centrogravità.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3234939646154963586?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3234939646154963586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3234939646154963586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/02/wwwcentrogravitait.html' title='www.centrogravita.it'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-1EpRbQSR2_Q/TWpn4t-V0wI/AAAAAAAAAV0/MmrK6RUbgzc/s72-c/top.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4525514733991749795</id><published>2011-02-19T13:04:00.000+01:00</published><updated>2011-02-19T13:04:28.391+01:00</updated><title type='text'>e ancora cambioooooooo!!!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jfMVkFW2blg/TV-xsZrWZUI/AAAAAAAAAVw/gS2G8VwbVn4/s1600/Ritorno+a+casa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="275" src="http://4.bp.blogspot.com/-jfMVkFW2blg/TV-xsZrWZUI/AAAAAAAAAVw/gS2G8VwbVn4/s320/Ritorno+a+casa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;il blog cambia ancora.&lt;br /&gt;Tra qualche giorno sarà messo online un nuovo portale www.centrogravita.it.&lt;br /&gt;Lì i diversi autori di questo blog "fatto in casa" scriveranno con un pò più "professionalmente" per animare un nuovo webgiornale &amp;nbsp;e una nuova web TV.&lt;br /&gt;E questa "casa" di Parresia, tornerà a diventare un monolocale per i miei flussi di coscienza :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4525514733991749795?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4525514733991749795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4525514733991749795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/02/e-ancora-cambioooooooo.html' title='e ancora cambioooooooo!!!'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jfMVkFW2blg/TV-xsZrWZUI/AAAAAAAAAVw/gS2G8VwbVn4/s72-c/Ritorno+a+casa.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2008064598194198845</id><published>2011-02-13T17:58:00.004+01:00</published><updated>2011-02-13T18:06:57.567+01:00</updated><title type='text'>Lettera a te, poeta dell'ombra/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GzvL5tXqydA/TVgN5c6ypKI/AAAAAAAAAHY/lTieC9OLkEU/s1600/Vocazione%2Bdi%2BSan%2BMatteo%2B%2528part.%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GzvL5tXqydA/TVgN5c6ypKI/AAAAAAAAAHY/lTieC9OLkEU/s400/Vocazione%2Bdi%2BSan%2BMatteo%2B%2528part.%2529.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573219819537474722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Garamond;font-size:180%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 25px;font-size:17px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Garamond;font-size:180%;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Cos’è la nostra storia senza noi? Chi potrà assumersi l’onere di compilare le righe lasciate in bianco per noi se non noi stessi? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;E allora ti rialzi col viso impolverato, gli abiti sgualciti, le mani solcate dalle brecce che hai urtato su quella strada. La tua. Di nessun altro se non tua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Quella polvere che ti filtra negli alveoli li comprime, li affatica; è la polvere della tua crescita e del tuo sperimentare ogni giorno l’evoluzione umana a cui sei chiamato. Non è altro che l’occasione di una rilettura del tuo percorso, nulla più dell’occasione privilegiata di scavarti dentro per capire cosa è meglio lasciare lì, su quella terra dove ruspa il mediocre e l’infero, per rialzarsi e guardare in alto dove gravita la tensione della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;&lt;span style="mso-tab-count:1"&gt;            &lt;/span&gt;E in quei momenti mi vieni alla mente tu, lontano amico lombardo, che di cadute sei stato maestro e del disprezzo del tuo tempo hai saputo filtrare l’inaspettato stupore della vita fino a rialzarti per l’ultima volta sotto il peso lancinante del febbricitante calore che ti ha spento. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Penso a te, alle tue giornate, al cotone teso e alle luci scavate nell’ombra delle maestose tele brune. E ti sento vicino in quella comunione d’anime che non teme il salto di quattro secoli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;&lt;span style="mso-tab-count:1"&gt;            &lt;/span&gt;Ho iniziato a scrivere di te, di quella straordinaria esperienza di vita che è stato il tuo disordine del vivere, di quella personale dialettica antitetica che permette al tuo nome di incidersi sui cippi delle strade di chi come te ha scelto l’arte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;&lt;span style="mso-tab-count:1"&gt;            &lt;/span&gt;Penso a chi ti ha protetto e a chi ti ha accusato. A chi mi protegge e a chi mi accusa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Fermo nei tuoi principi andasti avanti nonostante il continuo tentativo di repressione che il tuo tempo imponeva. Per questo ti penso. Perché hai creduto in te fino alla fine, fino al compimento naturale dei tuoi trentanove anni, rinnegando mai quel poetico sentore che brulicava nelle tue vene. E per non aver disdegnato l’idea di un Dio “possibile”. Anche per questo penso a te. Oggi, come ieri e come domani, poeta dell’ombra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;line-height:12.0pt"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Michelangelo Merisi detto il &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Caravaggio&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;line-height:12.0pt"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: Arial"&gt;Vocazione di San Matteo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;, olio su tela, 1599 (part.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;line-height:12.0pt"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; font-size: medium; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2008064598194198845?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2008064598194198845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2008064598194198845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/02/lettera-te-poeta-dellombra2.html' title='Lettera a te, poeta dell&apos;ombra/2'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GzvL5tXqydA/TVgN5c6ypKI/AAAAAAAAAHY/lTieC9OLkEU/s72-c/Vocazione%2Bdi%2BSan%2BMatteo%2B%2528part.%2529.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8127782018781899664</id><published>2011-01-17T20:34:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T20:37:36.373+01:00</updated><title type='text'>sarò da Te, domani...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TTSZ6vYrRSI/AAAAAAAAAHM/_csnnC_X0-I/s1600/GRAZIE.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TTSZ6vYrRSI/AAAAAAAAAHM/_csnnC_X0-I/s400/GRAZIE.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563240674140833058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Uno che crede alla rinascita della sua città non è un folle. Non può esserlo. Non è un mero sognatore perso in idiomi consumati, né un illuso o un perditempo… è chi non rinuncia a credere che nella vita tutto può essere possibile e per ogni dolore, anche il più atroce, si accende un riscatto pronto a realizzarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;E penso a te, amata città. A te che nell’inflettersi delle tue architetture non hai mai smesso di custodire i miei sogni, quelli dei giorni più belli, quando passando ti toccavo negli intonaci e osavo perdermi nella straordinarietà e l’eleganza che da secoli disegnano gli attacchi al cielo dei tuoi cornicioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Penso a te che oggi piangi i tracolli delle pietre, l’esplosione dei vetri, la violenza dei portali spalancati e il sapore acre che risale gli antihi pozzi dei secolari cortili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Ti penso. Stasera. Con la stessa intensità di quella notte che ci divideva, che metteva me al sicuro lasciandoti sola nel trasalire del lapideo pianto che alle poderose murature infliggeva l’avarizia di una terra che non accennava a fermarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Ti penso. Stasera. Come un tempo mi perdevo nel biancore ambrato che i raggi occidentali riflettevano nei ricami delle magniloquenti fronti trecentesche, o come sentivo nel cuore il riflesso vitale dei tocchi alla sera del tuo giorno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Ti penso. Stasera. Con quella voglia di tornare a camminarti, ad abbracciarti perso nell’incanto degli attimi di luce, degli angoli di storia che mi han chiamato ad essere chi sono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Domani, se Dio vorrà, sarò da te. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Su quella piazza di ricordi ormai lontani ti riconoscerò nella mia storia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Non sono un folle, o un mero sognatore perso in idiomi consumati, né un illuso o un perditempo… sono chi non rinuncia a credere che nella vita tutto può essere possibile e per ogni dolore, anche il più atroce, si accende un riscatto pronto a realizzarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Sono chi sono. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;E grazie al tuo coraggio, alla tua attesa, alla tua volontà non cesseranno i battiti della grande sfida che ci attende.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Saprai riscrivere la nostra storia. Qui. Adesso. Insieme.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8127782018781899664?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8127782018781899664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8127782018781899664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/saro-da-te-domani.html' title='sarò da Te, domani...'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TTSZ6vYrRSI/AAAAAAAAAHM/_csnnC_X0-I/s72-c/GRAZIE.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1085438529663762776</id><published>2011-01-13T11:51:00.002+01:00</published><updated>2011-01-13T11:53:09.770+01:00</updated><title type='text'>Pecunia non olet: neppure 2000 anni dopo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Arial"&gt;La maxi truffa sui bagni chimici dell’emergenza aquilana&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-style: normal; "&gt;&lt;img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTTPlKHsvSHgLB3jdRmYBYg2QnSHPO2yFrR8DP77Mw0oPmm4cUQvw" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Dalla storia si impara. Eccome. Basta, evidentemente, saperla leggere e, laddove possibile, riproporre tecniche ed espedienti che, seppur vecchi di 2000 anni, conservano ancora intatta la propria efficacia. Lo dimostra l’ultimo dossier di &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Libera&lt;/i&gt;, che chiarisce i contorni di una truffa dalle dimensioni inaudite e impensabili: quella sull’utilizzo dei bagni chimici utilizzati nell’emergenza del terremoto aquilano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Leggendo i dati, del resto, si comprende, forse, perché certi personaggi non hanno esitato un secondo a tuffarsi in questi investimenti. I soldi che giravano, nei giorno seguenti al 6 Aprile 2009, intorno all’affare dei gabinetti pubblici sono una montagna. Un quarto della spesa totale prevista per la prima emergenza post-sisma. E questo scandalo porta prepotentemente alla luce anche un altro innegabile dato, anch’esso inquietante, e cioè che non s’è dovuto attendere, a L’Aquila, l’avvio della (ri)costruzione per vedere infiltrazioni malavitose. La speculazione ha riguardato anche gli istanti immediatamente successivi alle 3 e 32 di quella fatidica notte: gli istanti dell’emergenza nazionale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Ma per comprendere a pieno la natura dello scandalo, bisogna risalire addirittura a prima del terremoto. Ben quattro anni prima. È il maggio del 2005, infatti, quando &lt;st1:personname productid="la Protezione Civile" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Protezione" st="on"&gt;la Protezione&lt;/st1:personname&gt; Civile&lt;/st1:personname&gt; assegna alla ditta SEBACH, con il contratto numero 535, l’appalto riguardo al noleggio dei Bagni Chimici in situazioni di emergenza. Appalto scaduto nel maggio del 2008 e subito rinnovato fino a marzo 2010. Appalto, però, su cui s’allungano ombre scure, dal momento che sembra violare le normative nazionali e comunitarie sugli appalti pubblici. E proprio su questo punto una ditta concorrente ha presentato ricorso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il 6 aprile arriva il terremoto, a L’Aquila, e con lui parte la rincorsa frenetiche delle varie ditte per aggiudicarsi la gestione dei servizi igienici nelle tendopoli. E si capisce subito che l’affare fa gola a molti concorrenti. Se ne accorge, immediatamente, proprio &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Libera&lt;/i&gt;, che nel maggio del 2009 segnala strani sabotaggi alle pompe di espurgo di alcune ditte, e diversi contatti tra le varie ditte e i responsabili della Protezione Civile allo scopo di gonfiare le fatture, nell’ambito di quella che si potrebbe ribattezzare come la &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;guerra dei cessi&lt;/i&gt;, finalizzata a definire le gerarchie delle varie aziende interessate agli appalti. Perché, se la materia del contendere pura e semplice non dev’essere troppo nobile – i cessi, appunto – i ricavi che se ne possono trarre sono piuttosto cospicui. E &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;pecunia&lt;/i&gt;, appunto, &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;non olet&lt;/i&gt;!&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Al di là del guadagno immediato, che nasce direttamente dalla gestione dei servizi chimici nei vari campi, è anche un altro l’interesse delle ditte ad aggiudicarsi quell’appalto: quello di poter sversare alcuni liquami nocivi, spacciandoli per residui organici, nei fiumi e nei canali, falsificando le bolle di trasporto. E a vincere la guerra, a quanto pare, sono per lo più aziende che da anni collaborano con &lt;st1:personname productid="la Protezione Civile" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Protezione" st="on"&gt;la Protezione&lt;/st1:personname&gt; Civile&lt;/st1:personname&gt; nell’ambito dell’emergenza rifiuti in Campania. Ma tu guarda le coincidenze, alle volte…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Ad analizzare le cifre della truffa, poi, si capiscono meglio le proporzioni della speculazione. E sono cifre da capogiro. Il numero dei bagni chimici impiegati nelle tendopoli ammonta a 3600, per una spesa di 79 euro ciascuno al giorno. Che fanno 8 milioni di euro al mese. Poi alcuni gabinetti chimici vengono ritirati e appaiono, nei campi, i box bagno-docce in dotazione al Ministero dell’Interno. Stando ai dati della polizia giudiziaria, sarebbero 1600 i bagni chimici di troppo: per un totale di 3 milioni e 800 mila euro al mese. Soldi che, mai come in questo caso, sono stati buttati nel cesso, perché sono soldi tolti alla ricostruzione. Quasi ventitre milioni di euro nei sei mesi dell’emergenza: denaro col quale, tanto per fare un esempio, sarebbe stato possibile costruire MAP (moduli abitativi provvisori) per 460 famiglie aquilane. Quattrocentosessanta famiglie senza più un tetto private del loro sacrosanto diritto di vedersi consegnato un alloggio. Ecco i miracoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Ma non è tutto. La macchia della speculazione, e quindi degli sprechi, s’allarga anche sugli altri bagni. &lt;st1:personname productid="la Protezione Civile" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Protezione" st="on"&gt;La Protezione&lt;/st1:personname&gt;  Civile&lt;/st1:personname&gt;, infatti, ne avrebbe ordinati 4000, poi scesi a 3200, al prezzo quotidiano di 19,50 euro l’uno, iva esclusa. Tale costo prevedeva, ogni giorno, un ciclo di pulizia per ogni bagno. Però &lt;st1:personname productid="la Protezione Civile" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Protezione" st="on"&gt;la Protezione&lt;/st1:personname&gt; Civile&lt;/st1:personname&gt; ha preteso che si effettuassero ben quattro espurghi quotidiani. Almeno stando alle fatture, che parlano di un costo lievitato fino a 46,50 euro (iva esclusa). Ma pensare che si siano effettuati davvero tutti questi cicli di espurgo dei bagni chimici è un’assurdità. Basterebbe chiedere a chi nelle tendopoli c’è stato, per capirlo. Oppure, in alternativa, per svelare la truffa, è sufficiente fare due conti. Quattro espurghi al giorno per ogni bagno significa che, ogni giorno, ciascun gabinetto veniva liberato di &lt;st1:metricconverter productid="800 litri" st="on"&gt;800 litri&lt;/st1:metricconverter&gt; di liquami. Che, moltiplicati per 3200 (il numero dei bagni richiesti dalla Protezione Civile) e divisi per il numero degli sfollati nei campi (35 mila nei peridi di massima presenza), fanno &lt;st1:metricconverter productid="73 litri" st="on"&gt;73  litri&lt;/st1:metricconverter&gt; giornalieri di escrementi, liquidi e solidi, procapite. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Dovevano davvero avere la digestione pesante, questi aquilani. Sarà stata (chissà?), la paura per lo shock subito. Oppure sarà che, come spiegò circa due milleni fa l’imperatore Vespasiano a suo figlio Tito – che gli chiedeva: “Papà, ma sei matto a mettere una tassa pure sui cessi?” – pecunia non olet. Mai. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTCYs1oOAuB2dom8cqtOKT9JToxbGOPoU92Q9lqdNOGUlSh9S6d5Q" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1085438529663762776?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1085438529663762776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1085438529663762776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/pecunia-non-olet-neppure-2000-anni-dopo.html' title='Pecunia non olet: neppure 2000 anni dopo'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7135704839518798345</id><published>2011-01-10T22:46:00.004+01:00</published><updated>2011-01-10T23:22:53.226+01:00</updated><title type='text'>a(b)braccio</title><content type='html'>Scelgo di scrivere questo post libero dall'associare un'immagine che rischierebbe di divenire "di repertorio", e in questo momento abbiamo necessità di emozioni autentiche che si svincolano, per quanto possibile, da riflessi di contaminazioni iconiche.&lt;br /&gt;Lo scrivo per dare spazio a quella sensazione di dolore che provo da ore, un dolore che sfuma nel disgusto verso la mediocrità e l'arroganza di talune osservazioni propagandistiche che veicolano, per l'amara attitudine a scindere il nord dal sud, l'idea di un regionalismo divisionista.&lt;br /&gt;Sentirsi definire "un peso" per la nazione, una sorta di relitto arenato che attende soltanto di essere riscattato  dall'intervento di chissà quale capitano di coperta, o ancora peggio un mozzo, non può e non deve lasciarci indifferenti. Considero un povero sprovveduto decerebralizzato colui che di umano non può avere altro che l'aspetto, per il resto solo la bestialità emotiva può candidarsi ad essergli sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante mi accompagni questa sensazione di rifiuto, di rigetto e di sgomento, ho deciso di non dar corpo alle mie sensazioni per non correre il rischio di (s)cadere nelle spire del qualunquismo ideologico di frasi fatte e costrutti lessicali troppo lontani dal mio modo di approcciare le situazioni in cui mi sento chiamato in causa insieme alla mia città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ho trovato i natali, ho imparato a camminare per quei vicoli, ho imparato a rispettarla ed amarla per la straordinarietà di una magniloquenza artistica sottesa nell'elegante stravaganza di un carattere introverso ma fiero, caparbio, coraggioso. La mia città è stata per sette secoli, e lo è tuttora benché ferita, custode del nostro passato, avamposto delle speranze di noi suoi giovani figli, trampolino di lancio delle nostre ambizioni.&lt;br /&gt;Voglio ricordarla così, con la tenerezza di un abbraccio dispiegato lungo il profilo della cinta muraria, con gli occhi lucidi e il cuore ricolmo di una gioia autentica per averla vissuta pienamente anche solo  trent'anni.&lt;br /&gt;Voglio portarmi nel cuore, ogni giorno, la meravigliosa sensazione che ho provato stasera nel percorrerla in macchina come volessi difenderla dagli attacchi trasversali di un meschino paroliere, e portare con me la speranza di poterla un giorno, come non più da ventuno mesi, riattraversare col naso all'insù tornando ad incantarmi, perso nella straordinarietà dei suoi attacchi al cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Aquila saprà custodire il sogno che è in ognuno di noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7135704839518798345?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7135704839518798345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7135704839518798345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/abbraccio_10.html' title='a(b)braccio'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6589262310567469117</id><published>2011-01-08T16:53:00.001+01:00</published><updated>2011-01-08T16:54:29.040+01:00</updated><title type='text'>L'amato (scampoli d'omelia nella festa del battesimo del Signore)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSiIZVoKgzI/AAAAAAAAAVo/Tt6VzeUq0lg/s1600/battesimo-vip-colored.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSiIZVoKgzI/AAAAAAAAAVo/Tt6VzeUq0lg/s320/battesimo-vip-colored.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.&lt;br /&gt;Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.&lt;br /&gt;Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento»&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;C’è un salto temporale lunghissimo che separa il Natale dalla giornata sulle sponde del fiume Giordano descritta nel vangelo di oggi. Eppure questi due eventi separati da una trentina d’anni sono strettamente collegati tra di loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="more-3477"&gt;&lt;/span&gt;Questo collegamento è nella rivelazione pubblica che dal cielo discende su Gesù mentre è battezzato in quelle acque come un peccatore qualunque. E’ li che inizia la sua salita verso Gerusalemme, verso il calvario, verso la croce. E’ proprio da quelle acque sporche dei peccati di tutti coloro che si erano fatti battezzare da Giovanni il Battista che Gesù inizia il suo ministero pubblico. Ma egli ha qualcosa che lo rende diverso da tutti. Egli ha addosso un segreto che col tempo sarà compreso da tutto il mondo. E questo segreto non è un super potere, nè un ragionamento convincente, nè un miracolo sensazionale da lasciar tutti a bocca aperta. Questo segreto è nelle parole del Padre:&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;«Questi è il Figlio mio, l’&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;amato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;: in lui ho posto il mio compiacimento»&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;. Gesù è forte perchè si sente amato. La forza di Gesù sta nel fatto che il Padre lo ama, si fida di Lui. Non basta che Egli ami se stesso, che sia intelligente, che abbia una buona salute, che sappia cosa fare anche nelle situazioni più difficili. L’unica cosa che farà rimanere Gesù protagonista della sua storia è questo Amore del Padre che si sente addosso. Senza l’amore non riusciamo nemmeno ad alzarci dal letto la mattina. Se non ci sentiamo amati tutto diventa pesante, impossibile, impraticabile, grigio, triste. L’amore è quella “benzina” che alimenta il viaggio della nostra vita. E questo Amore è contemporaneamente verticale ed orizzontale. Orizzontale perchè questo amore è fatto da chi ci sta intorno, da chi vive e condivide con noi la nostra vita. Ma è anche e sopratutto verticale perchè viene direttamente da Dio e passa attraverso quella vita concreta ma così trasparente che è la vita spirituale. Se dalla preghiera, dai sacramenti, dalla messa, dalla lettura della parola di Dio, dall’adorazione, e da ogni altra cosa che riguarda la nostra fede noi non usciamo con addosso questo amore, allora c’è qualcosa che non funziona. L’amore non ti coccola sempre. Chi ti ama a volte di consola, a volte di rimprovera, a volte di aiuta, a volte ti corregge, ma certamente non ti lascia mai veramente solo. E anche quando senti di esserlo, il solo ricordo ti da la forza di osare comunque (come capitò a Gesù nel Getsemani e sulla croce). Ma il vero problema sta nel trovare veramente questo amore. Per sentirsi amati bisogna fondamentalmente amare. Solo in questo dare, pian piano cominciamo anche a ricevere. Se aspettiamo di ricevere per poi dare, passeremo tutta la vita a mollo nelle acque del Giordano. Se vuoi ricevere qualcosa devi darla per primo. Questa consuetudine, questa “buona abitudine”, che i filosofi chiamavano “virtù” (forza), è l’inizio del sentirsi davvero amati. Gesù da tutto se stesso, per questo cresce in Lui il sentirsi una sola cosa con il Padre. E questo sentirsi una sola cosa con il Padre diventa anche il motivo per continuare a dare totalmente se stesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Andare alle radici del nostro battesimo significa riscoprire che sotto sotto, perchè tutto funzioni, c’è bisogno dell’amore. Il resto ne è solo una conseguenza…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;(la vignetta è di don Giovanni Berti&amp;nbsp;&lt;img alt=":-)" class="wp-smiley" src="http://www.egioiasia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" style="background-attachment: initial !important; background-clip: initial !important; background-color: initial !important; background-image: none !important; background-origin: initial !important; background-position: initial initial !important; background-repeat: initial initial !important; border-bottom-left-radius: 3px 3px; border-bottom-right-radius: 3px 3px; border-bottom-style: none !important; border-bottom-width: 1px; border-color: initial !important; border-color: initial; border-left-style: none !important; border-left-width: 1px; border-right-style: none !important; border-right-width: 1px; border-style: initial; border-top-left-radius: 3px 3px; border-top-right-radius: 3px 3px; border-top-style: none !important; border-top-width: 1px; border-width: initial !important; float: none; margin-bottom: -1px; margin-left: 1px; margin-right: 1px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px !important; padding-left: 0px !important; padding-right: 0px !important; padding-top: 0px !important;" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6589262310567469117?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6589262310567469117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6589262310567469117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/lamato-scampoli-domelia-nella-festa-del.html' title='L&apos;amato (scampoli d&apos;omelia nella festa del battesimo del Signore)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSiIZVoKgzI/AAAAAAAAAVo/Tt6VzeUq0lg/s72-c/battesimo-vip-colored.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-97527164860364285</id><published>2011-01-07T23:22:00.001+01:00</published><updated>2011-01-07T23:24:46.494+01:00</updated><title type='text'>la forza dei minori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSeSZ-ScPxI/AAAAAAAAAHE/9z_GuGZZ-YY/s1600/formica.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 308px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSeSZ-ScPxI/AAAAAAAAAHE/9z_GuGZZ-YY/s400/formica.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559573239926898450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Stasera vorrei raccogliermi in chiusa di giornata a riflettere su uno degli aspetti poco frequentati negli ultimi mesi, ma che mi riprometto da tempo di toccare nel panorama di questa lettura tutta personale delle imponenti firme dell’arte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;E vorrei farlo così, dedicando questo post all’emblema di quella straordinaria rete relazionale che le arti, attraverso i secoli, hanno saputo tessere con pregevoli quanto spontanei risultati, ammettendo la necessaria dialettica delle singole espressioni a ricucire i palpiti di un lessico “rinnovabile” che per molti, ahimè, resta ancora confinato nella leziosità di territori insondabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;L’anagrafica degli artisti è cosa di indubbio fascino, è essa stessa una forma d’arte, una forma di espressione, una provocazione intellettiva che nasce dal sentire dentro il desiderio di un’eclissi dal mondo reale per proiettarsi altrove. E ne riscopro uno per tutti, stasera, che spesso mi è tornato alla mente in questi giorni, sentendolo particolarmente vicino, col suo straordinario portato culturale pieno di senso, ma comunque costantemente chiamato dalla storiografia a fermarsi un passo indietro rispetto ai sommi suoi contemporanei. Pietro da Cortona, terzo alle imponenti firme di Bernini e Borromini, straordinario interprete dell’asse barocco consumato tra la corte papale dei Barberini e le spinte compositive dei natali aretini.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;   &lt;/span&gt;Un po’ il ruolo del principe consorte di Edimburgo a confronto col passo di Elisabetta II.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Voglio soffermarmi così, soltanto un attimo, per ricordare e ricordarmi il valore dei “minori” e l’impronunciabile forza che in loro si manifesta attraverso un lavoro silenzioso, meno rumoroso dei coevi, meno “croccante” volendo riscoprire uno degli idiomi più cari alla critica. E concentrarmi per un attimo ad ascoltare il senso profondo dell’essere “minore”, dell’esserci comunque, spesso inconsapevolmente, sovente cosciente, a giocare il ruolo della voce &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;sorella&lt;/i&gt; alle magniloquenti sonorità dei contemporanei.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;La storia dell’arte è fatta di tanti nomi “minori” che si dispongono a corollario delle poderose genealogie, distribuendosi più o meno uniformemente nelle diverse correnti. In loro si concreta quel tessuto connettivo che lascia parlare i “verbi” cromatici, scultorei e architettonici più alti e fa sì che si sostenga il palinsesto creazionistico dell’Arte suprema nella trasposizione fisica delle imponenti provocazioni estetiche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:150%;font-family:Garamond"&gt;Minore, in ambito artistico, non vuol dire inferiore. Essere minori è partecipare a scrivere le interminabili pagine di questo meraviglioso libro accollandosi la responsabilità di interpretare la passione lontano dai clamori, dove non respirano i suoni delle coorti o i privilegi di un mecenatismo appagante. È rendere ancora possibile il tentativo di un recupero, seppur da lontano e senza volerlo, dei valori di una serietà naturale. Un po’ come la formica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-97527164860364285?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/97527164860364285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/97527164860364285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/la-forza-dei-minori.html' title='la forza dei minori'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSeSZ-ScPxI/AAAAAAAAAHE/9z_GuGZZ-YY/s72-c/formica.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3052580365135039398</id><published>2011-01-06T18:08:00.001+01:00</published><updated>2011-01-06T18:12:20.569+01:00</updated><title type='text'>Quando il passato non è remoto ma presente</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSX3DNDsRUI/AAAAAAAAAVk/0vrblTTLuK4/s1600/La+Messa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSX3DNDsRUI/AAAAAAAAAVk/0vrblTTLuK4/s320/La+Messa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ho una certa ritrosia alle feste come compleanni, onomastici e roba varia. Non mi piacciono molto le feste degli auguri che mi riguardano, ma ce ne una che attendo ogni anno come un bambino che attende la notte di Natale, ed è questo giorno dell'Epifania. Forse a qualcuno gli verrà in mente la "befana", ma il motivo è molto più profondo dei carboni e delle caramella. In questo giorno solenne della Chiesa, sei anni fa fui ordinato sacerdote. Non smetto di considerare questo giorno come un giorno di grazia, gratuito, immeritato. &amp;nbsp;Più vado avanti più mi accorgo che sono un vaso di creta sproporzionato a ciò che porto dentro. E ciò mi rende infinitamente grato...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;"Il sacerdozio è quindi non semplicemente «ufficio», ma sacramento: Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore. &lt;b&gt;&lt;i&gt;Questa audacia di Dio, che ad esseri umani affida se stesso; che, pur conoscendo le nostre debolezze, ritiene degli uomini capaci di agire e di essere presenti in vece sua - questa audacia di Dio è la cosa veramente grande che si nasconde nella parola «sacerdozio»&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Che Dio ci ritenga capaci di questo; che Egli in tal modo chiami uomini al suo servizio e così dal di dentro si leghi ad essi: è ciò che in quest'anno volevamo nuovamente considerare e comprendere. Volevamo risvegliare la gioia che Dio ci sia così vicino, e la gratitudine per il fatto che Egli si affidi alla nostra debolezza; che Egli ci conduca e ci sostenga giorno per giorno." (Benedetto XVI)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family: Arial; font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3052580365135039398?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3052580365135039398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3052580365135039398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/quando-il-passato-non-e-remoto-ma.html' title='Quando il passato non è remoto ma presente'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TSX3DNDsRUI/AAAAAAAAAVk/0vrblTTLuK4/s72-c/La+Messa.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2905046197853444971</id><published>2011-01-03T23:14:00.009+01:00</published><updated>2011-01-05T18:32:31.593+01:00</updated><title type='text'>(del)la Bellezza...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSJMjDVKolI/AAAAAAAAAG8/O5Zhgy7qoj0/s1600/mano.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558089055201829458" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSJMjDVKolI/AAAAAAAAAG8/O5Zhgy7qoj0/s400/mano.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Lontano dal frenetico incalzare delle ore alle quali la mia vita si affida per buona parte della giornata protocollando volti, suoni, strette di mano, lettere che somigliano a volte a veri e propri componimenti letterari, e perché no mail che in talune circostanze mi ricordano l’eccessiva borghesia delle mie abilità comunicative a tal punto da scuotermi il sistema nervoso come s’inverte lo zucchero in pasticceria, mi appresto a rispolverare l’accademico conversare da cui non esce completamente indenne la formazione che ho scelto di seguire, e nelle cui strade persevero auspicando che il mio respiro cessi senza averne mai rinnegato le spinte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Trentadue anni son pochi per trarre le somme di un discorso, sono comunque abbastanza per avere il coraggio di puntare lo sguardo in una direzione, sciegliendola e lasciandosi pervadere nel profondo fino a sentire il ticchettìo delle piccole goccioline che scintillano come lucciole a illuminare un viale d’estate, lontano dai colori assordanti dei boulevard cittadini ove, ahimè, troppo spesso respira un gelido brinato qualunquismo sociale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Trentadue anni posson comunque bastare a sciogliere il nodo di una vocazione. La mia. E voglio scioglierlo così, attraverso questa opportunità di condivisione che mi è stata offerta, e senza troppi orpelli scendere fin nel profondo di una concettualizzazione sovente dal sapore cattedratico -un po’ il mio stile, lo riconosco- sempre aperta a non cedere al compromesso ideologico del nostro tempo, un compromesso farmacologico e non educativo, il cui slogan reciterebbe “curare un terminale è più conveniente che prevenirlo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Un recente studio sulle abilità coloristiche del Caravaggio rivela che il maestro apprendesse direttamente dalla natura gli strumenti coi quali “investigare”, dall’interno, la complessa tela semantica dei fenomeni elettromagnatici legati alle onde luminose emesse da alcuni insetti, conoscendone a tal punto le potenzialità da brevettare una polvere di coleotteri distillati ed essiccati che aggiunta alla biacca gli consentisse di tracciare gli accenni salienti della composizione, assicurandosi così la possibilità non solo di raggiungere l’apice di una luminosità disarmante come quella che ancora oggi ammiriamo, ma di lavorare al buio senza soccombere alla distorsione prospettica che l’assenza di luce comporta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Se non chiamiamo “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;bellezza&lt;/b&gt;” questo atteggiamento osmotico dell’uomo nel sentirsi rapito fin negli organi vitali dalle spinte compositive di un fare attraverso il quale Dio stesso attua l’insondabile palinsesto creazionistico, servendosi delle migliori intelligenze e lasciando alla storia il ruolo di contenitore d’eccellenza di un incontro tra l’umano e il divino, non riuscirei a rintracciare sufficienti contenuti a sostegno di questo post!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Come Caravaggio in tanti, nel corso dei secoli, spesso morendo senza aver riconosciuto la straordinarietà di certi gesti rivoluzionari o la forza evocatrice di una strumentazione “in prestito”, hanno disegnato di forme, colori e parole quello straordinario concetto cui l’uomo stesso instancabilmente anela dall’attimo in cui il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiat lux&lt;/i&gt; risuonò nelle verginali valli dell’universo cosmico a lanciare il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;la&lt;/i&gt; di questa avventura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;La tensione nervosa dell’uomo pensante è nel ricercare la bellezza, nel farla propria, nello scavare a fondo accettando di soffrire, spesso morire, tra le strade di un soffocante qualunquismo espressivo. Ricercare la bellezza è accettare il conto che si paga con la storia, è sperimentare le scoscesità di un percorso sempre in salita che non ammette andamenti pianeggianti ai quali soltanto il ruspare a terra riconsegna un appagamento effimero e del tutto estraneo alla natura della ricerca stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Il concetto di bellezza è aulico, poetico, estetico, disarmante nella sua complessità eppure straordinariamente essenziale nel portato emozionale che si prefigura l’attimo prima di afferrarlo. Perché, sia chiaro, la bellezza esiste e si raggiunge. Quel che non esiste è la possibilità di riconoscerla alienandosi da quanto di fisiologico, direi spontaneo, essa stessa ammette per carattere: la proporzione significante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;E se la trattatistica cinquecentesca sperimentò l’approccio accademico nel riordinare quanto posto sul tavolo del dibattito dalla poderosa statuaria ellenica piuttosto che l’enciclopedica oratoria latina per la quale Vitruvio sostenne la tesi maggiormente accreditata dalla letteratura in materia, è nella riconsegna secolare di uno straordinario affascinante terrore che si nasconde l’impalcato fenomenico della ri-scoperta del concetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Aemulatio, sed non Imitatio &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;è il fondamento albertiano di un atteggiamento squisitamente classicista che approda nella monumentale opera dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;De Pictura, Statua e Re Aedificatoria&lt;/i&gt; alla quale l’illustre poeta del Rinascimento dedicherà gli anni della maturità per fissare miliarmente uno dei maggiori contributi storiografici che l’arte conosce e che sarà lì pronto a fondare le basi per l’altra grande sfida letteraria, di qualche decennio più giovane, che il francescano Luca Pacioli dedicherà alla corte sforzesca all’alba del secolo decimosesto raccogliendo gli sforzi ideologici nelle pagine del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;De Divina Proportione&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;E da qui vorrei partire per riflettere sulla centralità di quella componente, per taluni aspetti matematica, che gioca il ruolo del midollo spinale per la bellezza. In assenza di proporzione delle parti la bellezza è condannata a muoversi brancolando nel buio su una sedia a rotelle sospinta da un barelliere mercenario che si nutre delle sventure altrui alienandosi, in nome di un lauto compenso, dalla minima forma di coinvolgimento emotivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;La bellezza non ha età non nel senso cronologico dell’umano pensiero, quanto piuttosto nel recupero dell’eterna giovinezza di un atteggiamento spirituale che nei secoli ha saputo trovare espressione attraverso forme e materie diverse preservando, inalterata, la forza evocatrice della proporzione che chiamo significante. Significante perché capace di sopravvivere agli attacchi trasversali della mediocrità con la quale troppo spesso si è cercato di innalzare cartapeste inconsistenti di effimera illusione estetica capace di sostenere soltanto se stessa fino all’incalzare della pioggia che, puntualmente, scioglie le colle viniliche e lascia cadere a terra il cartaceo disfatto e dilavato smascherando l’esile armatura metallica, unica superstite di una lotta ad armi impari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt; La bellezza la si riconosce perché parla nel silenzio e lascia che di noi sperimentiamo il lato migliore di una sensorialità emozionante. Sa scrivere di parole incancellabili, sa incidere d’argenteo bulino le vergini crete che lo stupore fisserà in ceramici alfabeti, sa estendere oltre i confini trincerati del nostro istinto cautelativo i tratti autentici della commozione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;La bellezza è nella proporzione significante di difformità "apparentemente" dissonanti, è il ritmo percettibile solo a chi riesce ad epurare un immaginario sotteso nella rassegnazione delle mode e delle correnti... l'ho già detto, e lo confermo, tutto ciò che mi commuove dal di dentro, che mi devasta l'anima, che mi costringe a discutere ogni passo che compio lasciando che crollino le mie convinzioni è quanto di più ambito il mio essere possa sperimentare ogni giorno tra le spire mediatiche di un qualunquismo inabissato in frasi "fatte" di cui a stento si riesce a tener su la sintassi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Il mondo è la tela in cui Dio dipinge il Suo più grande ritratto. E quello che quotidianamente si staglia imperativo, e al tempo stesso servile, sotto i nostri occhi vive di un’assicurazione sulla vita che Qualcuno ha sottoscritto e rinnova nella proporzione armonica di contrasti e diversità. E di tanta magniloquente straordinarietà compositiva non vorrei perdere un solo istante, ma vivere come se ogni attimo fosse il primo, il solo e l’ultimo di quell’inenarrabile meraviglia sensoriale che soltanto attraverso l’epurazione da sovrastrutture vincolanti e omologanti riusciamo a cogliere nel profondo fino a lasciarci massacrare negli atri  e nei ventricoli di un’identità condannata alla distrazione, alla superficialità, alla rassegnazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;Niente è bello di quello che ci costringono a definire tale. Nessuno deciderà per noi cosa aggettivare in tal senso. Bello sia soltanto quel che ci emoziona, perché la capacità che abbiamo di emozionarci è lo strumento che Dio stesso ci ha consegnato perché riuscissimo a decifrare l’insondabile mistero al quale, ahimè, in troppi ci si sottrae. Mistero che non sarebbe tale se non lasciasse in noi i segni della vertigine estetica trascritta nella tensione multisensoriale che ci fa sentire vivi. La bellezza non la leggono soltanto gli occhi, non la toccano esclusivamente le mani… i livelli di riconoscibilità sono proporzionali alla dialettica dei sensi. Quando avremo imparato a leggere con le mani e toccare con gli occhi non tarderà molto a fare il suo ingresso la bellezza nella nostra vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;E non esisteranno mode e tendenze, abitudini stanche e conformiste, sopravviverà l’unica aspettativa possibile di un’intera vita: perdersi nella Bellezza senza fine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Gian Lorenzo Bernini,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fontana dei Quattro Fiumi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; (part.), 1651&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Roma, Piazza Navona&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="  line-height: 150%;font-family:Garamond;font-size:13pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2905046197853444971?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2905046197853444971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2905046197853444971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/della-bellezza.html' title='(del)la Bellezza...'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TSJMjDVKolI/AAAAAAAAAG8/O5Zhgy7qoj0/s72-c/mano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8613070516502676854</id><published>2011-01-01T17:37:00.004+01:00</published><updated>2011-01-01T19:42:31.780+01:00</updated><title type='text'>umana tenerezza...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TR9ZF1p05TI/AAAAAAAAAG0/sGdP2WtR_FM/s1600/orazio_gentileschi_003_madonna.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557258422035211570" src="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TR9ZF1p05TI/AAAAAAAAAG0/sGdP2WtR_FM/s400/orazio_gentileschi_003_madonna.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 312px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Garamond; font-size: 130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Garamond; font-size: 130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Garamond; font-size: 130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Umile e alta più che creatura,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Termine fisso d'eterno consiglio,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Tu sei colei che l'umana natura&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Nobilitasti sì che il suo Fattore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Non disdegnò di farsi sua fattura.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Nel ventre tuo si raccese l'amore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Per lo cui caldo nell'eterna pace&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 12.0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 12pt; text-align: right;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt;"&gt;Così è germinato questo fiore.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 11pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Il primo giorno dell’anno, sul datario solare, non è di certo tra le posizioni cronologiche quella che, nell’immaginario collettivo della nostra cultura borghese d’impianto tradizionalista a tratti “bigotta”, si presta a pause di riflessione artistica come quella che mi accingo a compiere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Eppure, oggi, mi sento particolarmente pervaso da quella sensazione unica che mi fa registrare un profondo sentimento di gratitudine verso la vita e la straordinaria &lt;i&gt;kermesse&lt;/i&gt; di esperienze di crescita che l’anno ormai chiuso da qualche ora mi ha riservato in un’alternanza tutta sua di ascendenza e discendenza, ma comunque costantemente attenta a sostenermi in quella ricerca, a tratti ri-scoperta, di una tanto amata interiorità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;L’occasione di questo post nasce dal sentire in risonanza le voci degli ultimi due scritti di Luigi Maria -oggi ci tengo a chiamarlo così come mai prima d’ora- ai quali mi sento particolarmente vicino in questi giorni di “passaggio”, giorni in cui la storia ripropone il grande mistero della nostra stessa vita. E il messaggio a cui mi sento più rivolto è nella disarmante investitura di quello straordinario deposito “a fondo certo” che lascia dissolvere la schiavistica concettualizzazione delle tanto amate “cadute di stile” con le quali non perdiamo occasione di adornare gli altari della nostra idolatria, tra torciere accese di mediocrità, marmi incorporei di polverosa cartapesta e inconsistenti inginocchiatoi d’ipocrisia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E così, voglio perdermi tra le pieghe del seicentesco cappottino che Gentileschi veste addosso al piccolo Gesù, traducendo in pittorica sartorialità il divino potere che in quel tenero abbraccio scioglie il volto rapito della Madre nel biancore delle carni, lasciando emergere il miracolo quotidiano di un legame antico, un legame che non teme lo scorrere del tempo e delle mode, un legame che sa andare oltre i confini dell’apparenza e della mediocrità emozionale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Questo è il miracolo dell’arte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Tradurre di forme e colori, profondità di luce e chiaroscuri, la disarmante tenerezza di Maria. La sua umanità, la sofferenza, il pensiero. In parole poche l’Amore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E in questo dipinto l’Amore è narrato nella sua compromissione con la storia, con la carne, con la cronaca. È narrato, attraverso un lessico cromatico di preziosa levatura stilistica, quell’Amore che fa la differenza e rende possibile ciò che all’apparenza condanniamo a morire per carcinoma ideologico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Come può non commuoverci, fino a massacrarci nell’animo, quell’umana tenerezza che traspare nella rappresentazione di uno spaccato di vita nazarena dal sapore antico, consumato in un angolo di casa ove spira l’Eterno negli occhi di un bimbo inaspettato, venuto a sconvolgere i piani, nato nell’estrema difficoltà di un giaciglio di fieno! &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;“Diffidate dall’amore celebrale. Solo i fatti toccano veramente la nostra vita.” &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;(Luigi Maria Epicoco)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E il mondo sta lì, nella piccola manina che cerca quel seno. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="display: inline !important; line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; line-height: 150%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt; Orazio Lomi Gentileschi,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Madonna col Bambino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;, olio su tela, cm. 131x91, sec. XVII&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Roma, Galleria Corsini&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Garamond; font-size: 17px; line-height: 25px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Garamond; font-size: 17px; line-height: 25px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8613070516502676854?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8613070516502676854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8613070516502676854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/umana-tenerezza.html' title='umana tenerezza...'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TR9ZF1p05TI/AAAAAAAAAG0/sGdP2WtR_FM/s72-c/orazio_gentileschi_003_madonna.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2550477288791550489</id><published>2011-01-01T11:17:00.000+01:00</published><updated>2011-01-01T11:17:58.030+01:00</updated><title type='text'>E la pace si fece carne… (Scampoli tra capodanno e domenica)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR7_QfjFAvI/AAAAAAAAAVg/STNvKI_BhyM/s1600/20030101-big.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR7_QfjFAvI/AAAAAAAAAVg/STNvKI_BhyM/s320/20030101-big.jpg" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;(Vangeli di riferimento:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lc 2, 16,21&lt;/strong&gt;; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gv 1, 1-18&lt;/strong&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Due vangeli si baciano in questi giorni. Due Vangeli per due messe una accanto all’altra: la Festa di Maria Santissima Madre di Dio e la II domenica dopo Natale. Due Vangeli che raccontano della stessa Persona ma l’uno con la semplicità disarmante di una scena semplice, essenziale, spoglia di tutti fronzoli esteriori, e l’altro invece carico di poesia, di bellezza e di straordinaria luce. Entrambi però raccontano la Verità.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Il primo vangelo racconta ciò che si vede, il secondo ciò che c’è sotto il velo dell’apparenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ciò che si vede è la disarmante povertà-fragilità della condizione umana dove il Figlio dell’Onnipotente è nato. Dio reputa necessario alla nascita del proprio figlio, non chissà quale tipo di confort. L’unica cosa strettamente necessaria non è un ospedale all’avanguardia, o un’ostetrica d’esperienza, o un tipo di culla confortevole, o una buona scorta di guardie del corpo. L’unica cosa utile per l’Onnipotente è l’impacciata, semplice ma genuina presenza di questa giovane famiglia. La loro relazione, il bene che si vogliono è l’unica cosa che questa bambino ha bisogno per venire al mondo, il resto è superfluo.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ma il vangelo fa un ulteriore zoommata &amp;nbsp;sulla scena, e riprende il primo piano di Maria, della Madre. Dietro la maternità di questa donna c’è quello che Dante spiegò scrivendo di Lei che:&amp;nbsp;&lt;em&gt;“nel ventre tuo si r’accese l’amore, per lo cui caldo nell’etterna pace, così è germinato questo fiore”&lt;/em&gt;. Il calore dell’amore di questa donna rende possibile la vita ‘buona’ di Gesù. Quando non c’è amore dentro la nostra vita allora cresciamo impauriti, insicuri, arrabbiati, frustrati. L’amore, invece, ci rende sicuri, l’amore ci mette pace. Senza questa pace non c’è altra pace. Quella che cerchiamo fuori nelle nazioni, nei popoli, sulla terra, per le strade delle nostre città nasce da questa interiore pace. Solo l’amore rende possibile la pace. Ed è proprio questo che Giovanni nell’altro Vangelo ci racconta. Ci dice che l’Amore (poichè Dio è Amore) s’è compromesso con la storia, è entrato nella storia, nella cronaca, nella carne, la nostra carne, la nostra storia. E se questo Amore è qui, allora è possibile tutto. E’ possibile la libertà. E’ possibile la pace. E’ possibile vivere e non vivacchiare. E’ possibile puntare la rotta verso la felicità, che non è mai un capitolo chiuso ma una direzione continua verso cui andare. Solo l’Amore fa la differenza. E l’amore non è una cosa astratta, ha il volto e la carne sempre di qualche situazione, come Maria dentro quella povera capanna di Betlemme. Diffidate dall’amore celebrale. Solo i fatti toccano veramente la nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 13px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Un buon proposito per questo nuovo anno è tenere gli occhi aperti per riconoscere il volto e la carne di questo amore dentro la nostra vita. Volto e carne che possono rende possibile davvero una vita degna di essere vissuta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2550477288791550489?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2550477288791550489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2550477288791550489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2011/01/e-la-pace-si-fece-carne-scampoli-tra.html' title='E la pace si fece carne… (Scampoli tra capodanno e domenica)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR7_QfjFAvI/AAAAAAAAAVg/STNvKI_BhyM/s72-c/20030101-big.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3969744503850274901</id><published>2010-12-31T19:07:00.000+01:00</published><updated>2010-12-31T19:07:58.618+01:00</updated><title type='text'>Ri-conoscente (a un passo dalla fine del 2010)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR4bcNOYmOI/AAAAAAAAAVc/9-v5fbj8tYY/s1600/il-sorriso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR4bcNOYmOI/AAAAAAAAAVc/9-v5fbj8tYY/s320/il-sorriso.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vorrei portarmi fino all'estremo limite di quest'anno solo la vertigine della gratitudine. Vorrei che dentro il mio cuore, dentro la mia testa e i miei gesti, traspaia solo riconoscenza. Grato e riconoscente per il dono della vita. Grato anche per tutte quelle zone d'ombra che ho attraversato, per le ferite su cui mi sono dovuto chinare, per i miracoli che ho visto compiersi davanti ai miei occhi, per l'audacia della speranza di chi mi è stato accanto, per le lacrime dei rassegnati che si risvegliano ad osare ancora, per la tenerezza di chi ha conosciuto l'amore, per il dono di poter essere sacerdote.&lt;br /&gt;Siamo dei protagonisti prestati. Non siamo di questa storia, siamo solo prestati ad essa. Ma lo scopo di questo prestito è ben preciso: raccogliere ogni vicenda dello spazio e nel tempo e riportarlo verso il senso di tutto.&lt;br /&gt;La vita non come consumo ma come investimento. Non consumo di salute, tempo, energie, sogni, speranze, amori, emozioni, scelte, ma investimenti a fondo certo. Noi chiamiamo "fondo perduto" ciò che non riusciamo a vedere sino in fondo. Ma ciò che c'è in fondo è certo seppur a volte oscuro. Non è sempre la testa il luogo delle certezze, a volte è il cuore. E il cuore non lo si misura con le emozioni ma con quelle intuizioni che partono dall'abisso della nostra anima e gridano contro quei nostri calcoli che non vedono più vie d'uscita. Avere una vita spirituale significa avere un luogo dove tutto ciò può ancora gridare, dove tutto ciò può ancora accadere. Avere una vita spirituale significa avere ancora spazio per ospitare un po di quella gratitudine che al di là di tutto quello che hai vissuto colora di senso ogni cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3969744503850274901?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3969744503850274901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3969744503850274901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/ri-conoscente-un-passo-dalla-fine-del.html' title='Ri-conoscente (a un passo dalla fine del 2010)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TR4bcNOYmOI/AAAAAAAAAVc/9-v5fbj8tYY/s72-c/il-sorriso.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-938598897653712211</id><published>2010-12-26T16:08:00.003+01:00</published><updated>2010-12-26T16:14:38.080+01:00</updated><title type='text'>FENICE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;&lt;img src="http://www.berlinstory.de/salon/images/stories/cover/Bildergalerien/BerlinerMauer/berlier_mauer_21.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Son giorni che trasudano nebbia sottile&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e forse si schiude – che non sembra vero –&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;il carcere di questi anni passati a guardare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;un futuro diverso, non per forza migliore,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e vedere il presente eternarsi per noi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;C’è stato chi c’ha creduto davvero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;a furia d’ascoltar soltanto fanfare;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;altri sapevano, ma hanno taciuto,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;portando la mano agli orecchi, ed il cuore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;in tasca a misurare il profitto d’un “sì”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Dormivan tranquilli gli amanti dell’ordine&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;cullati da una parvenza di sicurezza:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;per loro capire non era importante,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;sembrava d’andare: “che cerchi di più?”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Quegli altri predicavano di stare tranquilli,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;“è vuoto, è fasullo, non potrà durare!”;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e invece è durato che sembra da sempre,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;che pare impossibile gettarlo nel mare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;E chi s’è sentito tradito al midollo,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;coi sogni sciupati della gioventù,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ha divelto la rabbia e ha insegnato a suo figlio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;a ritenere normale ciò che è più grande di lui.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Quei pochi che sanno l’abbiamo venduti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;credendo, disillusi, a chi ci spiegava&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;che il nostro dolore era un guadagno per loro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;E allora l’abbiamo spediti al confino,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;occulti mandanti di crimini ingenui;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;li abbiamo relegati in collina, eremiti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;a studiare il riflesso del sole nel grano.&lt;br /&gt;Ora, forse, capiamo, l’indifferenza&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ostinata e corrotta, che male che fa:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;i nostri vent’anni son stati il tributo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;pagato per aver voluto chiudere gli occhi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;C’è chi ride per strada e ridendo a alta voce&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;canta il requiem a un mostro che non fa più paura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Ieri stavano stretti al suo capezzale&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;a misurargli gli spasimi e guardare le folle;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;domani che invece il cordoglio è finito&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e alle folle bisogna di nuovo parlare&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ognuno rivendica il suo bel pezzo di merito:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;si cambiano d’abito e mettono al petto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;una stella con scritto “son stato io&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;a infliggere il colpo che il cuore spaccò”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;E anche la pace, da oggi, è qualcosa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;di cui non fidarsi, più atroce del buio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;È proprio nei giorni in cui cadon le statue&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Che i germe del mostro comincia a fiorire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-938598897653712211?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/938598897653712211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/938598897653712211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/fenice.html' title='FENICE'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5427208037710722022</id><published>2010-12-24T19:26:00.000+01:00</published><updated>2010-12-24T19:26:57.207+01:00</updated><title type='text'>Il mistero  imprevedibile di un "bambino"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TRTl0fG4ccI/AAAAAAAAAVU/Jta8be87OMA/s1600/natale-con-mutuo-colored1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TRTl0fG4ccI/AAAAAAAAAVU/Jta8be87OMA/s320/natale-con-mutuo-colored1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il cristianesimo si poggia sua una serie fortunata di imprevisti. Il primo &amp;nbsp;è la nascita di un bambino in una sperduta regione della Giudea. Nascere al tempo di Gesù era un gran rischio. E' il rischio che corrono ancora oggi tutti quei bambini che vengono al mondo in quelle regioni della terra dove la globalizzazione ha solo tolto le risorse ma non ha lasciato nessun confort e nessun segno di quella che noi oggi chiamiamo civilizzazione. I bambini poveri nascono non nelle cliniche, ma dove capita. Vengono al mondo per espulsione della natura e non per decisione di qualche parto cesareo. Gesù nasce così. Nasce povero, in uno sperduto villaggio della Giudea di nome Betlemme. E questo bambino non solo fin da subito combatte per restare in vita, nonostante sia nato in una stalla e adagiato in una mangiatoia. Questo bambino nasce già con addosso la taglia dei potenti del tempo. Erode fin da subito manda il suo esercito a sterminarlo, e per sicurezza fa ammazzare tutti i bambini del contado dove si dice sia venuto al mondo. Ma "imprevedibilmente" si salva.&lt;br /&gt;Già "imprevedibilmente" era nato da una fanciulla Vergine. Poi "imprevedibilmente", protetto dalla dedizione di un uomo che crede ancora al valore dei "sogni", Giuseppe, riesce ad espatriare, divenendo ancora piccolo, profugo. Oggi si chiamerebbe "rifugiato politico", ma alla gente piace chiamarli extracomunitari.&lt;br /&gt;L'Onnipotente ha un Figlio. E questo figlio è un bambino debole, povero e profugo. E' improbabile che possa compiere quello per cui è venuto al mondo. Eppure "imprevedibilmente" ce la fa.&lt;br /&gt;Molte volte la nostra vita, ci suggerisce che forse è improbabile che ci sia davvero un senso a tutto. Che esista davvero qualcosa che ci renderà felici. Che esista giustizia per tutti gli oppressi della storia. Consolazione per chi soffre in maniera innocente. Pace per chi vive l'inquietudine delle cose brutte. Eppure la nostra fede ci ricorda che "imprevedibilmente" questo può accadere. Ecco perchè il Natale è una festa di immensa speranza, perchè ci fa attendere a occhi spalancati l'arrivo di quell "imprevisto" che cambia il finale di una partita quasi persa. Ma questo imprevisto non viene nella "gloria", ma nella "fragilità" e nella "povertà" della nostra condizione umana. Per questo auguro a me e a tutti di tener sempre da conto la nostra umanità, anche se fragile, anche se ferita, anche se debole, anche se a volte &amp;nbsp;indegna, perchè in essa Cristo è voluto nascere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5427208037710722022?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5427208037710722022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5427208037710722022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/il-mistero-imprevedibile-di-un-bambino.html' title='Il mistero  imprevedibile di un &quot;bambino&quot;'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TRTl0fG4ccI/AAAAAAAAAVU/Jta8be87OMA/s72-c/natale-con-mutuo-colored1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1798178960928185652</id><published>2010-12-20T15:45:00.006+01:00</published><updated>2010-12-20T15:55:20.415+01:00</updated><title type='text'>MA IL “DEPENSIERO” NON CI SALVERÀ</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9thFyTtQI/AAAAAAAAACE/5X6KCSgLKz8/s1600/senzavolto.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9thFyTtQI/AAAAAAAAACE/5X6KCSgLKz8/s320/senzavolto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552777280827405570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla di una classe dirigente avviluppata in un avanspettacolo da “telefoni bianchi”, inadatta ad ovviare al disagio della società, costretta a barricarsi nella sua città proibita e a cingerla di un’invalicabile “zona rossa”; si parla meno di quei ragazzetti e ragazzotti nei quali ogni “zona rossa” attiva meccanismi di violazione fine a se stessa. &lt;br /&gt;Si parla di un governicchio che pende e mai viene giù e di un’opposizione consumata, tenuta in vita da un improbabile patto col “terzo polo” già scomunicato da Ruini e bacchettata dal barocco pugliese di Vendola; di mafia, corruzione, arretratezza economica, di una politica collusa o mantenuta da spirito di autoconservazione; si parla di studenti e ricercatori esasperati dalla spoliazione dell’università pubblica, persuasi che una politica economica rigorista non accompagni il Paese verso una prospettiva di competitività ed efficienza (generalmente sono gli stessi ispirati propugnatori dell’europeismo e del postulato del rapporto deficit/PIL al 3%). Si parla meno di una categoria di intellettuali edotti da “cattivi maestri” e disabituati a concepire la complessità del mondo, a praticare il dialogo, a riconoscere la nobilitante dialettica di valori e interessi di cui il genere umano si fa latore, appiattiti su verità surgelate, argomenti preconcetti e proclami pseudo-democratici – della serie: l’università è nostra, lo status quo non si tocca, se non ci ascoltate quando ci accampiamo sui tetti non vi lamentate se emuliamo i lanzichenecchi.&lt;br /&gt;Al di là delle intenzioni dichiarate da questa catena di montaggio del dissenso, alimentata dalla massificazione della ragione, stento a riconoscere un progetto più articolato di un ordinario disegno antiberlusconiano (dopo i fallimenti alle urne, nelle aule di tribunale e nelle crisi parlamentari, l’ultima spiaggia è la rivoluzione) o generalmente antipolitico, spia di un malessere, certo, ma per quei suoi caratteri, poco credibile. Non voglio dire che la deposizione del tiranno costituisca un obiettivo esplicito o rivelato in forma riflessa ai singoli tasselli del mosaico ribelle – se avessero chiaro almeno tale proposito, smentirebbero le mie convinzioni sulla loro originalità intellettuale. &lt;br /&gt;Piuttosto si tratta di un fenomeno inscritto nella stessa affermazione dell’immaginario berlusconiano, nel tema del bipolarismo, del “terrorismo” anticomunista, della leadership totalizzante, del carisma mediatico, del nazionalpopolare (che un tempo era categoria gramsciana): Berlusconi ha insomma partorito, col Big Bang della sua discesa in campo, un universo politico e sociale in cui alla materia si contrappone l’antimateria, la quale persegue, ora, l’annichilimento. &lt;br /&gt;Ma se mi sforzassi di produrmi in un esperimento mentale, ipotizzando di azzerare la classe dirigente, non saprei se, affidare l’Italia a questi philosophes, segnalerebbe un miglioramento né considererei maturi i tempi per sverginare un illibato ascendente mistico, eleggendo Travaglio, Saviano, la Guzzanti e via discorrendo con la teoria di santi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9tp82tOII/AAAAAAAAACM/xQBkv0XvTqA/s1600/pensiero.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 251px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9tp82tOII/AAAAAAAAACM/xQBkv0XvTqA/s320/pensiero.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552777433048758402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con quali idee sancire l’inizio di una nuova era? Un pensiero ha bisogno di un cervello che lo elabori. Ma cosa possono pensare i cervelli collettivi che comunicano per slogan, funzionano per compartimenti stagni, logiche binarie incapaci di rendere conto dei caratteri sfumati (fuzzy) della realtà? Non scorgo orizzonti confortanti nella sensibilità dei medici che uccidono per pietà chi vegeta in vite reputate indegne, degli scienziati che officiano un culto parareligioso, dei filosofi che oscillano tra il pensiero debole ed il “depensiero” dei “teoremifici”, dei sedicenti liberali che maneggiano arbitrariamente il garantismo, degli inverosimili moralisti che non fanno più l’amore al posto della guerra, ma a diciassette anni giocano alla presa della Bastiglia. Non so cosa aspettarmi da famiglie che consegnano i propri figli ai macelli urbani, pensando forse che la soluzione al precariato sia non farli studiare e riproporre il clima degli “anni di piombo”: nel peggiore dei casi, penseranno certi genitori, agli spiantati darà asilo il Colosseo di Santoro (a proposito: i suoi reporter di grido sono per caso Co.Co.Co.?).&lt;br /&gt;Non capisco quale cultura possa provenire da simili ambienti, perché la cultura non nasce dall’appiattimento dell’unicità, dal livellamento eteronomo del mondo, dal programma di imporre il proprio punto di vista in quanto supposto corrispondente a quello del popolo, detentore della sovranità assoluta e indivisibile, dalla giustificazione degli sfoghi dell’Orlando furioso come reazione all’usurpazione di questa bizzarra democrazia dello Spirito, reclamata pure dalle internazionali dei comitati, che istituiscono corrispondenze “d’amorosi sensi” tra le città in cui si sono consumate le presunte truffe mediatiche di Berlusconi – e se le autorità costituite si consegnassero agli incompresi, cesserebbero le violenze? O il legno storto con cui è modellato l’uomo farebbe di un simile episodio un precedente legittimante? D’altronde, dopo il giuramento della Pallacorda, si aprì la caccia ai nemici della Rivoluzione.&lt;br /&gt;Domenica, sul “Sole 24 Ore” è apparsa una recensione all’ultimo saggio di Kenneth Minogue, in cui il filosofo australiano suggerisce, quale rimedio al servilismo e alla dipendenza che le politiche assistenziali comportano, il ritorno alla “vita morale”, il recupero del valore dell’individuo, di idee che hanno nomi, cognomi, volti. Aggiungo: di attori disposti al dialogo, all’arricchimento derivante dal confronto, all’estensione degli orizzonti della propria comprensione oltre ideologismi bolsi e irrigidimenti cognitivi. Di università proiettate sul territorio, sinergiche alle attività economiche, alle peculiarità dell’humus sociale, inclusive e non elitarie, modellate sul pluralismo degli indirizzi culturali e non sclerotizzate dai dogmi della nuova scolastica laica, socialdemocratica e positivista che ammette nelle accademie solo i suoi devoti. Di menti che hanno il coraggio di usare la ragione, assumersi la responsabilità delle proprie scelte, che siano capaci di prendere posizione anzitutto nella propria esperienza, nella propria quotidianità e che impieghino le proprie facoltà per costruire soluzioni in considerazione delle molteplici configurazioni delle esigenze di quella che Hegel chiamava “società civile”, rispondenti a presupposti teorici elastici e dotate di attuabilità e concretezza. Il rinnovamento deve provenire dal profondo di un’analisi interiore individuale, affinché prendiamo coscienza che negli amministratori inefficienti e nelle politiche miopi noi stessi ci specchiamo. &lt;br /&gt;Un disagio tradotto in omologazione intellettuale, lessici bellici e teoremi idealistici non evoca progresso: dalla sola antimateria si genera, con cariche elettriche opposte, esattamente lo stesso Universo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9t1oYScRI/AAAAAAAAACU/2Cye0sU-aE4/s1600/antimateria-scoperta-acceleratore-particelle.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9t1oYScRI/AAAAAAAAACU/2Cye0sU-aE4/s320/antimateria-scoperta-acceleratore-particelle.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552777633710895378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1798178960928185652?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1798178960928185652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1798178960928185652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/ma-il-depensiero-non-ci-salvera.html' title='MA IL “DEPENSIERO” NON CI SALVERÀ'/><author><name>Alessandro Rico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TQ9thFyTtQI/AAAAAAAAACE/5X6KCSgLKz8/s72-c/senzavolto.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1092322839095691094</id><published>2010-12-19T19:08:00.004+01:00</published><updated>2010-12-19T19:37:25.441+01:00</updated><title type='text'>ASPETTATEMI</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_rU01Q310kCQ/TQjUSVbkpyI/AAAAAAAAAFk/_WoTzqyg95E/s1600/Immagine1.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il ragazzo si guarda le mani&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e guarda, lontani, gli amici che l'hanno lasciato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo, a pensare che ancora non era&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il momento di prendere e andare,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e che forse non è mai quel momento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di cedere, sordi e accecati, alla rabbia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che scalpita, che pare saper affogare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l'impotenza ch'è di tutta una vita,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l'impotenza d'una società intera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Loro sono partiti, con un casco alla testa,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un casco di quando, finita la scuola,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;correvano ignare le ore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in sella a uno scooter&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e fuggivano il loro destino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma ora il destino è arrivato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il destino ora è ognuno di quelli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che hanno scelto d'andare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sentendo, come d'un tratto, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;il peso di un tempo che non era più il loro,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che a loro non è mai appartenuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi ha preso una spranga, chi invece un martello,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;altri soltanto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la cintura dei pantaloni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E si credono di fare la guerra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui pensa soltanto a pregare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che nessuno, stasera, con gli occhi alla stelle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;starà con la testa incollata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dal sangue alla strada. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' davvero possibile che loro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non c'hanno paura?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E poi per cosa? Per scannarsi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tra morti di fame, mentre i signori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sul velluto di scranni venduti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si sorseggiano, calmi, la loro follia?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E vale la pensa morire per questo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui invece, per certo, si guarda nel letto,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tra poche ore. Si guarda che sembra un morto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche lui, tra le sue coperte sgualcite.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' proprio diverso morire o restare &lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla vita aspettando, e sperare negli altri,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e mai provare a farsi un domani&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma elemosinarlo come un guadagno,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un omaggio sempre e comunque?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse lui ha davvero paura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;soltanto a trovarsi in mezzo a una scelta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;col sasso alla mano e la rabbia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a mordergli il sangue&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a contargli pazienza e coraggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è paura o speranza, quella che sente?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non lo sa ancora, però sa che gli pesa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo sguardo di quelli che l'hanno lasciato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da solo, a pensare. E forse più ancora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stasera graffierà lo sguardo &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dello specchio che gli ricorda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che cosi sì muore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;senza neppure dimenarsi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;senza manco un singulto di ribellione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E allora grida "Aspettatemi!":&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per oggi si prova a farcelo noi, un domani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se poi verrà a piovere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci si bagnerà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1092322839095691094?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1092322839095691094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1092322839095691094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/aspettatemi.html' title='ASPETTATEMI'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU01Q310kCQ/TQjUSVbkpyI/AAAAAAAAAFk/_WoTzqyg95E/s72-c/Immagine1.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1981272204865014125</id><published>2010-12-18T11:19:00.009+01:00</published><updated>2010-12-19T10:08:19.582+01:00</updated><title type='text'>Lettera a te, poeta dell'ombra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQyKxdrS-0I/AAAAAAAAAGo/EpN9veJKr6M/s1600/Madonna%2Bdei%2Bpellerini.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 296px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQyKxdrS-0I/AAAAAAAAAGo/EpN9veJKr6M/s400/Madonna%2Bdei%2Bpellerini.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551965023025429314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:35.4pt;line-height: 150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;text-indent: 35.4pt; line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt; line-height:150%"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;Altro di te scriver non so&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt; line-height:150%"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;se non del meraviglioso e tenebroso stato di quiete&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt; line-height:150%"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;che all’animo mio concede l’opera tua di vivere…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt; line-height:150%"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;l’opera della tua luce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Cade la neve. Da ore ormai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Lenta, a tratti ventosa. Ma comunque sempre così straordinariamente aerea e flessuosa per fissarsi immota sulle cose aspettando il primo raggio di sole che ne riconsegnerà le spoglie alla terra, per quel ciclo biologico che puntuale si rinnova.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Ed è affascinante perdersi tra le pieghe di questa paesistica rotondità, così profondamente austera nel dominar le azioni e ostacolarle fino a sentirsi a tratti intrappolati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Quando nevica mi fermo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Fermo tutto della mia fisicità. Non corro, non scalpito, non procedo nervosamente come stesse per finire il mio tempo. Immobile. Resto immobile ascoltando il grande mistero che si consuma davanti agli occhi, quella inafferrabile sensazione di pace che di bianco si trasmette alle carni strette nel sanguigno nevrotico incalzar delle ore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;E quando in me odo violento e lancinante il riverbero cerebrale di quest’immagine prepotentemente bianca, mi catturo nel pensiero mio più caro, nel ricordo più vero di tutta la mia formazione o di quella che presumo essere tale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Penso a te, lontano compagno in questo viaggio secolare che all’arte ci raduna, alle tue giornate di neve, a quelle di sole e a quelle tristi spese nel buio di un carattere non facile. Un po’ il mio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Penso al cotone delle tue tele, agli oli e i pigmenti che osavi comporre perché s’imprimesse il tratto autentico di una cerebralità rivoluzionaria, estranea al qualunquismo figurale del tuo tempo, lontana dalle spire di un accademismo omologante e perverso. Cerebralità vera perché tua, di alcun altro se non tua e dell’Eterno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Penso all’emozione nelle vene, al battito tachicardico della temporale destra, alle maniche della tua camicia tirate su, ai pennelli stretti tra i denti. E soprattutto penso allo straordinario quanto unico perderti nelle maestose pittoricità dei tuoi capolavori, quando Dio attraverso le tue mani ha osato incidere la sua spaventosa misericordia sulle nostre umanità affossate, sul nostro procedere a volto chino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;È uscito adesso un raggio di sole. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Ho sempre amato pensare che un giorno, all’alba, filtrò maestoso il raggio sul &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;San Matteo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; che ti accingevi a dipingere e ti svelò la sovranità della luce radente che buca l’ombra delle grandi prospettive che si avvolgono nelle pieghe delle vesti e dei cappelli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;E dell’ombra amo chiamarti poeta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Perché la tua ombra è come la pausa sul pentagramma, non distoglie lo sguardo dalla nota ma la esalta. E così lo scuro fitto della tua tela lascia che alla luce si restituisca il giusto valore e la vera connotazione emozionale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Come Michelangelo scolpiva per sottrazione di materia fino a tirar fuori l’opera intrappolata nel marmoreo di un blocco inerte, così dal buio il tuo pennello scarcerava i segni di una luminosità latente per inondarli di un magistrale drammatico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Oggi più che mai ti sento vicino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Ti conosco solo negli scritti, nelle lunghe ore che amo spendere a leggere e rileggere saggi e monografie, ma t’incontro ogni volta che m’incanto sotto gli austeri cotoni della tua romanità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;La tua una vita breve, trentanove anni di passione e nervosismo, trentanove anni ad interpretare Dio contro ogni logica a te coeva, contro ogni canone storiografico del tuo tempo, ma solo nell’intimità di un dialogo con Lui. Stretto. Autentico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;E Dio ha amato dipingersi nell’umanità dei tuoi ritratti, nei volti delle tue Madonne popolane, nella dolcezza del Bambino e nell’adorazione del suo popolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Questa la tua grandezza. L’aver partecipato al suo grande progetto, alla sua grande storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;L’umanità è stata sorella del tuo percorso, la debolezza compagna delle tue giornate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Nessuno ha pianto la tua morte, il mare ha cullato l’ultimo respiro di una vita spesa forse un po’ eccessivamente nella nevrosi ma terribilmente significante nella coerenza e nell’abnegazione. Al sacrificio che l’arte ci impone non hai mai voltato le spalle, mai hai lavorato in attesa di timbrare l’uscita, del tuo tempo hai contestato l’apparenza scardinandone la superficialità fino a recuperar sostanza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Oggi, nel presente di questa “sincope” aquilana, mi sento particolarmente vicino a quello che fosti, registrando colpo su colpo lo scadere di una storia fintamente propositiva, di una politica confusa e distratta, di un fare artistico che offende la stessa natura dell’arte costringendola ad accatastare chilometri di fallimenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Non siamo più in grado di contestare un progetto perché l’importante è che si consegnino questi maledetti elaborati; ma l’elaborazione presuppone l’acquisizione di una coscienza che sia estetica e tecnica prima che amministrativa. La coscienza attuale, in taluni casi, è quella di una fotocopiatrice. Copia, per l’appunto, non compone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Quanti potenziali artisti restano intrappolati nelle spire di questo perverso processo e quanti, al contrario, cavalcano l’onda delle spire stesse!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Questo il risultato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%"&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Se tornassi oggi, lontano amico seicentesco, son convinto guarderesti con infinita nostalgia a quei secoli di cui segnasti il passaggio, e forse il tuo Natale non riuscirebbe più a perdersi nell’umanità disarmante di una bellezza a tratti sgualcita dai segni dell’amore di quella Madre che pacata e solenne si scioglie nell’abbraccio del suo Figlio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align: justify; text-indent: 0px;"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align: right;text-indent: 0px; "&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Michelangelo Merisi detto il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Caravaggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Madonna dei Pellegrini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;di Loreto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;, olio su tela, cm. 260x150, 1604-‘06&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Roma, Chiesa di Sant'Agostino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right; text-indent: 47px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;line-height: 150%; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;line-height: 150%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; display: inline !important; "&gt;&lt;span style="line-height:150%;font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;text-indent:35.4pt"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:13.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1981272204865014125?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1981272204865014125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1981272204865014125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/lettera-te-poeta-dellombra_18.html' title='Lettera a te, poeta dell&apos;ombra'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQyKxdrS-0I/AAAAAAAAAGo/EpN9veJKr6M/s72-c/Madonna%2Bdei%2Bpellerini.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4177457045091783153</id><published>2010-12-15T11:54:00.004+01:00</published><updated>2010-12-15T12:12:20.706+01:00</updated><title type='text'>LA VIOLENZA E LA RABBIA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La violenza non c'entra. E non può essere tollerata. La violenza non c'entra assolutamente niente con le proteste di centinaia di persone che civilmente manifestano il proprio dissenso nei confronti di questa politica. La violenza è soltanto violenza, e va condannata, senza se e senza ma. Ora, è successo già altre volte che quando le proteste degeneravano in guerriglia, si catalogasse l'accaduto con &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;"è colpa dei black block, degli anarchici, sono cretini, sono imbecilli"&lt;/i&gt;; noi Italiani siamo abbastanza bravi a sventolare gli stendardi del pacifismo e della non-violenza. Invece, a mio modesto e trascurabile parere, dopo aver condannato, fermamente, la violenza, bisognerebbe scendere più in profondità per comprendere le dinamiche sociali che la generano e le cause che la scatenano. Liquidare l'accaduto dandone la colpa a pochi "cretini" è troppo facile; troppo miope è considerare sbrigativamente superato il problema della tensione perché &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;"i manifestanti sono stati dispersi e sembra esser tornato l'ordine in città".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Sempre a mio modesto e trascurabile parere - ci mancherebbe altro - è impossibile restituire la civiltà ad un Paese coi manganelli e i lacrimogeni; dover isolare le strade d'accesso al Senato e alla Camera per permettere ai deputati di accedervi senza problemi, come se si fosse in stato d'assedio, vuol dire una sola cosa: quei deputati, così zelantemente protetti dalle forza dell'ordine, non appartengono più al Paese, ed è assurdo che per esercitare le loro funzioni parlamentari siano ormai costretti a rinchiudersi in gabbia. Ciò è sintomatico di come ormai i giovani non si riconoscano minimamente in chi li rappresenta, soprattutto quando scoprono che a decidere della sorte del loro futuro e di quello del loro Paese sono perfetti sconosciuti, eletti da nessuno, che non hanno il minimo pudore di prostituire la loro dignità (se ne hanno una) e non cercano, ormai, neppure più di nascondere i loro tradimenti, il loro prostrarsi e sottomettersi da un giorno all'altro al miglior offerente, che poi è sempre lo stesso. Scilipoti, Razzi, Polidori, Calearo... ma chi sono? Chi li ha mai conosciuti? Chi, soprattutto, li ha mai votati? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Oltre ad un malcontento, generato dunque dall'impossibilità di riconoscersi in chi amministra la cosa pubblica, c'è sicuramente, all'interno dei movimenti giovanili - di quelli civili, ribadisco - un senso di disorientamento nei confronti degli organi che non secondo la tradizione popolare, ma secondo quanto sancito dalla Costituzione, tanto idolatrata quanto ignorata, dovrebbero garantire la legalità e l'efficienza dell'attività parlamentare. E invece ci si ritrova di fronte un Capo dello Stato che, sia detto senza alcun intento di vilipendio, rimanda di un mese il voto alla camera sulla mozione di sfiducia e, soprattutto, non dice una parola sulla scandalosa campagna acquisti fatta dal Primo Ministro. Nessuno, è ovvio, si sarebbe aspettato chissà quale atto energico di Napolitano; solo che ogni tanto sarebbe bello, anziché sentirgli raccomandare sempre la pacatezza e la moderazione nel trovare riforme condivise, dare anche una strigliata a chi ha fatto della politica una professione personale, e del Paese il proprio baldacchino in cui manovrare le marionette come meglio crede, con la ferma consapevolezza di non dover rendere conto di niente a nessuno. Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica hanno un certo peso specifico, che va ben oltre il loro significato in senso stretto: se invece che &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;"abbassate i toni"&lt;/i&gt; avesse detto &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;"basta con queste porcherie della compravendita di parlamentari",&lt;/i&gt; chissà, forse qualcosa sarebbe cambiato. Forse. Che poi non si capisce, assolutamente, neppure perché abbia accettato di fissare la discussione e la votazione sulla mozione di sfiducia lo stesso giorno in cui, da mesi, &lt;st1:personname productid="la Consulta" st="on"&gt;la  Consulta&lt;/st1:personname&gt; avrebbe dovuto pronunciarsi sulla costituzionalità o meno del legittimo impedimento; e ancor meno, permettetemelo, si capisce perché non abbia mosso un dito contro lo spostamento della seduta della Consulta stessa. Non si può, assolutamente, subordinare un’attività della magistratura all’agenda politica, altrimenti non si è più in uno Stato, e men che meno in una democrazia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Altro motivo di rabbia, presente nella popolazione, che non può essere più ignorato, per non permettere che sfoci nuovamente in atti violenti, è sicuramente la delegittimazione che, a livello mediatico, si fa delle istanze di chi protesta. Mi spiego meglio. In Italia, ormai, non ci si limita a prendere iniziative politiche che possano risultare più o meno gradite, più o meno condivise; si arriva, attraverso un uso monopolizzato e criminoso - questo sì - degli organi di informazione, a far apparire dei cretini e degli ingrati, quando non solamente comunisti e anarcoidi, tutti quelli che criticano l'operato delle istituzioni. E lo si fa mostrando come perfetti i provvedimenti del Governo e della politica in generale. Si dice che L'Aquila è stata ricostruita, che gli Aquilani hanno tutti una casa, e non si capisce perché manifestino, allora, gli Aquilani, con le loro bandiere nero-verdi; si blatera, da anni, che Napoli è stata ripulita dai rifiuti, che gli inceneritori e le discariche non fanno male alla salute, e allora perché 'sti napoletani continuano a rompere le scatole? Si annuncia ai quattro venti che &lt;st1:personname productid="la Riforma Gelmini" st="on"&gt;la  Riforma Gelmini&lt;/st1:personname&gt; è la panacea dell'Università, che combatte le corruttele degli Atenei e riduce i costi annullando corsi inutili, e si offende chi sta sui tetti oppure nelle piazze come uno "studente fuoricorso" o "uno di quelli dei centri sociali"; si ripete da mesi che la crisi è finita e che l'Italia l'ha superata alla grande, e si definiscono criminali gli operai che scioperano. Poi però ti ritrovi ad essere un aquilano e a non avere una casa tua, a sentire la gente che ride dei tuo morti al telefono e a perdere persino il ricordo di quella che era la tua città; ti ritrovi ad abitare a Terzigno, o a Napoli, a dover fare una corsa a ostacoli in mezzo alle tonnellate di rifiuti in strada oppure con un figlio malato di cancro; ti alzi una mattina, ricercatore universitario, e scopri che dall'anno prossimo non avrai più un lavoro, oppure operaio in fabbrica licenziato, e non capisci dove accidenti sia quel paese delle meraviglie che descrivono entusiasticamente in televisione. Non è tanto, quindi, l'impotenza di ottenere ciò che si vorrebbe, di combattere gli abusi e i soprusi del potere, le inefficienze della politica. No. È piuttosto l'impossibilità di ottenere almeno che tali inefficienze e tali abusi vengano ammessi pubblicamente come tali: questo è la vera inaccettabile ingiustizia. E' davanti al mancato riconoscimento della legittimità del tuo dissenso, alla negazione del tuo diritto alla rabbia, che spesso la disperazione scade nella violenza, e ci si lascia trascinare da chi fa della guerriglia urbana la propria professione. Sbagliando, ovviamente, è bene ribadirlo. Anche perché, nelle strade di Roma, ieri c'erano poliziotti e studenti - anarchici o meno che fossero - a scannarsi tra loro; i veri responsabili di quella rabbia erano sui loro scranni di velluto, a misurare il profitto, la convenienza e la rendita di un "sì" o di un "no".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4177457045091783153?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4177457045091783153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4177457045091783153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/la-violenza-e-la-rabbia.html' title='LA VIOLENZA E LA RABBIA'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8208689180721313542</id><published>2010-12-09T20:50:00.004+01:00</published><updated>2010-12-09T20:54:36.483+01:00</updated><title type='text'>Ludovica... mon amour</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQEzN6youyI/AAAAAAAAAGM/lS1l-LQaYM4/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548772530110118690" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQEzN6youyI/AAAAAAAAAGM/lS1l-LQaYM4/s400/1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Oggi. Giornata intensa. Senza tregua, nell’incalzare frenetico di carte, volti, parole, suoni, luci e ombre del mio proscenio di fine anno. Mi raccolgo alle porte della sera a riconsiderare i segni di una sensazione che mi ha accompagnato dalle prime luci dell’alba.&lt;br /&gt;Sensazione di profonda e mesta inquietudine, oramai tanto incline a celarsi dietro un progressivo autocontrollo emozionale che a stento mi si legge in volto… eppur lo sento quel richiamo continuo e ciclico ad un’adunanza cui non riesco a sfuggire. E non avendo altri posti da raggiungere per nascondermi e vivere quest’aritmìa in piena solitudine così come si conviene, mi abbandono al melodico canto nel pensiero.&lt;br /&gt;D’un tratto, come per il perforo di una lancia in pieno petto, mi son fermato quasi fosse una punzonatura a terra quella strana sensazione di fissità che mi ha trasmesso anima e corpo alle prigioni tanto amate del “pensar scolpito di diaspri e travertini”. E mi son sentito, d’un tratto, rapito. Posseduto. Senza violenza. Così straordinariamente pervaso da un profondo senso di benessere che penna d’autore non riesce a trascrivere.&lt;br /&gt;Ho camminato, distrattamente come da giorni ormai per via del mio lavoro, nelle sale che ospitano i capolavori occulti della nostra città. Occulti perché nascosti nel senso pieno del termine. Oserei dire imbavagliati, legati, del tutto inadeguati nello svolgere un &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;non ruolo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; che non appartiene loro. Nel rattristarmi a rileggere, oggi come ieri e ieri l’altro e ahimè domani e doman l’altro, i segni di un soffrire sordo e afono che inermi manufatti per loro disgrazia son costretti a subire per via di melense e stanche concettualizzazioni, ho ripensato ai soggiorni romani in San Francesco a Ripa, là dove il genio berniniano amò trascrivere “di diaspro e travertino” una delle più affascinanti pagine della scultura italiana.&lt;br /&gt;E se da un lato sento esultare in me la continua riscoperta di un’appartenenza all’antica progenie di quell’arte magistrale, così straordinariamente sensoriale, al cui pensiero mi candido tra le raffinate pieghe di un talamo d’effetto, dall’altro odo sfiorire in lontananza le pulsioni compositive del fare contemporaneo, là dove ansima asfittica e faticosa l’ultima stanca proposta, senza obiettivo, senza attesa, senza speranza di riscatto.&lt;br /&gt;Quello che sotto i miei occhi si consuma è il copione sporco di caffè amaro misto a tabacco che alimenta le inadeguate stanze di inumani progetti. Chilometri di carta, più o meno variopinta, che nulla, o ben poco, hanno della coscienza artistica e del suo indifeso sincero candore.&lt;br /&gt;Offendiamo l’arte giorno per giorno. Decliniamo le nostre stanchezze in architetture che nessuno oserebbe candidare alla pubblicazione. Sgrammaticate. Autentici aborti lessicali.&lt;br /&gt;Dov’è quella carnalità nello sporcarsi le mani, nel constatare il sublime che si nasconde tra le dita macchiate di acquerello e carboncino? Dov’è?&lt;br /&gt;In quale ospizio sconfinato abbiamo iscritto, rinnovando ogni anno la quota di iscrizione, il sacrosanto dovere alla composizione che emoziona e scalfisce qualunquismo e omologazione?&lt;br /&gt;Qualcuno me lo dica.&lt;br /&gt;Se non altro, bastasse a ricolmar pur solo per un attimo questa spasmodica ricerca, spenderei i miei giorni nel tentativo di riattivare la circolazione di quel corpo costretto all’eutanasia!&lt;br /&gt;Oggi, quel che conta non è il sentirsi attore di una storia, la nostra.&lt;br /&gt;Quel che conta è saper progettare la maniera apparentemente meno compromessa di giustificare gli aborti di cui la città ferita si è fatta sepolcro attraverso la pietosa veste dell’emergenza.&lt;br /&gt;Se un’emergenza, oggi, a L’Aquila c’è non è di certo quella sismica.&lt;br /&gt;L’emergenza vera è quella dell’arte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8208689180721313542?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8208689180721313542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8208689180721313542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/ludovica-mon-amour.html' title='Ludovica... mon amour'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TQEzN6youyI/AAAAAAAAAGM/lS1l-LQaYM4/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-213215496846668188</id><published>2010-12-04T19:43:00.002+01:00</published><updated>2010-12-04T19:47:26.227+01:00</updated><title type='text'>dobbiamo com(muoverci)/2</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPqMILwC-uI/AAAAAAAAAGE/62pm5_gB8zo/s1600/30-1-libro.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546899963281341154" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPqMILwC-uI/AAAAAAAAAGE/62pm5_gB8zo/s400/30-1-libro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPqMCwXAMcI/AAAAAAAAAF8/rRj_rB_sgfA/s1600/30-1-libro.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Da qualche ora pensavo di scrivere questo post, ma soltanto adesso riesco a ritagliarmi un piccolo spazio per farlo. L’occasione per riflettere su uno degli aspetti fondativi del nostro essere pensanti, lo studio e l’approfondimento, mi viene alla mano per via di un singolare video che in questi giorni anima le pagine di facebook rilanciando una delle pietre miliari della nostra conoscenza, e soprattutto della nostra capacità di ri-conoscere i punti nodali di una formazione culturale che è parte della storia di ognuno di noi.&lt;br /&gt;In occasioni come questa si sente nel cuore un profondo senso di benessere. Ri-conoscere è riscoprire epifanicamente la progenie dialettica del nostro interlocutore d’eccezione che abita nelle segrete della mente e con noi condivide l’emozionalità autentica per confluire nell’azione culturale. Come un panettiere sà di introdurre la materia al miracolo incessante della lievitazione attraverso l’aggiunta dei fermenti, e di tanta parte si rallegra di fornir l’&lt;em&gt;opra&lt;/em&gt; delle sue mani, così l’animo di chi legge si eleva dagli azzimi delle sterili conversazioni per giungere alla riproduzione di materia altra da reinvestire in nuove e più profonde vicende che il sapere non rifugge ma finanzia.&lt;br /&gt;Ed è così che nei bozzetti di Cecilia, dell’Addio monti e delle straordinarie acquerellate manzoniane si nasconde lo stupore di chi nello scrivere provò emozione, di chi nel tracciar di grafia il frutto della creatività toccò per un istante, anche un solo istante, il mistero dell’insondabile forza del pensiero.&lt;br /&gt;Delicatezza stilistica che oggi troppo spesso ci manca, ricercatezza formale che soggiace alla sostanzialità di contenuti pe&lt;em&gt;n&lt;/em&gt;santi, ritmo, colore, suono…&lt;br /&gt;Chi ha letto qualche mio contributo critico non sarà novizio nell’apprendere che nutro scarso sincero apprezzamento per le arti figurative dell’800, da me considerate troppo stanche e asfittiche, contagiate di una &lt;em&gt;maniera&lt;/em&gt; esageratamente eclettica e pleonastica, pedissequa… per taluni aspetti inutile. Le grandi figure del secolo nacquero all’ombra della letteratura, e riscattano alla Storia la stanchezza degli artisti, assumendo su di sé l’espiazione di un peccato secolare che gravita nell’assoluta mancanza di passione, di vertigine, di attesa.&lt;br /&gt;Ecco perché se guardo indietro e penso al pennello ottocentesco non mi stupisco di rintracciarlo nella cassettina di un Manzoni, piuttosto che un Leopardi, e lo immagino lì accanto alla tavolozza ancora fresca di lini e trementine che olfattive e superbe si stendono sui pigmenti del lessico in quei laboratori di Pensiero che conobbero la magniloquenza delle grandi produzioni.&lt;br /&gt;Poche furono le attese neoclassiche nelle architetture, ingloriose riproposizioni del fare ellenico e latino senza condivisione alcuna dei programmi, imponendo alla Storia il riproporsi di una sgualcita veste rinascimentale; in realtà un deposto costume di scena ormai muffo e senza forme.&lt;br /&gt;Per quella mancanza di attesa e di vertigine, per la spasmodica ricerca del tecnicismo e del formalismo desustanziato e per ogni minima cosa negata al potenziale creativo che ogni secolo ha generato, se penso ad un olio ottocentesco a stento riuscirei a trovarlo altrove da questo che &lt;em&gt;trascrivo&lt;/em&gt; in chiusa  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;"Scendeva dalla soglia d'uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d'averne sparse tante; c'era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse così particolarmente alla pietà, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne' cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono piú forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de' volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.&lt;br /&gt;Un turpe monatto andò per levarle la bambina dalle braccia, con una specie però d'insolito rispetto, con un'esitazione involontaria. Ma quella, tirandosi indietro, senza però mostrare sdegno né disprezzo, "no!" disse: "non me la toccate per ora; devo metterla io su quel carro: prendete." Così dicendo, aprì una mano, fece vedere una borsa, e la lasciò cadere in quella che il monatto le tese. Poi continuò: "promettetemi di non levarle un filo d'intorno, né di lasciar che altri ardisca di farlo, e di metterla sotto terra così."&lt;br /&gt;Il monatto si mise una mano al petto; e poi, tutto premuroso, e quasi ossequioso, piú per il nuovo sentimento da cui era come soggiogato, che per l'inaspettata ricompensa, s'affaccendò a far un po' di posto sul carro per la morticina. La madre, dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce l'accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l'ultime parole: "addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch'io pregherò per te e per gli altri." Poi voltatasi di nuovo al monatto, "voi," disse, "passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessandro Manzoni, &lt;em&gt;I Promessi Sposi&lt;/em&gt;, cap. XXXIV&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-213215496846668188?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/213215496846668188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/213215496846668188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/12/dobbiamo-commuoverci2.html' title='dobbiamo com(muoverci)/2'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPqMILwC-uI/AAAAAAAAAGE/62pm5_gB8zo/s72-c/30-1-libro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3281348061302700968</id><published>2010-11-28T15:33:00.005+01:00</published><updated>2010-11-28T16:50:51.941+01:00</updated><title type='text'>moleskine... (ap)punti scuciti/5</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; FLOAT: left; HEIGHT: 319px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544609043674394802" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPJojHKhcLI/AAAAAAAAAF0/8Jw_2Lkna9c/s400/fiori_ulivo1.jpg" /&gt;Ci sono luoghi che ci incantano e per i quali anche la più dettagliata descrizione violerebbe quella magniloquenza che solo all’anima è deputato cogliere.&lt;br /&gt;Ci sono chilometri di muri “a secco” a delimitare secolarità di pace che solo il vento osa scuotere come le corde di una grande arpa.&lt;br /&gt;Ci sono squarci di orizzonte tutt’intorno, e i colori di un autunno spogliante che lentamente si adagiano sul suolo che riposa.&lt;br /&gt;Ci sono occhi schietti e sinceri, sorrisi autentici e grande cristianità.&lt;br /&gt;Ci sono strade dove anche la guida michelin non riuscirebbe ad evitare i sensi vietati.&lt;br /&gt;Ci sono sapori e profumi intensi.&lt;br /&gt;E un senso di pace. Profonda pace.&lt;br /&gt;Sette lettere per scrivere un’opera e chiamarla per nome.&lt;br /&gt;Salento&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3281348061302700968?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3281348061302700968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3281348061302700968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/moleskine-appunti-scuciti6.html' title='moleskine... (ap)punti scuciti/5'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TPJojHKhcLI/AAAAAAAAAF0/8Jw_2Lkna9c/s72-c/fiori_ulivo1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3580400161964786278</id><published>2010-11-27T01:13:00.006+01:00</published><updated>2010-11-27T01:23:04.092+01:00</updated><title type='text'>IL DECALOGO DELL'INTELLETTUALE DI DESTRA</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.dottorsport.info/uploads/article/image/ruby-berlusconi-minetti-questura.jpg" /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Dal momento che criticare Berlusconi, abbiamo imparato che è un esempio di mero qualunquismo e di stupida oziosità schiava degli slogan, suggeriamo un decalogo a tutti gli aspiranti intellettuali intelligenti, che volessero ribadire, ogni giorno di più, il loro merito d’essere indipendenti, non strumentalizzati, e soprattutto liberi e liberali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ol style="margin-top:0cm" start="1" type="1"&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Vestiario casual ma elegante: mai comprare un      indumento alla moda, per carità, ma neppure distaccarsi troppo dalla moda,      perché altrimenti scadete nel conformismo degli anticonformisti. E questo      non ve lo potete permettere. Guardate con disprezzo tutti quei cretini che      indossano un eskimo o una kefiah, ché sono così ottusi da non sapere      nemmeno il significato di quegli strumenti che portano appesi al collo. Voi      sì, voi lo sapete, ovviamente. Capello corto corto corto, sempre in      ordine, radetevi il viso almeno 6 (dico sei, non una di meno) volte al      giorno, per dare un’immagine ordinata e pulita di voi. Del resto, si sa: è      da quando hanno cominciato ad andar in giro i capelloni che il mondo è      finito a rotoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;In edicola, comprate Il Giornale e Libero, cioè      la vera informazione, l’unica che non sia schiava del giornalismo rosso,      delle toghe rosse, del giustizialismo rosso. Però premunitevi di comprare      anche il Corriere della Sera, per poter mostrarlo con aria baldanzosa a      chi vi osserva: spiegategli che è la vera voce pluralista, quella che      ospita editoriali di Pigi Battista, Galli della Loggia e Panebianco: i guru del giornalismo. Se vedete qualche zuccone che compra il Fatto      Quotidiano, spiegategli che quella non è vera informazione; se vi chiederà      di confutare le tesi del suddetto giornale con prove concrete e tangibili,      rispondete che è il giornale giustizialista delle toghe rosse (ma ditelo      con aria moderata: ricordate che voi siete pacifisti e liberali). Se      costui vi fa presente che è l’unico giornale che non prende contributi      statali, cioè pubblici, cioè pagati da tutti, non guardatelo più in faccia      e andatevene: quel tale è sicuramente un sovversivo, uno di quelli che      sostiene i “mandanti mediatici occulti di Tartaglia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Quando accendete la televisione, sappiate che il      telegiornale della rete principale, cioè il TG1, è affidabile e      attendibile. Ha ultimamente mescolato le immagini del corteo aquilano del      7 luglio con quello degli studenti romani che assediavano il Senato, ma lo      ha fatto per divertire il telespettatore a “trovare l’intruso” nel      montaggio. È diretto, tra l’altro, da un direttorissimo, uno di quelli      davvero bravi e zelanti: qualche mese fa, per dire di come sia      intelligentissimo, sostenne che Craxi era stato un grandissimo statista, e      che era stato determinante per la risoluzione positiva della guerra fredda      e per la caduta del Muro di Berlino. Disse anche – il direttorissimo, non      Craxi – che non era indagato per l’inchiesta di Trani, quella in cui il      presidente del consiglio era stato intercettato mentre minacciava i      dirigenti RAI per sospendere senza motivo Annozero. Purtroppo le toghe      rosse il giorno dopo resero noto il registro degli indagati, e lui c’era      dentro. Ma a sua insaputa, s’intende. Ah, dimenticavo, l’autority ultimamente,      prima volta in uno Stato europeo per un TG di una rete pubblica, ha      denunciato il TG1 per squilibrio di informazione a favore del governo. Ma anche l’Autority è in      mano ai comunisti, ovviamente. Per il dopo-cena, come digestivo, tre giorni      a settimana troverete su Rai1 i plastici di Bruno Vespa, giornalista di      garbo che si oppone – menomale che c’è lui! – al giacobinismo mediatico. E      poi, ovviamente, ci sono tre reti private che però sono nazionali che      potete guardare senza alcuna controindicazione. Sono di uno che è anche      primo ministro: ma ricordate che il conflitto di interessi è solo un      teorema della sinistra giustizialista e comunista. Ah, già, c’è una legge      europea che vieta ad un privato di detenere il 50% delle reti televisive      nazionali. E infatti Rete 4 dovrebbe essere da anni sul satellite, e al      suo posto dovrebbe esserci Tv7 di Di Stefano, che ha vinto le regolari      gare d’appalto. Ma a noi che ce ne frega? Abbiamo inventato la rivoluzione      del digitale terrestre: così, al modico prezzo di 69 euro e di una piccola      incostituzionalità, ci siamo garantiti il TG4 di Emilio Fede per tutta la      vita. E questa si che è una vittoria, per noi che siamo liberali. E se qualcuno vi dice che l'informazione è in mano a Berlusconi, a questo cretino rispondetegli che come c'è Berlusconi c'è anche Santoro, la Dandini e la Gabbanelli. E se vi chiede che fine abbiano fatto Santoro, Luttazzi e Biagi per sei o sette anni, rispondetegli che loro facevano un uso criminoso del servizio pubblico: dicevano cose vere!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Il cinema non lo guardate: è “culturame”. E non      leggete manco i giornali, e non andate nemmeno a teatro, ché certe cose vi      deviano intellettualmente e vi lascereste strumentalizzare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Letture: vi consiglio i Diari di Mussolini, che      il noto bibliofilo Dell’Utri continua a spacciare per autentici,      nonostante tutti i filologi italiani li abbiano dichiarati dei falsi. Ma      Dell’Utri è Dell’Utri!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Per la musica, vada per Apicella. Disincantato e      intonatissimo. Molto orecchiabile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Se volete divertirvi o svagarvi, visto che lavorate      tutto il giorno ed è sacrosanto riposarsi un po’, alla sera, comprate delle      minorenni e scopatevele. Cioè, scusate, è stato un lapsus. Volevo dire:      convocate a cena delle escort e mostrate loro il lettone di Putin. E a tutti      quei bigotti che vi dicono che è immorale, oltreché reato, rispondete che      è tutta invidia perché loro se lo sognano di trombarsi la nipote di      Mubarak. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;La coerenza è tutto. Dichiarate di assecondare      il partito dell’amore ma poi dite che i negri vanno rispediti a calci nel      culo nel loro paese a vendere le banane, minacciate la guerra civile e      dite che gli islamici “possono morire, ma tanto voi il crocifisso non lo      togliete!”. Dichiarate di essere nazionalisti ma fate il saluto romano      durante le manifestazioni ufficiali, anzi non cantatelo per niente l’inno      di Mameli e con il tricolore pulitevici il culo. Siate per la velocità nei      processi ma poi proponete i lodi alfani incostituzionali, i legittimi impedimenti      e l’anticipazione della prescrizione. E poi, assolutamente, ripudiate il      sillogismo aristotelico: se A corrompe B, e B è colpevole d’esser stato      corrotto da A, dire che A è colpevole d’aver corrotto B è una cagata      pazzesca. Anzi, meglio: è un teorema della sinistra, giustizialista e comunista.      Dite di voler combattere &lt;st1:personname productid="la Mafia" st="on"&gt;la       Mafia&lt;/st1:personname&gt;, ma prendetevi come spalla destra un condannato in      secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa,      uno che è stato accertato che frequenta mafiosi nei loro matrimoni e      compleanni e soprattutto, se avete cavalli, ma anche se non ne avete,      assumete come stalliere un boss di mafia, uno di quelli che vengono      condannati per omicidio, spaccio di droga e mafia… Un eroe, insomma!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Ricordate che voi siete e rimarrete sempre      cattolici. Ma soprattutto, sarete liberi da ogni cliché anticlericale. Se      il Papa condanna l’omosessualità, non dite che è omofobo, ma solo moralmente      corretto; se raccontate barzellette con bestemmie pur rivestendo una      carica pubblica, sappiate che non è peccato perché tutto va      contestualizzato. Se andate a letto con le minorenni, pazienza… qualche      peccato veniale lo commettiamo tutti. Se siete divorziati, tranquilli,      prenderete lo stesso la comunione. E soprattutto, ricordate che Boffo era      un grande direttore dell’Avvenire, giornale cattolico, e che la campagna      diffamatoria che ha subito e che l’ha costretto a dimettersi è stata      indegna di un Paese civile. Ma non dite in giro che chi ha condotto quella      campagna è il direttore di uno dei giornali che comprate la mattina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal" style="mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Ricordate che Travaglio dice bugie ed è      qualunquista e demagogo, a priori. Non preoccupatevi di dover dimostrare e      provare le ugie che dice. Lui le dici e basta. E poi è un mandante      occulto, ve lo ripeto. Saviano è un eroe finché scrive Gomorra (che voi      non avrete sicuramente letto, ma comunque lo ritenete un gran libro) ma      diventa un comunista qualunquista se dice che i Partiti Politici sono      collusi con &lt;st1:personname productid="la Mafia. Ingroia" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Mafia." st="on"&gt;la Mafia.&lt;/st1:personname&gt; Ingroia&lt;/st1:personname&gt;      è un esibizionista. Ma emette sentenze giuste. Va be’, che c’entra? È comunque      un’esibizionista, e tanto basta. Borsellino è un eroe dell’antimafia: ma      se in un’intervista rilasciata prima di morire confessa che Berlusconi “è      la testa di ponte tra &lt;st1:personname productid="la Mafia" st="on"&gt;la       Mafia&lt;/st1:personname&gt; al sud e la grande finanza al nord” allora anche      lui è un comunista e giustizialista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3580400161964786278?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3580400161964786278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3580400161964786278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/il-decalogo-dellintellettuale-di-destra.html' title='IL DECALOGO DELL&apos;INTELLETTUALE DI DESTRA'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7723455522731221075</id><published>2010-11-26T23:52:00.004+01:00</published><updated>2010-11-27T00:08:17.269+01:00</updated><title type='text'>IL DECALOGO DELL'INTELLETTUALE DI SINISTRA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TPA85AyLXMI/AAAAAAAAAB0/PVD3_zUEv7k/s1600/roberto-saviano.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TPA85AyLXMI/AAAAAAAAAB0/PVD3_zUEv7k/s320/roberto-saviano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543998091453750466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal vivace dibattito culturale, da sempre caratteristico della sinistra, sono state partorite numerose declinazioni della figura dell’intellettuale e renderne conto attraverso indicazioni assertive è problematico. Qui ci si limiterà pertanto a proporre una sintesi di queste diverse configurazioni, a partire dai tratti che esse condividono e prendendo in considerazione, ove possibile, anche le  sfumature che le caratterizzano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nell’abbigliamento, siate più simili a un funzionario del Partito Comunista sovietico che ad un “colletto bianco”. Borghesi, sì, ma ordinari e minimalisti. Comprate giacche e pantaloni più grandi della vostra taglia, cercate di indossare sempre gli stessi o, se siete igienisti, acquistate una serie di capi identici. Al consueto abito potete alternare camicia e maglione a girocollo, premurandovi di operare disturbanti abbinamenti cromatici.&lt;br /&gt;2. In edicola i giornali da acquistare vanno rigorosamente ripartiti per settore: il “Fatto Quotidiano” per la cronaca, “Repubblica” per gli editoriali sulla politica (ricordatevi che quando piegate il vostro plico sotto al braccio, questo è l’unico titolo che dovete lasciar intravedere), “Il Manifesto” per la cultura e se volete esagerare, il mensile di Flores d’Arcais “Micromega”. Evitate il “Corriere della Sera”, ha preso l’abitudine di ospitare il contraddittorio e voi avete appena appreso che è un principio mendace. Sulla coerenza, si veda il punto 9.&lt;br /&gt;3. Quando volete concedervi un po’ di televisione, avete l’imbarazzo nella scelta. Quella del telespettatore dev’essere una vera settimana di passione: dal lunedì al sabato il tg3 delle 14:20, dal lunedì al venerdì “Parla con me” della Dandini, il lunedì “Vieni via con me”, il martedì “Ballarò”, il giovedì “Annozero”, il sabato e la domenica “Che tempo che fa”, quindi la Gabanelli o Iacona. Non dimenticate però di ribadire che l’informazione è controllata da Berlusconi.&lt;br /&gt;4. Per quanto concerne il cinema, dovete sottoporvi alla inderogabile visione di pietre miliari quali l’opera omnia di Nanni Moretti, “Draquila” di Sabina Guzzanti, le pellicole di Almodòvar nelle serate romantiche, i sublimi saggi della ristretta cerchia di registi e attori italiani quali Francesca Comencini, Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti; evitate le proiezioni commerciali, dilettatevi in generale col cinema d’essai. Dalla scuola veltroniana potrete eventualmente apprendere come giustificare la vostra inguaribile passione per la commedia sexy, dispensando giudizi lusinghieri sulla recitazione di Edwige Fenech o sulla profondità di lavori quali “Giovannona coscialunga disonorata con onore”.&lt;br /&gt;5. Complesso è anche il panorama dei testi di riferimento: conservate pure il “Capitale”, i “Diari” gramsciani, gli scritti di Lenin, Trotzki, o Losurdo, purché li collochiate in una posizione della libreria su cui difficilmente cadrebbe l’occhio di un ospite. Devono invece fare bella mostra di sé i capolavori dei grandi letterati contemporanei, soprattutto se hanno avuto un passato in Lotta Continua; secondo alcuni è ammessa la presenza dei romanzi di Veltroni, altri consigliano addirittura i saggi di Di Pietro sulla costituzione; i guru dell’economia restano Keynes e Sen; immancabili i volumi di Enzo Biagi, Marco Travaglio&amp;Peter Gomez e naturalmente “Gomorra” di Saviano. Tenete una Bibbia intonsa per dimostrare che siete pervenuti all’ateismo seguendo i consigli di Odifreddi sull’analisi razionalistica delle Sacre Scritture. “Il Piccolo Principe” costituisce una lettura comune a veltroniani e finiani. &lt;br /&gt;6. La discografia integrale di De André è un must, ma in generale potete spaziare dagli Inti-Illimani a De Gregori, da Bob Dylan a Bruce Springsteen, ai Beatles, da Bersani (Samuele) a Battiato, a Elio e le storie tese, fino a tutta la musica classica diretta da Muti, Abbado o Zubin Mehta. Evitate Battisti oppure fugate i sospetti di eresia sostenendo che era apolitico. &lt;br /&gt;7. Alle vacanze al mare sono preferibili quelle in montagna (a meno che possiate permettervi Capalbio): su un cucuzzolo innevato d’inverno o verdeggiante d’estate, potete sfogliare come Petrarca le “Confessiones” di Sant’Agostino e sperimentare una chicchissima forma di illuminazione spirituale. Ricordate però che vi è concesso al massimo il fideismo, mentre sul cattolicesimo siate fermi nel ribadire che: i preti sono pedofili; i preti sono ricchi; la Chiesa non paga l’ICI; la Chiesa è omofoba; la Chiesa è mafiosa; la Chiesa è oscurantista; il papa ha l’ermellino; il papa ha militato nella “Gioventù hitleriana”. &lt;br /&gt;8. Ciò premesso, siate comunque moralisti. Un tempo facevate l’amore e non la guerra. Ora non fate più nemmeno quello. Anche per questo tenetevi lontani dalle località balneari dove pullulano sexy disco, piste da ballo e signorine “allegre”. La escort è solo una Ford. Siate persone perbene, perché questo è un fatto privato, ma dato che siete esseri “immediatamente sociali”, è anche un fatto pubblico. Ricordate che la crisi economica, i conflitti, le epidemie e le catastrofi naturali dipendono dal bunga-bunga. &lt;br /&gt;9. La coerenza è degli stolti: le vostre posizioni politiche, valutazioni morali, scelte culturali vanno attagliate ai mutamenti di prospettiva che si determinano nei salotti buoni o ai piani alti delle irraggiungibili testate giornalistiche di qualità. Così se un tempo lamentavate la faziosità di Emilio Fede e Minzolini, ora avete imparato che il diritto di contraddittorio è una trovata fuorviante se ad esso si appellano i berlusconiani; se un tempo davate a Fini del fascista e inorridivate quando definiva Mussolini “il più grande statista del Novecento”, oggi considerate la sua come una destra intelligente, moderata, civile, rispettosa, pluralista, l’unica tollerabile – perché è pacifico che siate voi a stabilire quale destra va bene. Sulla concezione della sessualità, vedere il punto 8.&lt;br /&gt;10. Siano Fazio, Saviano, Santoro, Travaglio, la Guzzanti, Obama, Sartori, i vostri referenti culturali; innalzate circoli ARCI a Falcone e Borsellino, facendovi riunire lì la mafia; chiamate Falcone “Giovanni” e dite che Borsellino ha accusato Berlusconi di collusioni con “Cosa nostra” e che perciò è lui il mandante delle stragi; andate a messa da Ayala, Ingroia, De Magistris; visitate L’Aquila abbandonata dal Governo, plaudite ai comitati soli nella lotta disperata per la rinascita della città, che dovete acclamare quale nuova frontiera del futuro politico e culturale italiano; coltivate la fede nella scienza, ma opponetevi agli OGM e al nucleare; dite sempre – soprattutto all’estero –  che l’Italia fa schifo, che volete andarvene, ma in realtà restate (siete voi l’ultima speranza per il Paese); idolatrate la Costituzione anche se siete relativisti; citate Gramsci, Togliatti, Berlinguer, Fo, Benigni; sostenete i ricercatori universitari, i professori, gli operai della FIAT, fresche leve dell’antiberlusconismo; e trepidate perché il giorno della caduta di Berlusconi è vicino, ma non temete che a quel punto non avrete più nulla da dire. Ci sono cose, nel mondo, che restano sempre a galla. E di queste, una è meglio non citarla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TPA9jJLugmI/AAAAAAAAAB8/PHqX997mqsI/s1600/radical-chic.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 136px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TPA9jJLugmI/AAAAAAAAAB8/PHqX997mqsI/s320/radical-chic.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543998815262900834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7723455522731221075?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7723455522731221075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7723455522731221075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/il-decalogo-dellintellettuale-di.html' title='IL DECALOGO DELL&apos;INTELLETTUALE DI SINISTRA'/><author><name>Alessandro Rico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TPA85AyLXMI/AAAAAAAAAB0/PVD3_zUEv7k/s72-c/roberto-saviano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-4326420305269538823</id><published>2010-11-22T22:36:00.002+01:00</published><updated>2010-11-22T22:40:22.691+01:00</updated><title type='text'>improvvisa(mente)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOriu-K-kqI/AAAAAAAAAFs/ocHtGku6vwg/s1600/violoncello.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 287px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542491588023718562" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOriu-K-kqI/AAAAAAAAAFs/ocHtGku6vwg/s400/violoncello.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;È sera. Profonda sera di una giornata intensa.&lt;br /&gt;Volti, suoni, colori, parole. Tante. Come solito troppe.&lt;br /&gt;Eppure tanta pace intorno. Tanta quiete nonostante l’incalzare frenetico del da farsi, da dirsi, da appuntarsi.&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            Scartabellando carte ancora sepolte da quell’ultima notte, alla ricerca di un vecchio saggio, riaffiora l’ormai sgualcita tenerezza dei &lt;em&gt;Canti&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Mi fermo qui, in chiusa di giorno, a un passo dalla notte e il riposo a rilegger quel passo che come allora, come ogni volta, mi scuote nel profondo per candidarmi all’emozione.&lt;br /&gt;E ogni volta torna straordinariamente ad essere candidatura senza avversari, senza politica del costume, senza esigenza di forma e circostanza.&lt;br /&gt;Emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E tu, lenta ginestra,&lt;br /&gt;Che di selve odorate&lt;br /&gt;Queste campagne dispogliate adorni,&lt;br /&gt;Anche tu presto alla crudel possanza&lt;br /&gt;Soccomberai del sotterraneo foco,&lt;br /&gt;Che ritornando al loco&lt;br /&gt;Già noto, stenderà l'avaro lembo&lt;br /&gt;Su tue molli foreste. E piegherai&lt;br /&gt;Sotto il fascio mortal non renitente&lt;br /&gt;Il tuo capo innocente:&lt;br /&gt;Ma non piegato insino allora indarno&lt;br /&gt;Codardamente supplicando innanzi&lt;br /&gt;Al futuro oppressor; ma non eretto&lt;br /&gt;Con forsennato orgoglio inver le stelle,&lt;br /&gt;Né sul deserto, dove&lt;br /&gt;E la sede e i natali&lt;br /&gt;Non per voler ma per fortuna avesti;&lt;br /&gt;Ma più saggia, ma tanto&lt;br /&gt;Meno inferma dell'uom, quanto le frali&lt;br /&gt;Tue stirpi non credesti&lt;br /&gt;O dal fato o da te fatte immortali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;                        &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giacomo Leopardi, &lt;em&gt;La ginestra&lt;/em&gt;, vv. 297-317&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;            Gli occhi si chiudono al sonno.&lt;br /&gt;Domani è un giorno nuovo. Una nuova possibilità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-4326420305269538823?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4326420305269538823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/4326420305269538823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/improvvisamente.html' title='improvvisa(mente)'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOriu-K-kqI/AAAAAAAAAFs/ocHtGku6vwg/s72-c/violoncello.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2259275605906192531</id><published>2010-11-18T22:06:00.003+01:00</published><updated>2010-11-18T22:10:18.120+01:00</updated><title type='text'>moleskine... (ap)punti scuciti/4</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOWVgk8l2zI/AAAAAAAAAFk/Jx2IOfLFtOo/s1600/rainthemebysielojramuin9.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 266px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540999303455431474" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOWVgk8l2zI/AAAAAAAAAFk/Jx2IOfLFtOo/s400/rainthemebysielojramuin9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Scende lenta la sera su questa giornata. Come tante. Come troppe, tutte uguali, ognuna terribilmente somigliante alle altre. Non una diversità, non un solo motivo in più per sentirsi o riscoprirsi rinnovati.&lt;br /&gt;Sto diventando una macchina da guerra. Non di pace.&lt;br /&gt;Procedo a passo svelto come uno dei tanti giapponesi che sfrecciano sulle strade di una metropoli cosmopolita, ignaro degli sguardi di chi, stanco o distratto, lo segue in coda d’occhio dal finestrino imbrattato del tram.&lt;br /&gt;E penso che tutto questo correre non mi accompagni verso un obiettivo, piuttosto mi distrae da quella natura intrinseca che mi appartiene, che mi inscrive nel patrimonio genetico di un essere pensante, emozionale, passionale. Un essere che cerca sperimentalmente di ricomporre i dettagli, che sente nel cuore l’incalzare tachicardico del fermento e l’inquietudine. Un essere che questa inquietudine la confina al di là di un’apparenza convenzionale, istituzionale, troppo spesso cucita addosso come un vestito di grido che all’interno, però, rischia di essere sorretto da una tarlata sterile conocchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa compagnia la pioggia. Stasera.&lt;br /&gt;Amo la pioggia. Mi incanto nell’osservarla scender giù e toccare terra con una perfezione geometrica che sconvolge. Mi rasserena ascoltare in sottofondo il melodico incalzare delle gocce infrante.&lt;br /&gt;Mia madre racconta che quando son nato, sullo spirare dell’autunno, pioveva. E il mio primo pianto lo accompagnava una pioggia dicembrina calma e fitta. Era notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna più bella che ho visto, la stessa che ho amato davvero, la rivedo, oggi come allora, stretta nell’abbraccio delle sue stesse braccia, una sera d’autunno, indifesa sotto l’incalzare di una incessante piovosità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella pioggia l’ho amata, e amata davvero.&lt;br /&gt;E quest’acqua, stasera, mi racconta di giorni lontani. Giorni in cui la mia vita viveva la “normalità” di un’anormale illusione, là, dove ogni cosa sembrava al suo posto. Giorni di ieri. Rimembri lontani e talvolta confusi, ma non per scarsa memoria, quanto piuttosto per disidratata malinconia. Dimenticare, a volte, ci fa soffrire meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita è adesso. Non ieri, tantomeno domani.&lt;br /&gt;Cosa vale il domani se oggi non ho vissuto!&lt;br /&gt;Ma vivere oggi significa ridiscutere i caratteri di una asfittica realtà che mi chiama ad elaborare sistemi, a produrre quanto più possibile perché mi soddisfi la consapevolezza di aver dato un senso al mio tempo.&lt;br /&gt;Non è così.&lt;br /&gt;Non può essere questa la chiave di volta del mio oggi. Non per me che combatto mediocrità, qualunquismo e sovrastruttuazione emozionale. Non per me che minaccio di morte ogni pensiero già pensato, ogni situazione già vissuta, ogni emozione già svelata.&lt;br /&gt;Non può esser questo quel sogno da realizzare che Qualcuno mi inscrisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco la libertà.&lt;br /&gt;Ma non la voglio trovare in quel che faccio, in chi incontro, in chi mangia con me o con me trascorre il tempo. Voglio sentirla in me stesso, perché sia libero chi incontro, chi mangia con me e chi con me trascorre il suo tempo. Perché sia in me che lascio esplodere la vita, per sentirla risalir le vene fino al cuore dove rigenerata torni a pompare nelle arterie della mia storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse il mio vento sta tornando a soffiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2259275605906192531?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2259275605906192531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2259275605906192531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/moleskine-appunti-scuciti4.html' title='moleskine... (ap)punti scuciti/4'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TOWVgk8l2zI/AAAAAAAAAFk/Jx2IOfLFtOo/s72-c/rainthemebysielojramuin9.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-2580828937066937703</id><published>2010-11-17T17:45:00.000+01:00</published><updated>2010-11-17T17:45:43.474+01:00</updated><title type='text'>La terra dei cachi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TOQGmGWPtVI/AAAAAAAAAVQ/PFUPZtDRnzk/s1600/cachi.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TOQGmGWPtVI/AAAAAAAAAVQ/PFUPZtDRnzk/s1600/cachi.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma che fine ha fatto l'Italia? Cerco l'Italia in ogni angolo delle strade dove passo. Se domando a qualcuno dov'è l'Italia, quel qualcuno mi sorride, forse perchè mi prende per pazzo a domandare dov'è l'Italia mentre ci cammino sopra. Ma l'Italia che cerco è l'Italia dell'eccellenza, dei talenti, dei geniali ideatori di strade nuove. L'Italia che cerco è quella che ha fatto l'Europa, non l'economia europea. L'Italia che cerco è quella dove i valori contano e non servono come armi a farsi delle guerre fratricide e ideologiche. L'Italia che cerco non è quella urlata e offesa dai programmi dei 'preti laici', di quelli che elevano le loro battaglie a religione, a credo dogmatico. L'Italia che cerco è quella che non si vergogna della sua storia, che la ricorda, che la racconta, che ha imparato la lezione anche quando ha perso il passo. Dov'è l'Italia mentre i giornali e i media fanno da eco ad una mediocrità diffusa, a politici che non ricordano più cos'è il "bene comune", e pensano che sia "comune" solo a loro. Dov'è l'Italia, quella che educava, quella che insegnava a stare davanti alle cose con responsabilità, con realismo, senza paura.; l'Italia degli oratori che non erano succursali delle sale giochi, ma palestre di vita; l'Italia delle famiglie che sapevano parlarsi e condividere; l'Italia della scuola e dell'università che formava e mandava avanti i talenti e non quelle scatole vuote di precariato, che sono solo sale d'attesa per partenze all'estero senza più ritorno. Dov'è l'Italia, quella per cui vado orgoglioso nel mondo, quella che vale più dei piatti di spaghetti e della pizza, l'Italia che sa farsi riconoscere non per la mafia ma per la scaltrezza con cui sa reinventarsi, con cui sa rinascere, con cui sà trasformare le crisi in opportunità.&lt;br /&gt;Dov'è l'Italia? Non smetterò di cercala, perchè da qualche parte sicuramente ancora c'è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-2580828937066937703?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2580828937066937703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/2580828937066937703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/la-terra-dei-cachi.html' title='La terra dei cachi'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TOQGmGWPtVI/AAAAAAAAAVQ/PFUPZtDRnzk/s72-c/cachi.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7761289291770592149</id><published>2010-11-13T23:17:00.003+01:00</published><updated>2010-11-13T23:30:22.641+01:00</updated><title type='text'>ROOT OF MY PAIN</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;img src="http://www.fauser.edu/students/saurin/dati/immagini/Munch%20Disperazione.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-family:Arial;mso-ansi-language:EN-GB"&gt;Your smell made me die&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;and it hurt me like wheals:&lt;br /&gt;I’d lend you all my senses&lt;br /&gt;To show how sweet it feels.&lt;br /&gt;I stand for you my sorrow&lt;br /&gt;- don’t think it could be a sin -&lt;br /&gt;I’d follow you in the mirror&lt;br /&gt;And ask to hand me in.&lt;br /&gt;It doesn’t seem you heard me&lt;br /&gt;but I will not loud my voice,&lt;br /&gt;dandle you with my words&lt;br /&gt;but fear they can be noise.&lt;br /&gt;Like a lily you show your beauty&lt;br /&gt;when the sunrise kisses you;&lt;br /&gt;but when night come so cold&lt;br /&gt;withdraw, I’ll be your dew.&lt;br /&gt;I’ll throw this frozen mask,&lt;br /&gt;I bag you: throw your glove.&lt;br /&gt;We’re beneath love and hate,&lt;br /&gt;we are, both, above.&lt;br /&gt;Your thought is like a breath&lt;br /&gt;blowing on my eye&lt;br /&gt;for which I don’t ask to live on&lt;br /&gt;and I pray not to die.&lt;br /&gt;And this my crazy heart&lt;br /&gt;will be drawn into the rust,&lt;br /&gt;I’ll offer to your smile&lt;br /&gt;and will rest nothing but dust.&lt;br /&gt;Lights in the street are on,&lt;br /&gt;people say I love you in vain:&lt;br /&gt;but what can people know?&lt;br /&gt;I love you, root of my pain&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7761289291770592149?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7761289291770592149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7761289291770592149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/root-of-my-pain.html' title='ROOT OF MY PAIN'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-5396953112945920871</id><published>2010-11-13T09:56:00.004+01:00</published><updated>2010-11-13T19:13:42.182+01:00</updated><title type='text'>... dobbiamo (com)muoverci</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TN5TJu7fAOI/AAAAAAAAAFc/7cb-ot5IzTw/s1600/luce-di-chiesa.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 390px; HEIGHT: 376px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538956018393743586" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TN5TJu7fAOI/AAAAAAAAAFc/7cb-ot5IzTw/s400/luce-di-chiesa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;"L'architettura è un fatto d'arte,&lt;br /&gt;un fenomeno che suscita emozione,&lt;br /&gt;al di fuori dei problemi di costruzione,&lt;br /&gt;al di là di essi.&lt;br /&gt;La Costruzione è per tener su:&lt;br /&gt;l'Architettura è per commuovere."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Le Corbusier&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’occasione di questo post nasce da una serie di considerazioni che mi trovo a ripensare avendo raggiunto l’ultima pagina di uno straordinario saggio che un critico contemporaneo ha dedicato, quasi del tutto monograficamente, al &lt;em&gt;genio&lt;/em&gt; settecentesco quale incipit di un “dibattito” culturale e sociale insieme a proposito delle molteplici implicazioni che un simil fare architettonico -da alcuni definito presuntuoso, capriccioso e che io amo definir coraggioso- indiscutibilmente passa al testimone della Storia allorché predispone l’animo verso una progettualità che è altro dalla stanchezza dell’imitazione, del conformismo creativo e della finta tranquillità formale che pedissequamente l’uomo ama cingersi addosso per scansare la paura di rimettere in gioco decenni di eclettismo sterile e confuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto proponendo alla regia di puntare i fari di un proscenio sovraesposto verso la penombra del fondale per rischiarare, a tratti, la matericità di quell’impalcatura scenografica che cinquant’anni fa qualcuno osò erigere sulla scena del gusto, e che oggi, incantati che siamo dall’esplosione del visual, a singhiozzo riusciamo a rileggere in quell’autentica rappresentazione di uno spazio “possibile”.&lt;br /&gt;Parlo dell’architettura omnidisciplinare che il buon Le Corbusier non mancò di saggiare nell’essenza allorché raggiunse, poi, la “violenta” consapevolezza che in lui condusse quest’arte sulla strada di un rinnovamento radicale, di una ri-codificazione &lt;em&gt;in nuce&lt;/em&gt; di quei caratteri che sono inscritti nel corredo genetico dell’uomo pensante.&lt;br /&gt;Consapevolezza dell’essere interprete del suo tempo, delle sue implicazioni, delle sue complessità apparentemente esemplificate in una giustapposizione dialettica tra orizzontale e verticale disposte insieme nella perpendicolarità o nella traccia di un curvilineo puro ed essenziale, e che in realtà traducono attraverso l’uso di un lessico materico altro le consolidate spinte compositive che accompagnano i secoli della costruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coscienza artistica, e non solo tecnica, che è insita nell’esigenza di ritornare a concepire i caratteri dello spazio attraverso un atteggiamento cosciente, che nasce e si forma attraverso la sperimentazione storicista del problema edificativo, per di più alimentato dalla fisiologica ansia di sentirsi addosso la responsabilità dell’essere improrogabilmente -e oggi lo sottolineo due vote ripetendolo, improrogabilmente- autore del proprio tempo. Oggi. Non domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi rattristo, mi distruggo nel profondo, quando son costretto ad ascoltare quelle lunghe e melense cantilene sull’esaltazione del fare architettonico moderno e contemporaneo che alcuni si gloriano decantare, soprattutto in questo particolare tracciato della storia locale aquilana, senza la minima consapevolezza delle origini di quello che è stato ed è un atteggiamento prima ancora culturale, sotteso nella complessità di un circuito interdisciplinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo costretti a registrare, mi si passi il termine a “protocollare”, ore ed ore di lavoro inutile, chilometri di sterilità e qualunquismo compositivo. Gli architetti sembrano stregati da un maniaco che violenta nel profondo le coscienze fino ad esaurirne quella linfa vitale che è la storia, la ricerca, la curiosità. E procedono a passo svelto, come il criceto sulla ruota, a digitalizzare ciò che la matita riesce a solcare sulla carta prima ancora che la matita stessa tocchi la carta.&lt;br /&gt;Sono mesi che non ho il piacere di contemplare uno schizzo, di commuovermi nella sbavatura di un’acquerellata, di incantarmi nel bucare con gli occhi il quadro prospettico che vuole l’edificio parte di un contesto umano da restituire, conoscere e valorizzare nelle insite potenzialità.&lt;br /&gt;Sono mesi che rileggo proposte nate nell’arco di una notte attraverso il pc. Sono troppi i mesi in cui soltanto in pochi si stanno facendo interpreti di questo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’emergenza è un alibi, ormai politicizzato, per nascondere l’assoluta, o quasi, mancanza di criticità nell’approccio a quel mondo sì complesso e sfaccettato che nella composizione architettonica trova il terreno più fertile.&lt;br /&gt;Rifuggir l’atteggiamento di coloro che la storia inscrive tra le pagine delle gloriose atmosfere seicentesche prima, e settecentesche poi, non può essere la strada migliore, non di certo saprà condurci verso l’alba di una rinascita possibile quanto piuttosto ci costringerà al ricovero di massa nelle corsie di una pneumologia riabilitativa senza che alcuno riesca a riabilitare la vitalità degli alveoli ormai troppo saturi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Aquila è oggi l’occasione “possibile” di un laboratorio a cielo aperto dal quale trarre una molteplicità di spunti per l’avvio di un’epoca nuova attraverso il ri-disegno cosciente, a tratti fanciullesco nella capacità di commuoverci tralasciando sovrastrutturazioni e condizionamenti, dei caratteri identitari di un uomo che ancor prima di essere com’è è stato tanto ellenico quanto latino, romanico quanto gotico, rinascimentale quanto classicista, barocco quanto rococò e per finir moderno, ma comunque sempre attento ad interpretare il suo tempo vascolarizzandone i caratteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo davanti a un bivio. Stiamo rischiando di scegliere di andare nella direzione sbagliata.&lt;br /&gt;L’occasione è oggi.&lt;br /&gt;Adesso.&lt;br /&gt;Finiamola di aspettare che qualcun’altro giochi il nostro ruolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a commuoverci. &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;L’Architettura è per commuovere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-5396953112945920871?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5396953112945920871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/5396953112945920871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/dobbiamo-commuoverci.html' title='... dobbiamo (com)muoverci'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TN5TJu7fAOI/AAAAAAAAAFc/7cb-ot5IzTw/s72-c/luce-di-chiesa.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1071094579628710333</id><published>2010-11-07T15:42:00.000+01:00</published><updated>2010-11-07T15:42:05.998+01:00</updated><title type='text'>Sta accadendo qualcosa (stralci dai miei appunti privati)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TNa6kCjSZ8I/AAAAAAAAAVM/b2WlW2tk1hc/s1600/arg_main_picture.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TNa6kCjSZ8I/AAAAAAAAAVM/b2WlW2tk1hc/s320/arg_main_picture.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a non sentire mescolata all'inquietudine, la sensazione che sta accadendo qualcosa.&lt;br /&gt;Sta accadendo adesso.&lt;br /&gt;Sta avvenendo latente sotto miei occhi.&lt;br /&gt;Mentre la storia pare cada verso la deriva della mediocrità; mentre la politica del nostro paese sfiora il banale andante; mentre certa percezione del cristianesimo si va a nascondere di nuovo al caldo delle sagrestie, sta accadendo qualcosa.&lt;br /&gt;Non conosco il nome di questo qualcosa.&lt;br /&gt;Non riesco a decifrare i contorni di un'intuizione sfocata che mi balena in mente e nel cuore giorno e notte. Eppure sta accadendo, sta nascendo, sta venendo fuori piano piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sono io? E chi sei Tu?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-1071094579628710333?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1071094579628710333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/1071094579628710333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/sta-accadendo-qualcosa-stralci-dai-miei.html' title='Sta accadendo qualcosa (stralci dai miei appunti privati)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TNa6kCjSZ8I/AAAAAAAAAVM/b2WlW2tk1hc/s72-c/arg_main_picture.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7457399140821070833</id><published>2010-11-01T14:11:00.006+01:00</published><updated>2010-11-01T14:30:33.684+01:00</updated><title type='text'>Vivere. Ancora</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;i&gt;&lt;img src="http://www.romaspqr.it/roma/san%20pietro/Interno%20San%20Pietro/pieta.jpg" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:black"&gt;Un pensiero, in questo giorno dedicato a chi non c'è più ma continua a vivere nelle esistenze di chi lo ama, voglio riservarlo alle madri e ai padri a cui il sei aprile del &lt;st1:metricconverter productid="2009 ha" st="on"&gt;2009 ha&lt;/st1:metricconverter&gt; deturpato l'anima, privandoli di ciò che di più bello la vita abbia offerto loro.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:black"&gt;Io non sono genitore, ovviamente, e sono consapevole che un certo tipo di amore lo si possa provare solo dopo esserlo diventato. Però la mattina dell'otto aprile 2010, durante la messa in suffragio dei miei compagni di scuola morti un anno prima sotto le macerie, nella fatica del dolore di quelle madri e quei padri cui la vita aveva strappato i figli adolescenti, compresi la vastità di un sentimento inenarrabile, più di quanto non me lo abbia fatto capire, giorno per giorno, mia madre con le sue attenzioni e le sue premure&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;color:black"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;Quando nasce un bambino deve succedere qualcosa di massacrante nell’anima di chi lo ha creato: un pugno che manda in frantumi il cuore e ne crea uno nuovo; e quel muscolo rigenerato comincia a battere in maniera anomala rispetto a prima, pompa nelle vene un sangue diverso, un sangue che ha una densità ed un peso maggiore. Tutta la vita vissuta, fino a quel momento, s’annulla nell'ebbrezza d'averla ridonata a quell’essere nuovo, e nessuna gioia provata, finanche la più immensa, equipara quella che si prova nel vederlo crescere, e magari nel vederlo rassomigliarti, emularti, stimarti; e nessun orgoglio è come quello che si riversa nell’impegno di insegnargli la vita, il mondo, le strade, l’alfabeto, le tabelline, a giocare a pallone, a disegnare, a legger l’orologio, a diffidare dai falsi amici, a mostrargli il mistero della vita dalla cicogna al preservativo, a scegliere la ragazza giusta. Le esperienze vissute nella tua esistenza prima d’esser genitore paiono assumere un’importanza ed un senso compiuti solo ora che servono a trasmettere una briciola di verità ad una creatura per la quale vale la pena di vivere e d’aver vissuto, d’esser andato a scuola e d’aver fatto l’amore. Anche la morte, in fondo, per un genitore è meno amara poiché la si affronta con la consapevolezza d’aver dato la vita per rendere migliore quella dei propri figli. Invece imparare da un bambino di sedici anni – dal tuo bambino di sedici anni – con che faccia si muore, dev’essere un dolore che ti trafigge, che ti spoglia le membra e che è così costante, infinito, pazzesco, che non pare poter essere vero. Eppure è lì: rimane dentro di te, con una voce fastidiosa e assordante, a ricordarti che quel figlio che ti è stato strappato, e che forse tu non sei stato bravo a proteggere, non potrai più generarlo. E ti sembra inutile vivere, ma ti sembra inutile anche morire, perché nulla varrà a veder rinascere tuo figlio: vivere e morire, che differenza fa, a quel punto? Di dolore non si muore, è vero, ma di dolore neppure si vive, a meno che la vita non sia concepita solo nel ricordo di un’esistenza perduta, e nell’illusione di poter riaverla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic; font-family: Arial; "&gt;&lt;span style="font-family:Arial; color:black"&gt;Vi auguro di trovare una gioia, una serenità ed una pace che pur non essendo gioia, serenità e pace, possano aiutarvi a vivere, possano farvi apprezzare, comunque, il piacere di assaporare i respiri di vita. Non fosse altro che per poterli riportare a&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;loro&lt;/i&gt;, un giorno.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7457399140821070833?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7457399140821070833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7457399140821070833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/11/vivere-ancora.html' title='Vivere. Ancora'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6292234976366009694</id><published>2010-10-31T08:59:00.003+01:00</published><updated>2010-10-31T09:12:09.239+01:00</updated><title type='text'>moleskine... (ap)punti scuciti/3</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TM0iHJG4yFI/AAAAAAAAAFU/1r2lZWCd74c/s1600/maschera.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 359px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534117023207442514" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TM0iHJG4yFI/AAAAAAAAAFU/1r2lZWCd74c/s400/maschera.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La vera musica è il silenzio&lt;br /&gt;Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Miles Davis&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’incalzare frenetico dei miei giorni non lascia spazio perché si faccia silenzio, perché si recuperi quella condizione dello spirito che s’inflette dove ogni esteriorità è adimensionale e può sembrare tanto infinitesima quanto infinita da alloggiare al di là delle parentesi che limitano l’intorno in cui amo racchiudermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo adesso, in chiusa d’Ottobre, alle prime luci di un giorno d’autunno che mi lascia registrare le note delle calde cromìe che la natura riesce a tingersi addosso perché sia più lieve il passaggio prossimo della spogliazione, quando delle poderose chiome scosse dal vento di maestrale, nell’aria, volerà il ricordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È in momenti come questo che il mio bisogno di afisicità è quanto mai prepotente, lo sento chiamarmi per nome perché sia attento a non fuggirlo, e tutto io concentri del mio essere laddove spira lento il microcircolo del turibolo che muove l’ombra all’inginocchiatoio proiettato dal raggio radente che filtra la piccola fessura di destra.&lt;br /&gt;E raccogliermi sul finire di sette giorni complessi, di lunghe ore e incessante periodare, di troppi volti e parole poste a caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì, in ginocchio su quel legno, voglio fare silenzio.&lt;br /&gt;Voglio racchiudermi in uno spazio sconfinato, voglio pausare i battiti della mia vita, riscoprire il profondo emozionale di un’assenza di suono perché ricomprenda l’altezza dell’armonia significante quando alla nota giace prossima la pausa e sentire risalire nelle vene lo scalpitìo dell’anima che si commuove di una sublimazione osmotica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio è rigenerazione, è l’occasione di sciogliere gli emboli del macrocircolo, è la &lt;em&gt;lectio magistralis&lt;/em&gt; che la tua stessa vita ti impartisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio è il teatro “possibile” in cui reciti e ti guardi; al botteghino registri il tutto esaurito ma la sala è vuota, il costume che indossi è impeccabile ma non hai truccatore né camerino, la battuta è perfetta ma non hai suggeritore, la mimica è precisa ma non c’è tecnico che t’illumini.&lt;br /&gt;Eppure, se fai silenzio, quello vero, autentico, arriverai a riconoscerti attore protagonista dell’opera più bella che è la tua stessa vita, vestito del tuo quotidiano, non trucco ma espressione, non battuta ma eloquio consapevole, non mimica ma realtà. Tutto questo tradotto in una luce piena, che del tecnico non necessita, forte della sua provenienza, quella della sorgente all’infinito che si fa spazio in ogni dove. È Luce di qualità che non teme alcun ostacolo, e filtra radente la piccola fessura di destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E dico grazie a chi del mio teatro mi sta aiutando a restaurare gli impalcati con quella mano ferma e sicura che sostiene ma non vincola, accompagna ma non soffoca, guida ma non impone.&lt;br /&gt;Lo faccio lasciando in chiusa un pensiero di venerdì&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;a volte, nelle situazioni difficili quando ti offendono nella tua dignità, val più trovare la mano tesa di un amico che mille parole di odio e disprezzo… e rialzarti perché trovi d'improvviso qualcuno, inaspettatamente, nascosto in un biglietto.&lt;br /&gt;Ed è bello scoprire che un amico non si fa gioco delle tue povertà ma le abbraccia perché non continuino a ferirti…&lt;br /&gt;dentro resta l'amaro, ma più forte è la voglia di continuare il cammino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Di sette giorni questo resta se fai silenzio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6292234976366009694?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6292234976366009694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6292234976366009694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/moleskine-appunti-scuciti3.html' title='moleskine... (ap)punti scuciti/3'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TM0iHJG4yFI/AAAAAAAAAFU/1r2lZWCd74c/s72-c/maschera.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3574334452978110590</id><published>2010-10-30T14:21:00.004+02:00</published><updated>2010-10-30T14:27:48.166+02:00</updated><title type='text'>FANTASMI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://fc.retecivica.milano.it/RCMWEB/Tesoro/03sito/dweb/art_tech/img/seducteur.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;Come i bambini vedono nel buio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;le ombre delle loro fantasie,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;così anche tu, guardandoti allo specchio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;vedi passarti gli occhi un’ombra vuota,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e chiedi a Dio il perché di quei pensieri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ch’al sol della tua vita e del tuo amore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;son nubi a cui dover trovar la forma&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;mentre il vento t’inganna e le dissolve.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Ti diranno che inganni chi ti ama&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;e che il tuo amore no, non è più il suo:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ma non capire quello che è la vita;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;vivila, in fondo è solo una bugia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;E quando avrai raggiunto il tuo domani&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ti volterai a guardare da dove&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;è cominciato il lungo tuo cammino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Poi accanto a un bivio troverai anche me.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;Mi guarderai con gli occhi di un’età&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;che non ammette errori sui ricordi;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;ti guarderò dall’ombra dei miei fiori&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;t’urlerò che alla fine è stato bello&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;esserci stati, incontrati e anche persi;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;così saprai che anche tra mill’anni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;sotto quei fiori troverai me, pazzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial"&gt;se vuoi un bacio che non voglia un perché&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3574334452978110590?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3574334452978110590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3574334452978110590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/fantasmi.html' title='FANTASMI'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3074886598643080107</id><published>2010-10-27T20:39:00.000+02:00</published><updated>2010-10-27T20:39:21.953+02:00</updated><title type='text'>Ego dilecto meo (Bartolucci)</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando la musica è quella scala che ti fa trasalire nell'oltre delle cose, e ti introduce in quelle regioni misteriose dell'anima spalancate sul mistero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ascoltare questo meraviglioso pezzo di Domenico Bartolucci (appena creato Cardinale da Benedetto XVI) è un'esperienza da condividere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object style="background-image:url(http://i3.ytimg.com/vi/bnUAlU_Evaw/hqdefault.jpg)" width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bnUAlU_Evaw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bnUAlU_Evaw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" width="480" height="295" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3074886598643080107?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3074886598643080107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3074886598643080107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/ego-dilecto-meo-bartolucci.html' title='Ego dilecto meo (Bartolucci)'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-3409621930686698331</id><published>2010-10-25T21:33:00.004+02:00</published><updated>2010-10-26T12:38:39.189+02:00</updated><title type='text'>moleskine..(ap)punti scuciti/2</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMXbmHIHodI/AAAAAAAAAFM/zGaPGVgyb6s/s1600/diario.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532069165089137106" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMXbmHIHodI/AAAAAAAAAFM/zGaPGVgyb6s/s400/diario.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono emozioni nella vita di un uomo per le quali l’immediato non sempre riesce a sopperire all’arresto del respiro che in gola si spezza e retrocede negli alveoli quasi a riconfermare un’appartenenza profondamente cardiaca, segnata dall’incessante palpito che scuote le temporali rendendo l’equilibrio violentemente più instabile, lasciandoti sospeso tra il prima e il dopo di uno stesso attimo.&lt;br /&gt;E ci sono emozioni che arrivano a sublimarti l’animo fino a sconfiggere ogni reticenza, emozioni che totalizzano i sensi fino a riconsegnarti gli estremi della passionalità, nel poetico di un “fare l’amore” con la stessa causa che ti addolora. Questo è l’attimo estetico. L’attimo del sublime, della riscoperta di una consapevolezza che ci chiama ad essere &lt;em&gt;altro da noi&lt;/em&gt; per guardare al di là del volersi sentire &lt;em&gt;intra moenia&lt;/em&gt;, oltre la cinta muraria di una sopravvivenza asfittica e disarmante, al recupero degli infiniti latifondi leonardiani resi nell’indaco sempre più luminoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sono entrato a Santa Maria Paganica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancavo da diciotto mesi il varco della grande soglia all’ombra del maestoso portale che irrompe fiero la poderosa stilatura trecentesca della fronte sulla consumata scalea.&lt;br /&gt;Mancavo da diciotto mesi l’appuntamento quotidiano con quello spazio straordinario, irrinunciabilmente unico nel suo genere, così tremendamente “aquilano” nei caratteri forti e gentili.&lt;br /&gt;Sono entrato in punta di piedi, tracciandomi sul petto i segni del sacro, sfiorando gli intagli impolverati dei battenti.&lt;br /&gt;Il silenzio di allora, quello straordinario sentore di divino, quello straordinario senso di rispetto e adorazione, come allora, mi hanno accolto. E come allora mi son sentito a casa.&lt;br /&gt;Accarezzando gli intonaci, abbracciando i brandelli delle possenti murature, sfiorando le concavità del pavimento, sedendo sugli stralli del coro e in ogni dove cercando la più intima delle corporeità mi son sentito rinascere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero. La Santa Maria Paganica della storia, dominatrice dello skyline cittadino, giace oggi inginocchiata come la penitente, avvolta nei bancali che ore ed ore di catalogazione confezionano tra le forme di un sacro divenuto ormai archeologico, là dove il pallido fuoco del cantiere sembra per un attimo ricucire i segni della medioevalità. A quel fuoco, oggi, ho riscaldato le mie mani messe in tiro dal vento di maestrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sensazione di pace sentirmi di nuovo così. Nella mia piazza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come quando, al mattino, varcando la soglia del portalino settentrionale la grande nave del piedicroce era solita manifestarsi in tutta la sua possanza, anticipando l’esplosione di luce della cupola a coronare la sede dell’Eterno, e noi, popolo, di quella magniloquenza sentivamo irrompere il vigore nelle vene; o come quando i sacri incensi odoravano gli invasi laterali alla sera del giovedì santo mentre lenta sfilava la devozione alle deposizioni secolari restituite nell’incanto di quelle altissime verticalità di stucco sui panneggi purpurei a velar le croci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sisma infligge danni incommensurabili, di troppi zeri al seguito di cifre inumane. Una manciata di secondi rende in polvere secoli di storia, tonnellate di pietra e mattoni si raccolgono in cumuli, esplodono vetri, si sbriciolano legni, gli argenti si ingobbano, gli stucchi si lacerano. Ad essi, in un lento disarmonico divenire, via via van sostituendosi chilometri di plastiche issati su grandi basamenti in calcestruzzo a sorreggere la provvisorietà di una snella copertura.&lt;br /&gt;Quello che il sisma non sottrae è il senso profondo dell’appartenenza, dell’esserci nonostante l’inesistente confinamento volumetrico dello spazio, dell’imporsi sulla scena nonostante l’apparente nudità di cui ci svestiamo.&lt;br /&gt;È quella inspiegabile sensazione di benessere quando intorno traspare desolazione, di appagamento quando l’aria è irrespirabile, di totale coinvolgimento quando ogni cosa non riesce a ricollocarsi nella giusta sede.&lt;br /&gt;Forse un nome tutto questo ce l’ha. Spirito.&lt;br /&gt;Spirito della vita che sa andare oltre la morte e l’abbandono. Spirito della forza che si impone a ricucire i lembi di una veste lacera. Spirito dell’amore che oltrepassa le frontiere dell’apparenza e sconfina nell’attesa di una rinascita possibile.&lt;br /&gt;È la consapevolezza della straordinarietà di un’occasione come questa che oggi, dopo il lento divenire di diciotto mesi, riesce a scalfire ore di frasi fatte, giorni di desolazione, settimane di impotenza, e nel progressivo abbandono al “possibile” lascia toccare i segni dell’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno potrà sottrarci al ricordo e al dovere necessario della memoria.&lt;br /&gt;A nessuno dovremmo permettere di sottrarci alla nostra stessa vita.&lt;br /&gt;Il sisma sottrae la città, ne altera i caratteri, offende nel profondo un popolo strappandogli gli affetti e confinandone gli spazi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una cosa non può sottrarre. La voglia di rinascere in chi resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-3409621930686698331?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3409621930686698331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/3409621930686698331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/moleskineappunti-scuciti2.html' title='moleskine..(ap)punti scuciti/2'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMXbmHIHodI/AAAAAAAAAFM/zGaPGVgyb6s/s72-c/diario.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-7555598731588574486</id><published>2010-10-23T08:06:00.003+02:00</published><updated>2010-10-23T08:10:09.044+02:00</updated><title type='text'>moleskine... (ap)punti scuciti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMJ7e5kB9hI/AAAAAAAAAFE/My58USWpXEg/s1600/foglia+sull%27acqua.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 272px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531119063142626834" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMJ7e5kB9hI/AAAAAAAAAFE/My58USWpXEg/s400/foglia+sull%27acqua.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono notti che si fanno insolitamente lunghe, notti in cui il tempo lo scandisci con i continui risvegli, i soprassalti, le tensioni muscolari.&lt;br /&gt;Sono queste le notti in cui non riposi e ti svegli al mattino già stanco di pensare.&lt;br /&gt;Cerebralosi cronica.&lt;br /&gt;Ti chiedi se tutto quello che fai, se quello che vivi e soprattutto “come” lo vivi è il modo migliore di viverlo, se realmente nella tua giornata c’è un’occasione vera di crescita, se il tuo è un cammino in avanti o piuttosto una stasi, se non addirittura un regresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanotte avrei buttato al vento la giornata di ieri, l’avrei strappata se ne avessi avuto la capacità.&lt;br /&gt;L’indifferenza, purtroppo, non mi appartiene. Tutto ciò che faccio è totalizzante e va in circolo nei vasi della mia identità, del mio modo di vivere e pensare. Ogni attimo della giornata è un’occasione unica e irripetibile, vissuta in quell’istante e non più, consumata come fosse un continuo passaggio di esperienze.&lt;br /&gt;Nella mia vita ci sono io. Il gioco spetta a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’umano che si diverte in me, quello avido di orgoglio e risentimento, l’incurabile permalosetto tutto sulle sue -lo &lt;em&gt;spocchiosetto&lt;/em&gt; aquilano a qualcuno sento dire da anni- giocherebbe a considerare il giorno trascorso abbondantemente inutile, sterile, asfittico. Uno di quelli che iscrivi all’elenco dei fallimenti, del perditempo, dell’”avrei fatto meglio a stare altrove”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se questo fosse stato il giorno delle delusioni, del crollo delle speranze e della progettualità, il giorno in cui arrivi a chiederti se stai puntando nella direzione giusta o se questa strada è soltanto un &lt;em&gt;trompe l’oeil&lt;/em&gt; che prima o poi ti sbatte in faccia, sono convinto che la chiave di lettura è altrove. Ammesso che in giornate simili ti accorgessi di aver vissuto senza linfa, senza stimoli né obiettivi, come se tu volessi andare oltre e qualcosa o qualcuno di cui non leggi l’identità ti trattiene, ti blocca e vuole costringerti a cambiare direzione, il tuo partito non aderisce alla campagna elettorale dell’ennesima sconfitta alle urne e va oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sensazione di pace quando ti accorgi che stai crescendo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorni come questo a qualcosa servono, se li viviamo un motivo ci sarà. Le carte si scoprono e tutto si rivela, la roulette prima o poi si ferma e il numero compare. Giorni così servono a scavare dentro le tue convinzioni per epurarle di tutto il superfluo. Servono a capire che stai rischiando di sovrastrutturare situazioni quotidiane in un processo che prima o poi ti porta alla paralisi, all’arresto totale della volontà.&lt;br /&gt;Giorni così ti portano a riconsiderare la tua esistenza, ad avere il coraggio di guardare in faccia questa paura dell’insuccesso, della mortificazione e del disprezzo di sé e degli altri e ad essere nuovamente propositivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfida si esprime su un alfabeto a volte incomprensibile, poco immediato o del tutto estraneo. Non è istantaneo coglierla nell’essenza, occorre attendere durante l’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto torna in discussione. Non solo gli altri o le situazioni. Tutto si rimette in gioco. Io in primis.&lt;br /&gt;Se un problema non avesse soluzione non avrebbe alcun significato chiamarlo così.&lt;br /&gt;La soluzione, per la mia vita, è in me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno l'ha disegnata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle Sue mani, giorno per giorno, decifrerò la tavolozza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-7555598731588574486?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7555598731588574486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/7555598731588574486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/moleskine-appunti-scuciti.html' title='moleskine... (ap)punti scuciti'/><author><name>Marco Volpe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TFB244yjXlI/AAAAAAAAAAM/PJVVzB17wMg/S220/esercizio+3+bn.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TMJ7e5kB9hI/AAAAAAAAAFE/My58USWpXEg/s72-c/foglia+sull%27acqua.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-9047333022670570036</id><published>2010-10-20T10:43:00.004+02:00</published><updated>2010-10-20T11:04:15.403+02:00</updated><title type='text'>Appunti sgangherati</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.bnnonline.it/biblvir/imacanti/sil1lr.jpg" /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leopardi parla a Silvia, le bisbiglia, senza che le parole cadano davvero sulla pagina, ma lasciando levitare l'inchiostro a qualche millimetro dalla carta. Ripulisce l'effige di lei da ogni sensualità cedevole; non le si rivolge con la voce di uno sconosciuto - questo no! - e nemmeno di un maestro. Semplicemente è un innamorato (lo è stato davvero) che conserva intatta tutta la bellezza della passione, ma che della passione ha perduto, o rimosso, i travagli, confluiti forse nel gorgo di vaselina della sua disperazione generale ed onnicomprensiva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Leggendo i manoscritti della prima edizione di A Silvia, e man mano notando le varie fasi correttive delle successive stesure, è bello notare come alcune parole, espressioni, termini, cambino sensibilmente, eppur in maniera quasi impercettibile; alcuni versi vengono addirittura eliminati, tracce di un languore candido che doveva, talvolta, pervadere l'animo di Leopardi, il quale, ravvedutosi, rifiutava quegli eccessi patetici, fedele ad un'idea di poesia genuina, in cui una parola, per essere scritta, dev'esser prima vissuta e capita in ogni sua sfumatura, fin nel midollo; certe parole, infatti, restano nella loro inamovibile pesantezza, nella loro gravità di significato.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Di quelle parole, evidentemente, Leopardi aveva compreso l'atrocità sin dall'inizio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-9047333022670570036?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9047333022670570036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/9047333022670570036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/appunti-sgangherati.html' title='Appunti sgangherati'/><author><name>valerio valentini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-6779970294771303701</id><published>2010-10-18T23:17:00.000+02:00</published><updated>2010-10-18T23:17:25.974+02:00</updated><title type='text'>l'inquietudine dei vivi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TLy5DurQwmI/AAAAAAAAAVI/V5oNuIT1_BY/s1600/lonely_night_by_dehcavalieri.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TLy5DurQwmI/AAAAAAAAAVI/V5oNuIT1_BY/s320/lonely_night_by_dehcavalieri.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta mi capita di raccogliermi la sera, da solo, lontano dal chiasso delle cose da fare. E ascoltare così quel mare che sbatte sulle rive della mia anima. E' l'inquietudine dei vivi. L'inquietudine di chi non si sente mai arrivato, ma sempre in cammino, sempre alla ricerca ansiosa di un posto dove sentirmi davvero a casa. Credo che questa inquietudine sia la bussola che Dio ha messo dentro di me per indicarmi la strada del ritorno. Guai se non prendessi sul serio questa domanda continua di senso che mi toglie il sonno e mi sospinge sempre in avanti. Ma sono anche in pace, di quella pace convinta che soggiace ancora più sotto dell'inquietudine. E' la pace di chi sa di essere in mani buone. Se qualcuno domanda cosa sia la fede, raccontategli che è questa pace di fondo. Ma chi ha fede è ugualmente inquieto come gli altri, solo che non dispera...mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-6779970294771303701?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6779970294771303701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/6779970294771303701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/linquietudine-dei-vivi.html' title='l&apos;inquietudine dei vivi'/><author><name>Luigi Maria Epicoco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07524391765719309627</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/SzR_sOlAKZI/AAAAAAAAAMQ/JOYsl5VfaTY/S220/don-gino-epicoco.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ddd1-ayfQkU/TLy5DurQwmI/AAAAAAAAAVI/V5oNuIT1_BY/s72-c/lonely_night_by_dehcavalieri.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-8262088670142331213</id><published>2010-10-18T03:41:00.005+02:00</published><updated>2010-10-18T03:57:22.617+02:00</updated><title type='text'>QUELLA NOTTE COLTA DI UN LEBBROSO QUALUNQUE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TLuo8JjL7YI/AAAAAAAAABk/z0rn4jsjTcQ/s1600/libri.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TLuo8JjL7YI/AAAAAAAAABk/z0rn4jsjTcQ/s320/libri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529198718836534658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi giovanissimi siamo posseduti dalla frenesia. Siamo accecati dalla fretta di diventare quello che vorremmo essere, ora con l’imprudente tracotanza di chi pensa di essere completo quando è ancora &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in fieri&lt;/span&gt;, ora con l’ingenua fiducia che la nostra realizzazione possa risolversi in un salto repentino, con cui bypassare fatiche e delusioni di una vita in salita. Ci sembra di sapere tutto, di essere pronti, ci sentiamo come un proiettile nella canna di una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;44 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Magnum&lt;/span&gt;, mentre i nostri sono spesso ancora i fuochi fatui di un rudimentale archibugio. &lt;br /&gt;Talora cerco di controllare i miei entusiasmi invasati e convulsi, provo a fermarmi sulla soglia dei miei imperativi e a guardare a me stesso da spettatore esterno, collocandomi al di fuori dell’abitacolo di questa inarrestabile supercar, per apprezzare al rallentatore qualche aspetto del mio io che cambia, della mia mente che si modella. &lt;br /&gt;Mi rendo conto che troppe volte l’incessante vortice dei miei progetti e l’implacabile fame di sapienza mi prospettano scenari parziali o devianti, catturandomi in un infruttuoso sciorinamento di buone intenzioni: “Per essere un uomo di cultura, leggerò tutto ciò che mi capiterà tra le mani, mi documenterò su qualsiasi fonte, ascolterò la voce dei più quotati intellettuali, abbraccerò questo, piuttosto che quell’interesse, partorirò idee originali, appunterò ogni riflessione, aforisma, teoria che elaborerò, sarò un cervello in ebollizione e non solo in fermento”.&lt;br /&gt;Tutti i propositi di formazione che formulo restano per lo più inesausti, perché si dispongono su un sentiero lungo, accompagnano anno dopo anno il cammino dei miei giorni e perciò collidono con la mia smania. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I want it all and I  want it now&lt;/span&gt;, cantava il grande Freddie Mercury.&lt;br /&gt;Quest’avidità di futuro non mi impedisce, stanotte, di ritagliarmi uno spazio di serena meditazione e di domandarmi – Che cos’è la cultura? &lt;br /&gt;“Ciò che sarà coltivato” e quindi raccolto, non dovrà essere seminato solo su un podere di pagine sporche d’inchiostro: qualunque contadino sa che la terra inaridisce, se non si applica ad essa la tecnica della “rotazione”. La produttività di un latifondo migliora se lo si suddivide in più settori e si destina ad una piantagione diversa ogni sua parte. &lt;br /&gt;La cultura non cresce solo sui libri: la cultura si perfeziona attraverso ogni circostanza della nostra vita e diventa tanto più raffinata, quanto maggiormente dense sono le nostre esperienze. &lt;br /&gt;Ma noi non siamo carta assorbente impregnata di sanguigna erudizione. La cultura è un atteggiamento, è una lente che adottiamo per liberarci dai paraocchi di una miope “praticità”, è la ferma e irremovibile volontà di interrogarci su quello che ci accade, di intervenire su noi stessi e sulla nostra realtà; la cultura è una presa di posizione, magari la presa di posizione di non prendere alcuna posizione, ma è pur sempre un'attività, una fatica non solamente per la vista che decifra caratteri stampati o per la schiena che s’inarca; è bensì un impegno totalizzante col quale decidiamo di aprire i canali della nostra conoscenza e le banche dati della nostra memoria pure quando non stiamo studiando per l’esame imminente, poiché aspiriamo al trenta, poiché vogliamo laurearci entro il tempo stabilito, magari per accontentare i genitori, o per dimostrare a noi stessi che la mira delle nostre ambizioni è infallibile. &lt;br /&gt;La cultura è quando preferiamo stare a guardare i cespugli o il mucchietto di case diroccate ai margini dell’autostrada su cui ci troviamo a viaggiare, anziché sonnecchiare in autobus o alienarci negli mp3 che abbiamo caricato sull’autoradio; quando, anziché abbassare lo sguardo per non incrociare i volti delle persone con cui condividiamo la nostra esistenza, svestiamo i nostri panni e tendiamo l’orecchio ai loro discorsi, o ai loro silenzi; quando ci concediamo una serata in discoteca, ma anziché limitarci a ingurgitare il palliativo del divertimento, ci soffermiamo sull’itinerario che abbiamo attraversato per arrivarci, oppure sulla squallida grettezza di qualche “tipo da spiaggia” che si scatena su un cubo e ci rendiamo conto che possiamo ridere e ballare mantenendo la nostra identità, la nostra serietà, la nostra sanità. La cultura è quando ricordiamo che Petrarca descrisse con illuminata perizia introspettiva la sua “ascesa al Monte Ventoso” dopo aver aperto, su quella vetta, le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Confessiones&lt;/span&gt; di Agostino e aver sperimentato l’umanità del santo ed una meravigliosa fusione emotiva con il venerabile Padre della Chiesa; e che Leopardi si produsse nel più ammirevole saggio della sua poesia con i canti pisano-recanatesi, toccante e profondo colloquio con i propri ricordi al tempo stesso vividi e sfumati, brucianti, però attenuati dalla lontananza dalla terra natia e poi ancora rintuzzati dall’ambiente di una Pisa un po’ urbana e un po’ rurale.&lt;br /&gt;La cultura è quando tutto è cultura, è quando i nostri libri ci suggeriscono interpretazioni stabili della contingenza ed in ogni accidente troviamo  l'universale, l'ideale, degno di essere rimaneggiato alla luce di nuovi studi, di altre letture. &lt;br /&gt;Più di un anno è trascorso da quando, dopo la surreale e precaria estate del post-terremoto, per me gravida di esperienze emotive e materiali inedite e irripetibili, ha iniziato a delinearsi una nuova fase della mia vita da sfollato, tuttora lontano dall’Aquila, diviso tra viaggi, università, città diverse, lunghi spostamenti, tensioni fisiche e psicologiche. Più di un anno in cui non sempre sono riuscito ad accettare la mia condizione e a tesaurizzare, da bravo accumulatore, il capitale di conoscenze teoriche e pratiche che il disagio mi ha forzosamente somministrato; perché a volte, dopo quel 6 aprile, il desiderio frustrato di normalità ti abbatte, perché a volte ti sembra di non reggere più i ritmi, gli sforzi, i sacrifici e i tuoi pensieri restano circoscritti ad una desolante progressione di pessimismo, avvilimento, insofferenza, inquietudine, impazienza. &lt;br /&gt;Poi, una notte di metà ottobre mi capita di ripensare ad una pagina del Vangelo che ho ascoltato recentemente a messa. &lt;br /&gt;Si presentano a Gesù dieci lebbrosi, i quali implorano di essere sanati, pertanto Egli ordina loro di presentarsi ai sacerdoti nel tempio. Durante il cammino, gli infelici si accorgono che le piaghe sono scomparse dalla loro pelle, così uno di loro decide di tornare indietro e, innalzando lodi a Dio, si getta ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Allora questi osserva: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?”, e rivolto all’uomo prostrato, prosegue: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato”. &lt;br /&gt;C’è una differenza sostanziale tra guarire ed essere salvati: il miracolo di veder svanire le dolorose ulcere dalle nostre membra ci può certamente investire oggi, le difficoltà possono finire al momento, davanti a noi ci può essere un tratto in discesa, ma niente ci garantisce che non torneremo nuovamente a lamentarci, a fronteggiare un problema ben più gravoso di quello dal quale cercavamo di affrancarci. Se siamo guariti adesso dalla lebbra, potremo essere colpiti fra un anno da un male peggiore; diversamente, possiamo per un attimo deporre le armi della nostre cruente lotte quotidiane e tornare indietro a ringraziare il Signore per averci condotto dove siamo, perché non ci lascia soli nelle avversità, perché ascolta le nostre preghiere e soprattutto perché ci dota di risorse così ingenti, da consentirci di fare fronte persino ai momenti più bui con piglio culturale, formando la nostra umanità giorno dopo giorno, tassello dopo tassello. Possiamo chiedere di essere guariti, o provare a salvarci.&lt;br /&gt;E in questa notte di metà ottobre ho trovato l’opportunità di interrompere il mio incedere meccanico e di correre da Lui, per ringraziarLo di ciò che mi dato l’opportunità di scoprire, comprendere, provare. Per una volta, in questo interminabile anno, non ho ceduto all’ansia di essere esaudito e finalmente mi sento più colto, più adulto, di sicuro non ancora salvato, eppure non solo guarito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TLupWjRXU5I/AAAAAAAAABs/Wzeojdf9nlI/s1600/autostrada1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 228px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TLupWjRXU5I/AAAAAAAAABs/Wzeojdf9nlI/s320/autostrada1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529199172417704850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/846072886323587062-8262088670142331213?l=epicoco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8262088670142331213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/846072886323587062/posts/default/8262088670142331213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epicoco.blogspot.com/2010/10/quella-notte-colta-di-un-lebbroso.html' title='QUELLA NOTTE COLTA DI UN LEBBROSO QUALUNQUE'/><author><name>Alessandro Rico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0xFVoUP9CuQ/TLuo8JjL7YI/AAAAAAAAABk/z0rn4jsjTcQ/s72-c/libri.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-846072886323587062.post-1726825669365000121</id><published>2010-10-16T10:10:00.005+02:00</published><updated>2010-10-16T10:18:38.858+02:00</updated><title type='text'>(set)tecento... mon ami!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TLletZXCGjI/AAAAAAAAAE0/1Tmkq0XOq24/s1600/Pennello.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 285px; DISPLAY: block; HEIGHT: 353px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528554151568611890" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xm3hW_5CT2w/TLletZXCGjI/AAAAAAAAAE0/1Tmkq0XOq24/s400/Pennello.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’occasione di questo post nasce da una riflessione che ieri l’altro mi trovavo, d’improvviso all’interno di una conversazione, a considerare. Ricordo perfettamente il contesto. Un mezzogiorno tutto accademico in uno scenario di assoluta “costruita” formalità, una di quelle situazioni in cui ti accorgi che chi ti sta davanti cerca in tutti i modi di spingerti oltre i limiti dell’etichetta diplomatica per recuperare quanto di assolutamente interessante può nascondersi in un eloquio dal sapore settecentesco, e tu sei lì che mordi il freno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Settecento, in più sedi amo ricordarlo, è il secolo che ha accompagnato l’arte attraverso le grandi movimentazioni del pensiero, osando concettualizzare e “mettere a posto” tanti codici stilistici del passato in una organizzazione sistematica e sequenziale che ancora oggi soggiace ai nostri studi, ed attuando una imponente opera di catalogazione delle esperienze. Secolo straordinario, degno successore del precedente nel quale affonda con insistenza le radici e ne completa, per sintesi espansiva, i caratteri.&lt;br /&gt;Il Caffè, il salotto privato, la biblioteca, l’accademia, il teatro e, in ultimo, il museo, prima forma vincente di diffusione dell’arte a scala umana, sono alcuni dei momenti che definisco “possibili” -se non indispensabili- per la caratterizzazione dell’identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo in città, la nostra, si aveva la possibilità di scegliere. Oggi, l’indifferenza dei preposti alla salvaguardia di queste possibilità, ci obbliga a “sopravvivere” in un silenzio identitario che neanche i suoni assordanti dei locali sulla strada riesce a scalfire. Il silenzio di cui parlo è evidentemente dell’anima che giorno dopo giorno rischia la disidratazione.&lt;br /&gt;E noi cosa facciamo? Continuiamo a nascondere l’arte avvolgendola nei tessuti-non-tessuti, affidando al resoconto scritto su una squallida etichetta un intero alfabeto occultato. Preferiamo che le opere siano ammassate l’una sull’altra a riempire ogni angolo dei depositi umidicci e polverosi… però lì sono al sicuro!&lt;br /&gt;Da chi? Da cosa?&lt;br /&gt;L’arte che non si espone si offende. L’arte, anche ferita, gravemente ferita, che non si rischiara alla luce subisce un ulteriore assassinio. Protetta sì, occultata no.&lt;br /&gt;I settecenteschi non avrebbero mai permesso alle opere di diventare bottiglie da cantinone, veicolando anche gli squarci delle tele o i monconi delle sculture ne avrebbero composto i tratti ideologici in autentica dissertazione culturale, magari incipriandole il naso tra i broccati e le lacche, spargendo parole nel sorseggiar cioccolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arte ferita è 
